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Augusta, per chi suona la campana a San Giuseppe

EDITORIALEError404.online compie un anno, e il primo compleanno è sempre opportunità per fare i bilanci. Ma non è questo il tempo giusto per tirare le somme, per mostrare cosa pensiamo sia all’attivo e quanto riteniamo debba stare alla voce passivo. Ci siamo prefissi già nella testata di essere “senza alcuna censura”, e almeno in questo crediamo di esserci riusciti. Però stavolta vogliamo “censurarci” da soli, evitare di ripercorrere le luci di questi 12 mesi e scusarci – o trovare scuse – delle ombre. Vogliamo spegnere la prima candelina parlando di campane. Sono quelle di San Giuseppe, che per l’occasione prendiamo in prestito per rintoccare anche noi un messaggio di forza e di speranza. Ma prima dobbiamo spiegare come mai, noi che nel rimodellare le facce di bronzo ne abbiamo fatto una solida linea editoriale, abbiamo scelto uno strumento dello stesso metallo per rappresentarci in questa ricorrenza.

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La stesura di questo articolo inizia senza accorgercene il 19 marzo, di un anno che mai immaginavamo potesse uscire da una scadente sceneggiatura hollywoodiana. L’anno è questo 2020, il luogo è Augusta, la festa è quella del Patriarca, il protagonista è un giovane laureato in psicologia clinica con master in neuropsicologia. Si divide fra una confraternita che professa la fede nella tradizione dei padri, e una fraternità che la pratica modernamente nel volontariato dei figli. Cosa ci faccia alle 18,30 in quella strada di un centro storico deserto e plumbeo, sfidando la sorte col Coronavirus e l’inquisizione delle spettrali pattuglie coI volti celati come monatti, spiega il perché di questo editoriale anno 1. Si chiama Andrea Lombardo, ha 29 anni, già da tempo ha cambiato il pub con l’ambulanza della Misericordia. E si trova lì per suonare le campane secolari della plurisecolare Confraternita. Hanno taciuto per la festa di San Giuseppe solo durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ma adesso devono suonare.

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Andrea Lombardo
copertina, il campanile di San Giuseppe.
sotto, festa vuota per l’epidemia.

Quel vecchio campanile deve rintoccare. Anche se nessuna sirena antiaerea può avvertire, quando il nemico silenzioso e invisibile arrivato dalla Cina sta per metterti nel mirino. Lo scampanio che in questo giorno di calendario chiamava da sempre mezzo paese in via Garibaldi, insieme ai confrati un tempo artigiani, deve farsi sentire ancora. Forte e chiaro. Stavolta non c’è nessuna statua da far rientrare nella sua chiesa-bomboniera. Non c’è nessun bastone di torrone da mettere all’asta. Le tre “vuci” del banditore stavolta si devono fondere nelle note del batacchio sul bronzo, insieme a quelle di un’intera città piegata ma non vinta. La confraternita lo aveva promesso ad Augusta, e Augusta doveva ascoltare un richiamo arrivato attraverso i secoli fino a noi.

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Cari Augustani oggi alle ore 18.30 le campane della nostra amata chiesa di San Giuseppe suoneranno a festa. A quell’ora avrebbe dovuto iniziare la tradizionale vendita dei doni che ogni anno da decenni ha luogo nella nostra Città. È un segno che vogliamo donare a tutti i fedeli nella consapevolezza che, nonostante tutto, noi rimaniamo aggrappati alle nostre tradizioni che sono fondamento di ciò che siamo, che nei nostri cuori regna la speranza e la fede verso il nostro Patriarca. É un piccolo segno per ricordarci che noi siamo comunità, sempre, anche nelle difficoltà, anche nella lontananza. Alle 18.30 andremo in diretta Fb per far ascoltare a tutti il suono della nostre campane, per ricordarci che #andrátuttobene e che presto ritorneremo a gioire insieme sempre sotto la protezione del nostro Santo Patriarca San Giuseppe”. I social hanno sostituito il tamburino per le strade, e lo streaming porta quel suono dove prima era impensabile. Ma il simbolo è quello di sempre, intatto nella sua forza ingenua eppure così possente per tutto ciò che racchiude.

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Da quel campanile, in quella sera incupita dal Covid-19, grazie a un gesto semplice e un po’ coraggioso si spande nell’aria e dilaga nella Rete una melodia, che racconta la Storia e racchiude tante storie. C’è la storia di una città che ne ha passate tante, e visti passare tanti, ma è ancora viva. Ci sono le storie di augustani che sono rimasti comunità, anche quando sono emigrati in capo al mondo. In quelle campane c’è pure la Storia che mai nessuno ha registrato, e ci sono le tante storie di miserie e nobiltà che non si sono tramandate. Lo scampanio di Andrea, confrate e volontario di Protezione civile, che solitario tiene in vita una tradizione secolare, perché con quella fede antica è forgiata l’identità attuale, è una cronaca piccola dentro la Cronaca più grande della pandemia. Spesso tocca al Tempo rendere giustizia a gesti minimi nel presente, che diventano enormi agli occhi del Futuro. Ma ciò accade se qualcuno li fissa per la memoria. E perché nulla di piccolo o grande sia sottaciuto, a una comunità che merita di sapere, Error404.online è qui a raccontarlo.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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