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Adsp Augusta: Chiovelli promosso presidente, tempesta sul suo segretario

AUGUSTA – Alberto Chiovelli, da commissario a presidente dell’Autorità portuale di Augusta-Catania. Ne ha dato notizia il ministro ai Trasporti, Enrico Giovannini, con un comunicato diffuso il 20 aprile. Dove fa sapere che “ha avviato il completamento delle procedure per il rinnovo delle presidenza dell’Autorità di sistema portuale, e inviato ai presidenti delle Regioni interessate la richiesta di intesa sui nominativi proposti”. Nel pacchetto ministeriale infatti, oltre quella del Mare di Sicilia orientale, ci sono i vertici delle Port authority di Venezia, Ancona, Bari e Gioia Tauro. Restano invece ancora aperte le manifestazioni di interesse per Palermo e Cagliari. L’indicazione del ministero retto da un economista considerato in odore Pd, dato che era già stato al governo col premier Enrico Letta, arriva lo stesso giorno in cui divampa una polemica violenta contro la governance dell’Adsp del Mare di Sicilia orientale.

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Maggioranza consiliare contro la governance portuale insieme a Montalto.

Alberto Chiovelli (foto dal sito Adsp).

La maggioranza consiliare si è rivoltata contro il Piano nazionale di ripresa e resilienzache praticamente “laurea” Punta Cugno come unico porto in Italia a non beneficiare di alcun progetto finanziato. E’ una levata di scudi quella arrivata da Attivamente, Augusta2020, Cambiaugusta, Destinazione futuro, 100xAugusta, Noi per Augusta, con un duro documento diffuso proprio il 20 aprile. Cioè quasi un mese dopo quella riunione del 23 marzo alla commissione Trasporti della Camera, dove si è scoperto che all’ordine del giorno c’erano milioni per tutti gli scali marittimi nazionali, tranne per l’hub megarese. Con buona pace della classificazione Core assegnata dall’Unione europea, e delle assicurazioni arrivate dalla politica. Che sembravano credibili, visto che alla vicepresidenza della IX Commissione permanente di Montecitorio siede proprio un siracusano. Si tratta del deputato 5 Stelle Paolo Ficara, che però sembra essersi inabissato sulla questione, a una decina di giorni dalla scadenza per presentare il Pnrr a Bruxelles. Anche se l’onorevole grillino sembra abbia potuto fare poco, per raddrizzare la barca. Perché sul tavolo del governo non sarebbe arrivato alcun progetto presentabile da parte dell’Autorità di sistema. 

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Le 6 liste pro-amministrazione: evidente assenza programmazione Adsp.

Un ente commissariato agli inizi di febbraio, dopo il trasferimento di Andrea Annunziata all’Adsp di Napoli. Che le 6 lista civiche ora mettono sul banco degli imputati, per l’assenza dalla lista pubblicata a pagina 103 del Recovery plan“Appare evidente come l’assoluta assenza di programmazione, sta già producendo effetti devastanti per la nostra comunità”, scrivono i partiti che sostengono l’amministrazione civica Peppe Di Mare. E’ un vero atto d’accusa, quello che arriva dalla maggioranza di Palazzo San Biagio. La quale lamenta “la mancanza di una seria e condivisa visione del futuro della Governance uscente dell’Adsp di Augusta-Catania, che oggi trova una inusuale continuità attraverso il ruolo del segretario generale.

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Montalto accusato dai partiti per la “singolare gestione” del dossier Gnl.

Toninelli passa in rassegna la guardia costiera scortato da Montalto (a destra)

Nel mirino della polemica politica sembra esserci Attilio Montalto, che si trovava al comando della Capitaneria di Augusta quando è stato chiamato a essere il numero 2 della Port authority. Era il periodo in cui a occupare il ministero competente alla nomina si trovava il pentastellato Danilo Toninelli, mentre il Comune era retto dalla contestata grillina Cettina Di Pietro. Tanto è bastato per affibbiare all’ex comandante del porto una coloritura politica ben precisa, da parte di un fronte di partiti che oggi stanno a Palazzo, ma che durante l’arcigno monocolore 5S erano brutalmente tenuti all’opposizione. Ora accusano il segretario Adsp come continuatore di una “visione solitaria del territorio, che ha caratterizzato azioni e scelte dell’Adsp nel recente passato”. In particolare, all’ente portuale viene contestata la gestione del deposito galleggiante di gas naturale liquefatto. “Progetto, questo sul Gnl, che presidente e segretario avevano misteriosamente tenuto nascosto dentro i cassetti per quasi due anni; salvo poi (in modo quanto meno singolare) convocare il Comune alla conferenza dei servizi il 20 ottobre 2020, data che coincide con il primo giorno della sindacatura Di Mare che fu eletto dopo il ballottaggio del 19 ottobre“.

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I dubbi dell’assessora nella conferenza servizi presieduta dal segretario generale.

Quella riunione si è poi tenuta il 18 novembre, quando la nuova amministrazione si stava appena ambientando nel ginepraio lasciato dai predecessori. L’assessora Tania Patania si è perciò trovata di fronte a un progetto già avanzato nell’iter, nel quale il Comune aveva pochi margini di intervento programmatorio. Infatti fa mettere a verbale che, pur esprimendo “il personale apprezzamento di potenziale sviluppo per l’intero territorio, ritiene altresì necessario acquisire gli approfondimenti”. Specialmente per quanto riguarda il pontile ex Esso“in modo da poter determinare l’opportuna programmazione di ulteriori interventi di recupero e uso, sulla quota parte non rientrante nel progetto”. La titolare alla rubrica Porto è una neofita a Palazzo di città, però accortamente “richiede al proponente la collaborazione fattiva, affinché si possa avviare una credibile campagna di sensibilizzazione del territorio in ordine all’intervento proposto”. A dirigere quella delicata conferenza dei servizi non c’era il presidente, “chiamato a sopravvenuti impegni istituzionali”, ma il suo segretario generale. E non sarà l’unico progetto su cui si intravederà il protagonismo di Montalto sulle vicende Adsp.

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Progetti su fotovoltaico e digitalizzazione ma nulla su diga foranea e banchine.

“Non possono essere di certo due azioni di ‘green ports‘ legate alla realizzazione di pensiline con impianti fotovoltaici e digitalizzazione della logistica, a farci esultare”, scrivono le 6 liste di maggioranza consiliare. “Poiché – spiegano nel documento – è sotto gli occhi di tutti che il fatturato di questi ultimi anni, in termini di pianificazione e progettazione, è quasi nullo e lo testimonia l’attuale fotografia del nostro porto”. La rabbia sull’occasione mancata Pnrr si origina dai grandi progetti portuali ancora fermi al palo. Interventi strategici, come il terzo lotto per il consolidamento della diga foranea, o l’elettrificazione delle banchine, o l’ampliamento del pontile. “Siamo convinti che i prossimi mesi saranno fondamentali”, dicono Attivamente, Augusta2020 (vicino alle posizioni del Pd), Destinazione futuro, Cambiaugusta (sponda locale della deputata regionale Fdi Rossana Cannata), 100xAugusta, Noi per Augusta (fresco di federazione con la Lega). Avvertendo che “la programmazione di investimenti e infrastrutture che riguardano la nostra città non possono essere lasciate nelle stesse mani di chi, sino ad oggi, ha dimostrato con i fatti di essere inadeguato al ruolo”. Un’accusa che investe Montalto, già al centro di polemiche per le decine di assunzioni all’Adsp messe a concorso proprio in piena campagna elettorale per comunali augustane. Ma che, a questo punto, fa traballare anche la fresca promozione a presidente del commissario Chiovelli.

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Musumeci, 30 giorni per opporsi a presidenza Chiovelli e “salvarsi” le regionali.

Il candidato sindaco Peppe Di Mare in collegamento col governatore Nello Musumeci alla 3 giorni Ricostruiamola di Cambiaugusta.

“Ci auspichiamo che al più presto venga nominato il nuovo presidente dell’Adsp con la conseguente riorganizzazione della segreteria tecnica, scrivevano le 6 liste, civiche fino a un certo punto. Parlando di “un cambio di passo che è divenuto ormai necessario e improcrastinabile”. Poche ore dopo da Roma arriva la nomina governativa per la contestata governance. Che a questo punto diventa anche un problema per il governatore siciliano Nello Musumeci. Il comunicato del ministero sottolinea infatti che, “come prevede la legge, il riscontro da parte dei presidenti delle Regioni dovrà avvenire entro 30 giorni, trascorsi i quali l’intesa si riterrà acquisita”. La Regione ha un mese per mettersi di traverso, a quello che molti leggono come un accordo Pd-5S per la spartizione delle Autorità portuali. Il quale, a questo punto, non solo frustrerebbe le vecchie aspirazioni del centrodestra nazionale di dare un nome di proprio gradimento. Ma mette in difficoltà la stessa amministrazione regionale, ormai all’ultimo anno di legislatura prima del voto. Ad Augusta ora c’è un sindaco che con Musumeci ci parlava – e pure bene – prima che entrambi conquistassero i Palazzi. E c’è una maggioranza consiliare con riferimenti importanti nell’Assemblea siciliana. Palazzo San Biagio e Palazzo dei Normanni riusciranno nel convincere Palazzo d’Orleans a scuotere gli equilibri di Palazzo Chigi, facendo saltare la nomina in odore NazarenoRousseau? O finirà come già accaduto con la vecchia filiera dem Rosario CrocettaGraziano DelrioPaolo Gentiloni, che portò Annunziata in barba a ogni protesta per lo spostamento della sede a Catania, garantita da quella presidenza?

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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