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Contagi al Di Maria, Cannata: sciacallaggi di Canale 8. I cronisti: assurdo

AVOLA – “Non ci possono essere notizie accomodanti, ma bisogna accettare quanto il cronista riesce a confermare attraverso le proprie fonti. Chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe riconoscere, in questo momento, il valore della libera informazione a garanzia della salute dei cittadini“. L’Associazione siciliana della stampa è dovuta nuovamente intervenire, e piuttosto duramente, sulle fonti ufficiali” che cercano di zittire le voci dissonanti sul #andràtuttobene raccontato nelle loro comunicazioni. L’ultimo a incappare nella Covid-censura è stato il cronista Seby Roccaro, editore di Canale 8 Tv e già presidente dell’Istituto superiore di giornalismo. Che è stato pesantemente attaccato dal sindaco di Avola, Luca Cannata, dopo aver scoperto il caso dei tamponi effettuati a 12 sanitari del Di Maria. E raccontato del loro allontanamento dall’ospedale, per essere messi in quarantena dopo un test positivo e uno dubbio. Caricato a testa bassa sui social dal primo cittadino, con espressioni tipo “questo soggetto, questo signore, un politico alla qualunquemente”che ha scatenato una sollevazione. E non solo fra i colleghi di questa specie di giornalista“, accusato di fare solo sciacallaggio“.

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Roccaro: in onda le telefonate dei sanitari angosciati.

Dopo lo scoop giornalistico del 14 aprile, il 15 aprile su Roccaro è stata una pioggia di solidarietà. Scontata quelle degli organi di categoria, come l’Assostampa. E dell’associazionismo dei radiotelevisivi e telematici, come l’Agirt. Meno scontate, ma sorprendenti fino a un certo punto, sono state le attestazioni arrivate dal campo di battaglia, dove si combatte in prima linea contro il Coronavirus“Chi lavora al Di Maria ora ha davvero paura. E’ un continuo di telefonate dai sanitari, che spontaneamente offrono le loro testimonianze. Le metterò tutte in onda nella puntata del 16 aprile, con le voci travisate per evitargli ritorsioni sul posto di lavoro“,annuncia Roccaro. La notizia risultata tanto “fastidiosa” per l’amministrazione comunale di Avola, infatti, Canale 8 l’aveva attinta direttamente proprio da chi effettua i test. La trascrizione è stata poi messa in onda il giorno dopo quella conversazione così “scottante”, durante la trasmissione “Speciale Covid-19“. Dove la stessa Cisl ha confermato che qualcosa non quadra nelle informazioni che escono sull’emergenza Coronavirus.

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Passanisi, Cisl: ci vorrebbe più trasparenza su ospedali.

Daniele Passanisi, Fp Cisl
Copertina, lo scoop di Canale 8

“I nostri informatori sono gli stessi lavoratori, purtroppo”, lamenta in video-collegamento il cislino Daniele Passanisi. Da segretario provinciale della Funzione pubblica, si aspetta corrette relazioni sindacali con la dirigenza Asp. Invece è costretto, ancora una volta, a ribadire che “ci vorrebbe un po’ più di trasparenza da parte dell’amministrazione, di dire che cosa sta succedendo nei vari ospedali“. Il quadro esatto su cosa accade nelle corsie ospedaliere, specie nei presidi dove ci sono reparti Covid, per un po’ di tempo si è arenato davanti il collo di bottiglia sulla raccolta dei dati. Prima attraverso un prelievo dei tamponi non proprio tempestivo. E poi coi risultati della doppia analisi, arrivati con tempi poco tollerabili per la sicurezza sanitaria del personale ospedaliero. Nonostante le “precauzioni” prese per far filtrare la realtà col contagocce e non provocare allarmismo, alla fine il problema degli infettati è esploso. A fare cadere la diga ha iniziato formalmente l’Umberto Primo di Siracusa, dove i contagi sono dilagati. Ma poi si è scoperto che al Muscatello di Augusta un’infermiera si era presa il Coronavirus già prima, assistendo un paziente in Medicina poi deceduto per altre cause. La sua positività era stata accertata dopo ben 4 tamponi, e ritardi così surreali che in tempi normali avrebbero sicuramente incuriosito la magistratura.

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Assostampa: inaccettabili pesanti giudizi sul giornalista.

“Le istituzioni garantiscano puntualità di informazioni e il rispetto verso i giornalisti che, in questo momento così difficile, continuano ad operare sul territorio per informare i cittadini. Quanto accaduto ad Avola, con i pesanti giudizi espressi dal sindaco nei confronti del direttore di Canale 8, non può essere accettato”, avverte Prospero Dente, segretario provinciale del sindacato unico dei giornalisti. Una netta “condanna” alle esternazioni del primo cittadino avolese, che per un’intera giornata ha imperversato coi suoi video-post anti Roccaro, è arrivata anche dall’Agirt. Che avverte come “tale atteggiamento si sta moltiplicando in molti Comuni siciliani”. I radiotelevisivi e telematici ricordano, a tutti, che “in momenti così difficili la controparte non sono i giornalisti“. Ma considerato che gli interlocutori del giorno sono professionisti della politica, o loro assimilati, si tratta di una puntualizzazione superflua. In realtà, si irrobustisce la sensazione che l’emergenza Covid-19 venga usata per “legittimare” una deriva iniziata già da tempo. Antonio Dell’Albani, corrispondente storico del Giornale di Sicilia, racconta che “durante il lavoro della Commissione prefettizia, fui attaccato per un articolo di cronaca sull’attività che questa svolgeva al Comune. Il sindaco fece un comunicato in cui diceva che il cronista, prima di scrivere della Commissione, doveva interpellare l’amministrazione o gli assessori”.

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Il sindaco: valuto una denuncia per procurato allarme.

Luca Cannata, live dall’ospedale per “replicare” a Roccaro.

Un comunicato Cannata l’ha mandato pure stavolta: ma per rimbeccare l’Assostampa. Ricorrendo a un classico degli amministratori in difficoltà con i cronisti. “Sta valutando di presentare una denuncia ai carabinieri per procurato allarme“, riporta il documento diffuso da una “Srl” per conto del Comune di Avola“. Una valutazione che non dovrebbe presentarsi molto complessa, considerato che quel tipo di reato presuppone lo scatenarsi di sommosse in piazza. I commenti sui social, invece, non rientrano ancora fra le fonti che provano la violazione penale a carico del giornalista. Il quale, sulla vicenda in questione, potrebbe portarne tanti quanti, che invece dimostrano come moltissimi si siano “allarmati” dal genere di comunicazioni ricevute (o non ricevute) dalle “fonti ufficiali”. Cannata comunque “si dice nuovamente disponibile a rispondere quotidianamente a tutti i giornalisti che vogliano avere informazioni di sua conoscenza, così come fatto finora, e si dice concorde con Assostampa nel ritenere che da questa emergenza se ne può soltanto uscire con atti e numeri trasparenti a tutela della salute dei cittadini e degli stessi operatori sanitari”. Caso chiuso? Probabilmente si, anche per l’Unione cronisti. Che però si fa sentire ugualmente, se non altro per puntualizzare erga omnes che gli “allarmismi” sono spesso frutto dei comportamenti nei Palazzi.

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Unci: sono toni che disorientano la gente già provata.

“In questo momento delicato, crediamo debbano essere abbassati i toni evitando inutili quanto controproducenti esasperazioni, che disorientano l’opinione pubblica già provata dalla preoccupazione per la diffusione dell’emergenza sanitaria e il protrarsi delle misure di contenimento”, scrive Francesco Nania, fiduciario di Siracusa. Nel comunicato congiunto con l’Unci siciliana, riconosce “la disponibilità del sindaco Cannata a dialogare con i giornalisti, per cui ci stupiscono quelle sue prime dichiarazioni scomposte nei confronti del collega Roccaro“. Dichiarazioni che rivelano le forti preoccupazioni sulle difficoltà frapposte ad accedere ai tradizionali canali d’informazione. Cui si accompagna il tentativo di comprimere il diritto di cronaca, nascondendosi dietro una categoria generica e sfuggente come quella di “allarmismo”. Assostampa scrive a Cannata, ma in realtà avverte tutti i lettori bombardati da “smentite“, o presunte tali. “Non soffermiamoci sui tecnicismi e l’interpretazione personale in materia di positività dei soggetti controllati. Chiediamo che ci si attenga alla valutazione del lavoro giornalistico di approfondimento utile, in questi casi, per chiedere aggiustamenti organizzativi all’interno dei presidi ospedalieri della nostra provincia”. Perché, alla fine, il punto appare proprio questo: le scelte sugli ospedali che si stanno rivelando disastrose, in tutta la provincia. E la politica che appare averle dettate, ha tutto l’interesse di far guardare da un’altra parte. Magari andando a caccia col drone del passeggiatore solitario a Pasquetta.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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