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Augusta, il secondo caso Covid lavorava al Muscatello: Asp serena

AUGUSTA – Riconduce al Muscatello il secondo tampone positivo registrato ad Augusta. Appartiene infatti al personale in servizio all’ospedale, il nuovo caso di Covid-19 ufficialmente censito in città. Come per il precedente, anche questo quadro clinico non desterebbe particolari preoccupazioni. La quarantena domiciliare nelle contrade esterne al centro abitato, avrebbe inoltre consentito di circoscrivere al massimo il pericolo di qualsiasi contagio, anche nell’ambiente familiare. Ciò che invece preoccupa maggiormente è la ricaduta sulla tenuta “sanitaria” del nosocomio. Si sospetta, infatti, che la trasmissione del Coronavirus sia riconducibile all’assistenza prestata all’anziano di Sortino risultato infetto. Il quale era deceduto per complicazioni cerebrali a Caltagirone, ma era transitato dalla corsia della Medicina generale augustana.

Tampone negativo per i 40 colleghi di Medicina.

Quando è stata scoperta la positività al test sull’influenza-killer, su questo “paziente 1” almeno sotto il profilo giornalistico, quanti ne erano venuti in contatto sono stati subito sottoposti a esame. Il tampone del 11 marzo non aveva riscontrato positività ad alcuno dei 40 controllati. Per evitare i cosiddetti falsi negativi, che secondo alcune stime empiriche si aggirano intorno il 30 per cento, erano stato fatto un secondo prelievo. Essendo risultato inutilizzabile per ragioni ancora tutte da chiarire, ne era stato fatto un terzo. E pure in questo caso, il Policlinico di Catania aveva segnalato l’impossibilità di eseguire il test. Ma la comunicazione al Muscatello era stata stranamente trasmessa con un foglio scritto a mano, e senza alcuna firma. La circostanza era stata rivelata da Giorgio Pasqua, capogruppo 5S all’Assemblea siciliana, che ne avrebbe fatto oggetto anche di una interrogazione all’amministrazione regionale. Solo dopo il quarto test, analizzato stavolta al laboratorio di Messina, si è potuta finalmente escludere un principio di epidemia per il personale sanitario.

E’ stato taciuto il contagio in ospedale?

Cettina Di Pietro
onora le vittime della pandemia
(foto fb)

I risultati tranquillizzanti sull’ultimo tampone ai loro 40 colleghi, erano stati resi noti al personale del Muscatello solo il 28 marzo. Ma così confortanti in realtà non dovevano essere, considerato che uno di loro era proprio quello poi reso pubblico come secondo caso di Covid-19 ad Augusta. Il 29 marzo, come da prassi concordata fra Asp, Comune e prefettura, era stato comunicato pubblicamente della sindaca Cettina Di Pietro. Che tuttavia non aveva dato ulteriori particolari. Precisando, il giorno dopo a mezzo social, che “viste le insistenti richieste di maggiori dettagli in merito ai 2 casi positivi, ribadisco che vengono comunicati solo dati anagrafici, ospedalizzazione o sorveglianza sanitaria presso il domicilio e condizioni di salute. Nessuna informazione viene fornita, su modalità di contagio“. Una puntualizzazione che solleva perplessità sui canali di comunicazione fra Enti. Il massimo responsabile della Salute pubblica nel territorio comunale, può essere tenuto all’oscuro di qualcosa che tocca una questione vitale come l’ospedale?

Cgil, esposto in Procura sulle gestione emergenza.

La trasformazione del Muscatello in un Covid hospital, ha sollevato un’ondata di obiezioni a tutti i livelli. Sui quali adesso anche la magistratura è stata chiamata a fare luce. Un esposto alla Procura è stato presentato dalla Cgil sulle vicende dell’Umberto Primo. Dove il primario e 2 medici del pronto soccorso di Siracusa sono risultati contagiati, per presunte carenze nella prevenzione. “Ma la situazione non è meno grave negli ospedali della provincia”, denuncia la segreteria provinciale. “Infatti, l’ospedale di Augusta e quello di Noto sono stati eletti area riservata per infetti Covid 19, senza alcuna informazione preventiva al territorio“. Il documento diffuso dal sindacato il 31 marzo, evidenza che come “la chiusura traumatica delle attività ospedaliere di cure ordinarie, stia gettando così nello scompiglio interi pezzi del nostro territorio”. Le segreterie territoriali Cisl hanno invece chiesto l’intervento dei “risk manager” spediti dalla Regione per commissariare l’Asp sull’emergenza Coronavirus. Nel comunicato firmato dalla segretaria generale Vera Carasi insieme a quello della Cisl Medici, Vincenzo Romano, e a Daniele Passanisi della Fp Cisl, chiedono i sopralluoghi e interventi anche nei presidi ospedalieri di Avola e Augusta, bisognosi di razionalizzazione per tutelare la salute del personale e di tutti i pazienti”. 

Opposizioni Ars: da Regione chiarezza sui Covid hospital.

Tuttavia, non è solo nel Siracusano che qualcosa non quadra. I capigruppo d’opposizione all’Ars hanno presentato uno specifico ordine del giorno congiuntoDove “si chiede di far conoscere alla commissione Sanità e all’Aula il piano sanitario predisposto dall’assessorato alla Salute per la lotta al Coronavirus”. Giuseppe Lupo per il Pd e Nicola D’Agostino d’Italia Viva, insieme al pentastellato Pasqua e al presidente dell’Antimafia regionale, Claudio Fava, chiedono conto del “cronoprogramma definito secondo step dalle Aziende sanitarie”, nonché “il quadro complessivo dei nosocomi Covid hospital, dei posti letto delle terapie sub-intensive e intensive destinati alla cura degli ammalati di Covid-19″. Forse questo intervento “dall’alto” farà un po’ di chiarezza sulla progressiva cancellazione del Muscatello dalla mappa degli ospedali “normali”. Perché l’ultima indiscrezione che arriva dal presidio augustano è quella di altri due tagli, fra i reparti che erano sfuggiti alla riconversione.

Spazio a Infetti, dimezzate Cardiologia e Neurologia?

Secondo fonti autorevoli, la direzione del nosocomio ha verificato la possibilità di usare tutto il secondo piano del vecchio edificio, per il reparto dedicato ai pazienti infetti. Neurologia verrebbe così spostata dove c’è attualmente Cardiologia. La “coabitazione” comporterebbe il sostanziale dimezzamento per entrambe, con 4 posti letto ciascuna. Considerato che l’emergenza Coronavirus non ha data di “scadenza”, di fatto il Muscatello si avvierebbe verso la cancellazione. Considerato che Chirurgia è saltata, con lo spostamento a Lentini e la riconversione in Covid. Mentre Medicina seguirà la stessa sorte il 5 aprile, quando partirà il secondo step. Uno smantellamento che si poteva evitare, rimettendo in funzione l’ex Villa Salus con la sua capacità di circa 200 posti letto. Dopo la denuncia della Cgil alla Procura, e i dubbi avanzati all’Ars dalle opposizioni, si pone seriamente una questione: i sindaci sono stati coinvolti in queste decisioni?

Triberio, Canigiula, Fazio: Di Pietro cosa sa?

Giancarlo Triberio e Vanessa Fazio.

Se lo chiede un’interrogazione urgente presentata il 31 marzo congiuntamente da Giancarlo Triberio, Enzo Canigiula e Vanessa Fazio. Così come accaduto a Palazzo dei Normanni, anche a Palazzo San Biagio le forze di minoranza si sono coalizzate per fare luce sulle ombre che circondano la gestione Coronavirus. I consiglieri di Articolouno, Augusta2020 e Territorio unito, chiedono a Di Pietro “se era a conoscenza del piano aziendale Asp Siracusa per la gestione della emergenza Covid–19, e sue successive revisioni alla data odierna”. E vogliono sapere “quali altre azioni intende intraprendere nei confronti dell’Asp e assessorato regionale Sanità, al fine di evitare il pericolo del ridimensionamento di reparti e quindi di posti letto non interessati all’emergenza Covid”. Non è solo una battaglia di campanile, come qualcuno cerca opportunisticamente di far apparire. “Il Muscatello ricade in zona sin ed è nosocomio di riferimento della zona industriale e delle attività portuali, che continuano ad operare in quanto ritenute servizi essenziali”. Inoltre è “a servizio della base della Marina e del carcere“. Oltre a essere punto di riferimento “per le patologie di sclerosi multipla, nonché per gli oncologici (immunodepressi)”.

Interrogazione sul parere della sindaca al piano Asp.

Di decessi per Covid-19, fortunatamente, Augusta finora non ne ha registrati. Annunci mortuari con la dicitura vittima del cancro” se ne sono invece già contati diversi sulle bacheche, da quando la pandemia ha costretto tutti al  #iorestoacasa. L’ospedale si stava attrezzando per affrontare patologie tumorali che sembrano endemiche come un virus. Mentre ora si trova riconvertito sine die, per fornire cure che attraverso l’ex Villa Salus potevano essere date salvando entrambe le necessità. L’amministrazione comunale è stata coinvolta, ai sensi di legge, in questo “cambio di destinazione d’uso” dell’assistenza sanitaria sul suo territorio? I tre consiglieri d’opposizione chiedono a Di Pietro “se è stata convocata la conferenza dei sindaci, o una riunione su tale emergenza, in cui è stata chiamata a esprimersi e che parere ha rilasciato“. E nel caso non sia stata regolarmente informata, “che azioni ha intrapreso sul mancato coinvolgimento e informazione in qualità di massima autorità sanitaria del Comune”.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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