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Augusta, Pasqua porta all’Ars il caso tamponi al Muscatello

Ultimo aggiornamento Saturday, 20 June, 2020   13:04

AUGUSTA – “Servono risposte”. Giorgio Pasqua non usa giri di parole e va dritto al punto, annunciando un’interrogazione parlamentare al governatore Nello Musumeci. Il capogruppo 5 Stelle all’Assemblea siciliana pretende chiarezza, sui molti misteri che circondano il Muscatello di Augusta. Coi suoi tamponi al personale medico che diventano stranamente inutilizzabili“, nonostante siano una essenziale misura anti-contagio. E con le comunicazioni ufficiali sempre più omissive, tanto con la stampa quanto con la popolazione del Petrolchimico. Finalmente la politica inizia ad accorgersi che qualcosa non quadra, in quella reticenza delle Aziende sanitarie. Inizia a farsi strada il dubbio che l’emergenza Coronavirus venga usata per nascondere le magagne del sistema sanitario, e preparare “colpi di mano” per il dopo-pandemia. Ma per il momento il deputato regionale evita polemiche aperte. Però vuole sapere. Ed inquietante quanto vuole conoscere sugli accertamenti – “due ben eseguiti ma a quanto pare inutilizzabili” – fatti a medici e infermieri augustani entrati in contatto con un caso sospetto di Covid-19.

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Le stranezze sulle analisi al personale sanitario.

“Il primo tampone era stato negativo, racconta Pasqua“Poi ne è stato fatto un secondo, ma i risultati tardavano, quindi ne è stato fatto un terzo“. Ed è a questo punto che diventa surreale, la vicenda delle analisi sui sanitari potenzialmente entrati in contatto col Coronavirus“Un fax scritto a penna e senza firma, comunicava che i campioni erano inutilizzabili perché contaminati: diceva che le provette erano arrivate aperte“, rivela il capogruppo 5S all’Ars. Di documenti apocrifi ormai è raro vederne, nell’epoca in cui tutto va archiviato elettronicamente. Ancora più straordinario è ricevere una comunicazione così delicata in forma praticamente anonima, proprio dal Policlinico di Catania“Ma la cosa più sorprendente è che quando gli infermieri hanno cercato di capire come potessero aprirsi le provette coi campioni, queste non si sono rotte nemmeno saltandoci sopra“. 

PER APPROFONDIRE: “Muscatello solo Covid”, il caso fa emergere il primo positivo di Augusta

Il capogruppo 5S chiederà risposte da Musumeci.

Il comunicato del deputato grillino ricorda che “si tratta di più di 40 dipendenti, tra infermieri, medici, personale ausiliario, dell’Unità operativa complessa di Medicina. I quali, al 22 marzo, ancora “attendono l’esito del tampone, il primo dei quali è stato loro eseguito addirittura l’11 marzo scorso”. Queste“analisi che sarebbero state ripetute più volte, ma il cui risultato è ancora sconosciuto“, sono frutto della malasanità acuita dal caos legato all’emergenza pandemia? O sotto c’è qualcos’altro di meno “casuale”? Con l’annunciata interrogazione a Musumeci, Pasqua spera che si faccia luce su domande che allarmano più della conta quotidiana dei contagiati. Anche perché dietro quel numero asettico comunicato dalla Protezione civile regionale, si nascondono tante “storie” che andrebbero raccontate. Se non altro per stimolare il sistema sanitario a tappare le falle, ed evitare che se ne abusi per fini diversi dalla lotta alla pandemia.

Il senatore Pisani: è il momento di fidarsi e affidarsi.

Pino Pisani, senatore 5S
copertina, Giorgio Pasqua

Il Muscatello sembra diventato il cuore di tutte le perplessità, su scelte sanitarie opinabili e fatte senza concertazione. Per Pino Pisani, però, “è il momento di fidarsi e di affidarsi, lasciando di lato dietrologie che, per quanto di mia conoscenza, sono del tutto ingiustificate”. Una sottolineatura non casuale, questa del senatore 5 Stelle. Perché “per quanto riguarda la situazione del Muscatello, insieme a Cettina Di Pietro sindaco di Augusta abbiamo chiesto precise garanzie al direttore generale che ci ha ascoltati e ci ha risposto, non solo privatamente ma anche con comunicati alla stampa”. Se il “portavoce” grillino a Palazzo Madama ci mette la mano sul fuoco su Salvatore Ficarra, almeno per quanto a sua personale “conoscenza”, per molti quel nome non è esattamente una garanza. Non lo è per i cronisti che vogliono approfondire le sue veline, e non ricevono risposte sul perché si è smantellata Chirurgia per far spazio ai pazienti Covid, quando c’era abbondanza di soluzioni alternative. Una garanzia quel nome non lo è nemmeno per il sindacato.

La Cgil: reparto Covid in Chirurgia è assurdo.

Lorena Crisci, Camera del lavoro

“Da diversi giorni, manovre sospette ci avevano fatto ipotizzare che per l’ospedale Muscatello si stavano concretizzando brutte sorprese. Detto fatto. Verranno sospese, dunque, le attività ospedaliere e di cure ordinarie, unico caso registrato tra i presidi ospedalieri dell’intera provincia, dirottando ricoveri urgenti ed eventuali emergenze presso le strutture ospedaliere di altri comuni”, scrive la Cgil, in un comunicato del 23 marzo. Lorena Crisci e Roberto Alosi non hanno peli sulla lingua. “Tale decisione ci sembra alquanto assurda e mette fortemente a rischio la salvaguardia della salute sia dei cittadini, che dei lavoratori operanti nel triangolo industriale Augusta–Melilli-Priolo“. Per la Camera del lavoro e la segreteria provinciale “sembra, inoltre, che la direzione sanitaria dell’Asp, a oggi, non abbia previsto ancora alcun potenziamento di medici, infermieri e di nuove attrezzature per poter far fronte all’emergenza Coronavirus. Tale esclusione, rapportata con i potenziamenti di personale e attrezzature specialistiche che sono in corso in altri ospedali della provincia, fanno ipotizzare una chiara scelta di declassamento del presidio augustano trasformando questo ad una grande zona di ricovero per contagiati da virus Covid-19“. 

Mascherine esaurite pure nella farmacia dell’ospedale.

Quando il sindacato esclama che “l’ospedale di Augusta non può e non deve essere trasformato in lazzaretto“, in realtà sono i lavoratori del Muscatello a parlare. Circolari della direzione generale hanno vietato con toni drastici di parlare con la stampa. Tutto quanto accade là dentro deve passare dal “Minculpop” dell’Asp. Che non risponde ai giornalisti. Sperando che non si sappia dei 4 ricoverati che sarebbero stati portati subito da altri Comuni, uno dei quali pare rifiutato da Avola, quando quei 14 letti dovevano servire a coprire solo la zona nord. Nelle veline che arrivano a singhiozzo, si possono leggere insinuazioni sulla integrità professionale dei rappresentanti di medici e pediatri, quando si azzardano a chiedere la fornitura dei dispositivi di protezione individuale. Ma non c’è nulla sulle mascherine che la farmacia dell’ospedale ha esaurito, lasciando ad arrangiarsi come possono gli infermieri non direttamente coinvolti nei trattamenti Coronavirus.

PER APPROFONDIRE: Mascherine Covid, scontro Asp-Ordine: e i medici di Augusta fanno da sé

“Percorsi sicuri” solo per l’Asp, spariti i donatori.

L’Asp assicura percorsi sicuri per separare i pazienti Covid dal resto dei degenti. Ma uno di questi “percorsi sicuri”, lunedì avrebbe praticamente azzerato i donatori a ematologia. E ridotto le attività dell’ambulatorio di oncologia, perché chi si sottopone a chemioterapia è tipicamente immunodepresso e quindi si rischia a farlo presentare negli attuali locali. Pare che si stia studiando di spostarli al piano sopra quello degli infetti, ma chi è disposto a confermarlo rischiando di perdere il posto? Nel fine settimana inoltre sarebbero stati solo 3 i degenti a Medicina, e tutti provenienti dalla Chirurgia smantellata nottetempo e trasferita a Lentini: segno di un eccezionale miglioramento della salute nella zona, o lo spostamento altrove dei nuovi ricoveri? E poi ci sono le voci su sopralluoghi tecnici nell’ex Pediatria: si sta studiando di allargare l’adiacente reparto isolamento, per trovarsi pronti se i 14 letti Covid non dovessero bastare? O forse si è cambiato idea rispetto il progetto iniziale di tenere ad Augusta solo i casi meno preoccupanti, e portare a Lentini quelli più gravi se Siracusa dovesse saturarsi? Sono domande che non si pongono solo i giornalisti per riempire le pagine.

PER APPROFONDIRE: Covid: salvavita in ritardo e mascherine a fine mese, al Muscatello 14 letti

Niciforo: minoranza ha dovere di continuare controllo.

Marco Niciforo, Augusta2020

“Non deve consolare apprendere che queste dinamiche, figlie dell’emergenza sanitaria in atto, siano scelte che rivestono carattere temporaneo, almeno nelle intenzioni”, scrive Marco Niciforo, in un comunicato del 22 marzo. Il capogruppo di Augusta2020 è cosciente che “in questo momento è difficile esprimere il proprio pensiero senza suscitare polemiche, ma chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di continuare nel suo compito di controllo e indirizzo dell’azione politica”. Una consapevolezza sui compiti dell’opposizione che la sindaca Di Pietro fatica ad afferrare, insieme a una interpretazione tutta personale sul concetto di allarmismo“. E sulla differenza che corre fra una catena di comando, che riguarda operazioni militari o paramilitari, e la “catena decisionale” che dirige invece emergenze civili come quella sanitaria. Sperare in una sua piena comprensione della “catena comunicativa“, a fine mandato è poi utopistico. Così l’unica comunicazione ufficiale sugli sviluppi dell’epidemia, agli augustani barricati in casa, arriva sotto forma di monologhi Facebook dalle location più disparate. Sui cui contenuti è meglio sorvolare, se si vuole trovare traccia di qualche notizia fresca.

Di Mare: assenza di comunicazioni crea tensioni.

Peppe Di Mare. #perAugusta

“E’ fondamentale in questi momenti che ci sia una comunicazione costante, chiara e visibile da parte degli organi che prendono decisioni in materia sanitaria”, scrive Peppe Di Mare, in un comunicato del 23 marzo. Il consigliere della federazione #perAugusta fa notare che sono essenziali “in una situazione già critica, per evitare che in città si creino tensioni che potrebbero sfociare anche in problemi di ordine pubblico che non possiamo permetterci”. Anche secondo questo capogruppo del Misto, poiché “il reparto di Chirurgia è al centro della struttura ospedaliera, risulta quasi impossibile evitare promiscuità e sicurezza dei vari percorsi sanitari”. Elenca soluzioni alternative inutilmente prospettate nei giorni scorsi, “locali più isolati con ingressi autonomi e facilmente collegabili alla radiologia come Psichiatria, o anche nuovi come il terzo piano” dell’ala nuova. L’Asp si era giustificata per “avere immediata disponibilità del reparto già arredato e del personale”, ma ciò non può “essere determinante nella scelta”. Messa giù brutalmente, soldi ne arrivano per l’emergenza Coronavirus: ma se li stanno spendendo dove poi se li vogliono “godere” dopo.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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