Augusta, sindaco diffamato: consigliere fa appello per diritto a dissenso ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto giovedì, 25 Settembre, 2025 17:36 AUGUSTA – “Mi chiedo quale dignità si può mantenere sostenendo un sindaco nullo che ha fatto solo danni alla cosa pubblica e all’ambiente”. E’ una considerazione che non si può più esternare sui social, nemmeno se si è consiglieri comunali d’opposizione. Perché secondo il tribunale di Siracusa costituisce reato punibile penalmente, se reiterata nel tempo con post critici del medesimo tenore. Così come è diffamazione aggravata verso Giuseppe Di Mare, scrivere su Facebook che “con questo sindaco si è verificata la resurrezione dei morti e anche delle pratiche illecite”. Proprio quando parte la campagna elettorale per le amministrative di primavera, partiti e forze sociali di Augusta ora si devono confrontare con la sentenza emessa il 19 settembre contro Ciccio La Ferla. Condannato in primo grado a 550 euro di multa, al pagamento delle spese legali per 2.066 euro, e al risarcimento dei danni da quantificare con un’altra causa civile. Un pronunciamento che il consigliere ha subito contestato e impugnato. “Confido che un più attento esame da parte della Corte d’Appello ristabilirà la corretta verità giudiziaria dei fatti contestati”, scrive in un comunicato diffuso il 24 settembre. Sottolineando che l’assoluzione da un nuovo processo a Catania, “rafforzerà nei cittadini la fiducia in un ordinamento che riconosce e tutela la libertà di espressione e il diritto di critica, soprattutto nei confronti di chi esercita funzioni pubbliche e deve essere sottoposto al controllo democratico“. PER APPROFONDIRE: Augusta, McDonald’s si mangia la maggioranza: La Ferla annuncia l’uscita Comunali 2026: una sentenza che mette paletti giudiziari alle critiche dell’opposizione. La vicenda irrompe come un bulldozer nel dibattito in corso fra le forze d’opposizione. Impegnate a presentare all’elettorato un’alternativa all’amministrazione guidata da Fratelli d’italia, col supporto di Lega, Forza italia, Grande sicilia e Nuova dc di Totò Cuffaro. “La ferma convinzione che il riesame degli atti processuali offrirà ben altra chiave di letteratura alla vicenda, mi ha altresì determinato a rifiutare una comoda conciliazione con il sindaco”, scrive ancora La Ferla nel suo documento alla stampa. Spiegando che un accordo su cifre relativamente sostenibili per un ingegnere civile noto e affermato, “mi avrebbe evitato ulteriori aggravi sia alla salute che alle finanze familiari, ma non avrebbe soddisfatto la mia necessaria indipendenza di giudizio nell’esercitare il mio diritto-dovere di consigliere comunale“. Insomma, non si vuole fare tappare la bocca e combatte ancora quella che ritiene sia una battaglia di tutti i dissidenti. “Ribadisco di non aver diffamato alcuno, avendo semplicemente esercitato il diritto di critica politica su scelte amministrative di rilevante interesse pubblico“, puntualizza il consigliere. PER APPROFONDIRE: Augusta, concerti d’oro: Sud chiama nord, risponde Ciccio La Ferla La Ferla prima eletto con Di Mare poi suo feroce oppositore su Gnl e consumo di suolo. sopra e copertina: Ciccio La Ferla prima della rottura politica con la maggioranza. Eletto nel 2020 in una lista civica collegata al candidato sindaco vittorioso al ballottaggio, La Ferla è poi passato alla minoranza quando l’amministrazione ha dovuto imbarcare in giunta ogni tipo di avversario per garantirsi i numeri a San Biagio. Il disagio però era iniziato quasi subito, quando la prassi amministrativa è andata a smentire i programmi elettorali, restando tuttavia sotto traccia fino a quando è rimasta in circolazione la voce di un possibile assessorato all’Urbanistica. Il primo scossone pubblico è giunto sul via libera del Comune a un deposito di gas naturale liquefatto nel porto, proprio a un tiro di fionda dai serbatoi delle raffinerie. Poi il rapporto è deflagrato, quando la sostituzione degli assessori esibiti nei comizi è andata di pari passo con il boom di concessioni per supermercati e piani di lottizzazione. Facendo conquistare alla città il primato siciliano per consumo di suolo, e il settimo posto nella classifica nazionale. Una deriva che, insieme al proliferare delle discariche, ha acceso polemiche ovunque. Colpito da una patologia che l’ha costretto a frequenti cure ospedaliere, e all’assunzione di farmaci con effetti collaterali sull’umore, il sanguigno consigliere si è soprattutto affidato ai social per esprimere il suo dissenso. Con toni talvolta sopra le righe, che secondo gli atti processuali avrebbero spinto Di Mare a presentare diverse querele, anche se le mai nascoste condizioni di salute facevano intuire una ridotta capacità di autocontrollo. Alla fine l’ingegnere ha dovuto rispondere in tribunale di un paio di post nei quali, precisa, ha solo “espresso forti critiche sull’attività amministrativa del sindaco e sull’ispirazione complessiva della sua azione”. PER APPROFONDIRE: 100 per Augusta apre le comunali 2020 col “Peppe Di Mare show” I testimoni confermano la verità dei contenuti, ma post giudicati diffamatori per toni usati. Milena Contento. La sentenza emessa dal giudice monocratico nell’ambito del giudizio immediato, secondo La Ferla “non ha valorizzato le molteplici testimonianze a sostegno delle mie valutazioni circa la cementificazione incontrollata, e il sospetto di clientelismo emerso in relazione ad alcune delibere particolarmente controverse”. In effetti, dai verbali d’udienza quelle critiche del consigliere d’opposizione risultano in larga parte fondate su fatti noti e documentati nelle sedute consiliari. Anzi, sotto certi aspetti le deposizioni sono più penetranti dei post contestati, pubblicati nel gennaio 2024. Ad esempio la consigliera Milena Contento, premettendo che il collega di minoranza “per la professione che svolge da tanti anni sicuramente ha delle competenze in materia di lavori pubblici e di quel genere”, ricorda che il caso Augusta è finito sotto la lente d’ingrandimento della stessa commissione Territorio all’Ars. “Non a caso – testimonia – documenti dell’Ispra dicono che il Comune è il secondo in Sicilia per consumo di suolo, andando anche in violazione alle normative vigenti della Regione che invece tendono a preservare il consumo di suolo”. L’ex assessora offre alla corte pure degli esempi concreti. “L’autorizzazione della Lidl (il supermercato in costruzione davanti il cimitero monumentale, ndr); il piano Pozzillo-Faffaianni, che veniva respinto da 30 anni ed è una mega autorizzazione di un mega condominio di ville bifamiliari, oltre a un albergo di 400 posti letto”. Poi, ricordando i pareri favorevoli su progetti per discariche e impianti di smaltimento, sottolinea che “i cittadini che hanno espresso dissenso rispetto a queste scelte sono numerosi”. PER APPROFONDIRE: Lidl apre il cantiere al cimitero: Salvare Augusta chiama la Procura Chiesto “danno d’immagine per sindaco dedito all’onestà e alla trasparenza delle proprie azioni“. da destra, Giuseppe Di Mare col presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno. Di Mare tuttavia non ha mai contestato i contenuti in sé dei post di La Ferla, bensì le espressioni utilizzate e ritenute eccedenti il confronto civile. Chiedendo in sostanza la stessa rispettosa educazione con cui si rivolge agli oppositori. Assistito dall’avvocato Gianluca Garofalo, che è pure consulente del Comune, aveva ipotizzato un risarcimento di almeno 80 mila euro che tuttavia il giudice non ha riconosciuto. Perché – motivava il suo legale – occorre valutare “il danno d’immagine a favore di un sindaco integerrimo, perbene, dedito all’onestà e alla trasparenza delle proprie azioni”. Tutto ciò sarebbe invece stato intaccato da espressioni molto dirette del consigliere ex supporter. Portando come esempio quella in cui l’ingegnere definiva l’amministrazione “incapace anche a gestire i cessi”, quando commentava i disservizi nei bagni pubblici della villa. O come quella in cui la definiva “complice delle morti con gli inquinatori dell’ambiente“, intervenendo nel dibattito social sul greenwashing nelle sponsorizzazioni comunali. Il difensore Stefano Amato, che si era candidato senza successo nella stessa lista del sindaco dove è stato eletto il suo assistito, nell’arringa conclusiva ha replicato che “le critiche erano sempre rivolte all’operato politico-amministrativo e mai alla persona”. Sostenendo che la “decisione di agire in sede penale per una somma così esorbitante, senza fornire alcuna prova del danno, denota un intento volto a silenziare il dissenso politico“. PER APPROFONDIRE: Estate con sponsor inquinanti, c’è chi dice no: film ritirato da festival La difesa tira in ballo il caso della finta aggressione di Raina: si usano le querele per zittire. Stefano Amato. La memoria difensiva dell’avvocato Amato definisce la parte civile – cioè Di Mare – “recidiva alle querele temerarie“. Facendo finire agli atti di questo processo un incidente di percorso del primo cittadino, sul quale la magistratura ancora deve fare completa luce. Avendo infatti “denunciato una aggressione subita da Aldo Raina, aggressione realmente mai avvenuta, come accertato dal Tribunale penale di Siracusa“. Raina e La Ferla, per un certo periodo, oltre alla feroce opposizione hanno pure condiviso l’identico percorso politico. E ora – secondo il difensore del consigliere – condividono anche le stesse traversie giudiziarie, seppure con imputazioni e esiti diversi. “Le indagini, suffragate da immagini di videosorveglianza, hanno dimostrato che non vi fu alcuna aggressione, rendendo del tutto inattendibile la versione resa”, rimarca il legale della difesa. Un episodio che farebbe intravedere l’uso della querela “quale strumento di pressione politica e di tentativo di ‘zittire’ l’avversario”. Il tribunale ha invece accolto le tesi formulate sin dall’inizio dal pubblico ministero Salvatore Grillo, secondo le quali i post su “cementificazioni di famiglia selvagge”, accompagnate dalla considerazione “e pazienza il popolo bue si accontenta del fieno”, esulano dal legittimo diritto di critica. A maggior ragione se il capo dell’amministrazione viene descritto come “un servo sciocco, inutile e senza attributi”. PER APPROFONDIRE: Augusta: sindaco mai colpito da Raina, bufera su Stella testimone Tribunale di Siracusa accoglie tesi della Procura: critica è diritto se motivata da ragionamento. La sentenza, firmata dalla giudice Giulia D’Antoni, ha sostanzialmente concordato con l’impostazione della Procura. Definendo le esternazioni social “gratuite illazioni che trasmodano in sterili offese e in un’inutile aggressione all’altrui reputazione“. Specialmente quando si citano “pratiche illecite, senza ben specificare di che genere”. Quindi quei giudizi sommari di La Ferla pubblicati su Facebook, per quanto innocui come pubblica denuncia di presunte irregolarità in specifici atti amministrativi, sono comunque “espressioni offensive”. E non possono considerarsi “esplicazione del diritto di critica, inteso quale espressione di una propria opinione motivata e giustificata da un ragionamento, che consenta di supportare la veridicità e logicità dell’affermazione e della circostanza rappresentata”. Al consigliere non sono riconosciute le attenuanti generiche, “non ricorrendo alcun presupposto, riconducibile al comportamento tenuto dall’imputato”. Che in sede di giudizio “ha confermato di avere continuato a pubblicare anche dopo i fatti oggetto di imputazione, ribadendo che le critiche mosse, a suo dire, si traducono in verità documentabili“. La condanna è il minimo della sanzione pecuniaria perché “la condotta, per quanto offensiva dell’altrui reputazione, è non significativamente grave da giustificare l’applicazione della pena detentiva, dovendo contestualizzare in un contesto caratterizzato da dissidi politici all’interno dell’amministrazione comunale”. Inoltre è stata accordata la sospensione condizionale della pena, in virtù del fatto che “si presenta come un soggetto non incline a delinquere“. PER APPROFONDIRE: Salvare Augusta, Comune allo scontro: difenderemo edilizia e onore Augusta al voto: Fi chiude alla Lega e Gulino tentato dalla rivincitasabato, 10 Gennaio, 2026AUGUSTA – Forza italia chiude la porta in faccia alla Lega, mentre prendono sostanza le voci su Pippo Gulino che prepara la rivincita per la sindacatura. Con l’arrivo del 2026, le manovre per… Costituzione non si tocca: Augusta, nasce comitato per No a Nordiolunedì, 29 Dicembre, 2025Referendum costituzionale: intellettuali e società civile mobilitati contro la riforma che indebolisce la magistratura. Augusta, Niciforo assessore Libero consorzio: sfuma Lavori pubblicidomenica, 14 Dicembre, 2025AUGUSTA – Sfumano i Lavori pubblici per Marco Niciforo in Provincia. 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Questa vicenda sembra una commedia allitaliana tra polemiche politiche e giudizi sulla reputazione. Il consigliere La Ferla, con le sue critiche social sopra le righe, si è trovato di fronte a una sanzione pecuniaria per aver offeso la reputazione del sindaco, che però non ha mai negato i contenuti delle sue accuse. La giustizia, nel suo ruolo, ha riconosciuto il diritto di critica ma ha anche penalizzato lespressione, forse ricordando che anche nel dibattito politico si può usare un po più di rispetto educativo, a cominciare dal tono usato per definire unamministrazione. Un caso che dimostra quanto la democrazia sia vivace, ma anche quanto sia importante distinguere tra critica costruttiva e semplice… polemica su Facebook.basketball stars unblocked Rispondi
Considerazioni assolutamente condivisibili riguardo la necessaria educazione nelle critiche espresse anche sui social. Tuttavia giudicare come reato penale l’espressione di un’opinione prettamente politica, che non tocca vicende personali o giudizi sulla professione, è una decisione da osservare con molta attenzione perché interseca i fondamenti stessi della democrazia. Per questo sarà interessante leggere le argomentazioni dei giudici negli altri gradi di giudizio, prima di tirare conclusioni che toccheranno poi i diritti fondamentali di ogni cittadino, sia nelle vesti di eletto che in quelle di elettore. Rispondi