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Estate con sponsor inquinanti, c’è chi dice no: film ritirato da festival

Ultimo aggiornamento domenica, 9 Novembre, 2025   20:06

AUGUSTA – C’è chi dice no, se la cultura “è un regalo avvelenato”. Se gli eventi dell’Estate augustana sono “coriandoli lanciati sugli occhi della città”, da chi inquina l’ambiente. C’è chi rinuncia alla scintillante vetrina del cartellone 2025, per restare coerente al suo impegno ambientale e artistico. In un contesto cittadino anestetizzato dal disimpegno qualunquista e dal conformismo opportunista, arriva a fare notizia il “gran rifiuto” di Diego Pascal Panarello allo Shortini film festival. Il quaranteseienne regista e sceneggiatore di Augusta ha ritirato la sua opera, dall’accreditata rassegna cinematografica iniziata il 5 settembre, in piazza D’Astorga. Il suo ultimo cortometraggio, Perché venite qui“, era in scaletta sullo schermo allestito per tre giorni nel salotto del centro storico. Ma alla vigilia del vernissage ha rinunciato, quando è apparso l’elenco dei finanziatori che affiancano il Comune. “Non ho intenzione di offrire alcun servizio di greenwashing ad aziende che supportano la manifestazione e che allo stesso tempo avvelenano il nostro territorio”, spiega in un comunicato diffuso alla stampa. Parlando di “paradosso difficile da digerire che andrebbe messo a fuoco; il mio film parla anche di questo”. Una scelta controcorrente, pure rispetto ad artisti concittadini più famosi cui non serve certo visibilità, che per non rinunciare a un palco ben remunerato dagli sponsor hanno convenientemente accantonato l’impegno sbandierato. “Narcotizzati dal calore dei riflettori, non ci si accorge che questo genere di sponsorship sono la porta d’accesso per concessioni e nuovi accordi a danno del territorio”, scrive il cineasta.

Shortini film festival 2025, il patrocino del Comune non basta alle spese per le “professionalità”.

Lo Shortini film festival, insieme all’Augusta blues fest, per anni è stato un fiore all’occhiello delle attività culturali in città. Entrambi organizzati con grande sforzo da appassionati che vivono di altro, e entrambi realizzati col supporto decisivo degli sponsor, sono spariti durante il “buco nero” dell’assessorato alla Cultura retto dai grillini. Quello attuale a guida Fratelli d’italia, nonostante i milioni profusi dalle casse comunali e regionali per concerti e sagre, ci ha messo cinque anni per resuscitare almeno la rassegna dei cortometraggi. Peraltro grazie al fatto che un alleato di maggioranza, Forza italia, si è intestato la causa. Il  Comune alla fine ha racimolato 25 mila euro per supportare l’iniziativa. Una somma che avrebbe coperto tutte le spese, se non fosse che per la rentrée 2025 si è voluto migliorare nelle professionalità“. E’ un indirizzo che sembra caratterizzare tutte le manifestazioni patrocinate dall’amministrazione a titolo oneroso, con servizi di contorno che offrono qualità ma fanno lievitare i costi, anche se restano contenuti facendo ricorso quasi sempre alle stesse figure.

Diego Pascal Panarello ritira il suo corto: incompatibile con loghi che inquinano pure la cultura.

Diego Pascal Panarello.

L’organizzazione del festival, in merito al dibattito innescato dalla rinuncia di Panarello, si è riservata di commentare solo alla fine della rassegna. Alla quale lo stesso regista aveva chiesto di partecipare quando era in gestazione, e che inserisce fra “il 10 per cento delle iniziative effettivamente valide culturalmente”. Ma dopo i manifesti che hanno rivelato i finanziatori, non si è potuto sottrarre a una presa di posizione dirompente. “Nulla di personale contro gli organizzatori, posso comprendere le loro motivazioni ma non il loro modo di agire. Il festival si inserisce nel cartellone che da anni beneficia del finanziamento di aziende della zona industriale, come Ecomac, indagate per disastro ambientale aggravato. Partecipare a qualsiasi altro evento supportato da questo genere di sponsor, significa essere fagocitati da un sistema politico e culturale che non apprezzo. Sarebbe bello vedere uno Shortini 2026 senza loghi che inquinano anche la cultura. In particolare, l’artista contesta il logo di Gespi. “E’ l’azienda che gestisce l’inceneritore, di cui ricordiamo la condanna nel 2013 per emissioni di diossine e altri inquinanti in dosi mille volte superiori ai limiti di legge, reato poi prescritto in appello. Nel frattempo, ha raddoppiato la linea dell’inceneritore, e intende ora realizzare una discarica di rifiuti pericolosi nel cuore della zona industriale. Com’è noto, il Comune ha già espresso il suo parere favorevole”.

Il regista controcorrente: un gesto per non sporcare la poesia che cerco di esprimere.

sopra, sotto e copertina: frame dal cortometraggio “Perché venite qui”.

Panarello è attivo nelle iniziative del coordinamento ambientalista Salvare Augusta. Ma la militanza politica e civile c’entra fino a un certo punto, con la scelta di disertare un palcoscenico che rappresenta comunque un’opportunità. “Per me significherebbe inquinare la poesia che cerco di esprimere in ogni mio lavoro”, scrive ancora nel suo comunicato. “Probabilmente resterò inosservato come i fenicotteri del mio breve film, ma questo piccolo gesto ha una grande importanza e non solo per me. La scultura in bambù che si muove lenta e inesorabile all’inizio e alla fine del mio cortometraggio, è il messaggio che facciamo ancora un pò fatica a decifrare. Suggerisce l’idea di impegnarsi a trovare nuovi metodi per muoversi in ambito politico, economico e poetico”. Il corto, che vede attori protagonisti i fenicotteri rosa delle saline, lo ha pubblicato su Youtube. “E’ nato facendo un giro in bici, quando ho visto questo stormo immobile come fosse un flash mob, e immaginato che ci osservassero”. La definisce “una produzione collettiva“, e non in senso metaforico. Per realizzarla, infatti, lo hanno aiutato materialmente e intellettualmente una ventina di amici. Fra cui la proprietà del cineteatro Kursaal, la più grande sala in Sicilia fino alla sua chiusura, dove sono state girate alcune scene dal denso simbolismo.

“Perché venite qui”, opera collettiva con risposta aperta che ha protagonisti i fenicotteri rosa.

Autore e regista da oltre vent’anni, artista a tutto tondo, Panarello ha esposto a Venezia per la Biennale d’Arte 2024 e per la Biennale di architettura 2023. Ha firmato un lungometraggio passato nel circuito delle sale d’essai, The strange sound of happiness, che ha partecipato a festival internazionali col racconto di un marranzano come strumento guida. Un viaggio cinematografico verso Est, girato in prima persona e iniziato da Augusta. Mentre l’ultima pellicola Orazio volaè esposta a Palermo, nel Museo delle Città allestito dal Farm cultural park. Il cortometraggio “Perché venite qui” gioca invece con la doppia ambiguità di un’affermazione che contiene una domanda, e di un interrogativo che può appartenere tanto ai fenicotteri quanto ai birdwatchers. “C’è una risposta aperta, che lascia spazio tanto all’interpretazione in chiave di bellezza, quanto a quella di ricevere un preciso messaggio. Lo spettatore che alla fine della proiezione resta solo, riflettendo anche sui titoli di coda, parte integrante e imprescindibile di ogni film, è il granello di pensiero che può far stimolare altri granelli”. Disertando “una splendida vetrina” da cui “a malincuore mi vedo costretto a tirarmi indietro”, perché “il messaggio del mio film va in netto contrasto con gli sponsor che sono apparsi solo dopo aver concordato la mia presenza”, alla fine il dibattito lo ha spostato dalla platea cinematografica ai giornali. “Agli organizzatori dico: per Shortini 2026 facciamo un crowdfunding, prendete gli stessi soldi e siete più belli. Non si deve buttare nel cestino qualcosa che non è spazzatura, e per questo andrebbe meglio tutelato”. Ma i veri destinatari dell’appello sotteso al ritiro dal festival sono gli augustani. “L’auspicio è che questo mio intervento possa essere spunto per una riflessione collettiva“.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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