Augusta, primo bye bye Di Mare: Patania sceglie Fdi e va nel misto ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto martedì, 21 Luglio, 2026 19:38 AUGUSTA – Fratelli d’italia ora sta con tutti i crismi nel consiglio comunale di Augusta. Il partito che aveva rifiutato il simbolo nonostante la rielezione certa del sindaco Giuseppe Di Mare, e nonostante il diluvio di tessere che aveva accompagnato la sua adesione, grazie alla consigliera Tania Patania rientra a Palazzo San Biagio dalla finestra. Di fatto ci stava già nella precedente tornata, con assessori e consiglieri tesserati, ma nessuno degli amministratori aveva mai formalizzato il passaggio. A differenza di quanto fatto questo 20 luglio dall’ex vicesindaca del Di Mare 1, che ha comunicato all’ufficio di presidenza la sua formale adesione a Fdi, chiedendo allo stesso tempo la collocazione nel gruppo misto. Al momento solo un parcheggio, che non tocca il sostegno alla maggioranza. Ma dopo il franco tiratore uscito a sorpresa in occasione della votazione per il presidente espresso da Grande sicilia, e per il vicepresidente vicario indicato dai dimariani, questo è il secondo inciampo per l’amministrazione di centrodestra che ha conquistato 24 poltrone su 24. E soprattutto per un primo cittadino che ne ha fatto occupare ben 14 ai candidati nelle sue 4 liste personali. PER APPROFONDIRE: Augusta, consiglio mono Di Mare: esordio con sgarbo a Cannata L’ex vicesindaca sceglie Cannata e punta alla corsa per l’Ars, occhi puntati sul consigliere Meloni l’ex vicesindaca Tania Patania s’insedia come consigliera, a sinistra il presidente del consiglio Biagio Tribulato. La neo meloniana è stata infatti eletta proprio in una di queste civiche mascherate, nonostante l’handicap del logo di emergenza “I love Augusta” spuntato solo a poche settimane dal voto del 24 e 25 maggio. Quando da Roma avevano improvvisamente deciso di non sponsorizzare più una lista già pronta e competitiva, poi effettivamente premiata con 3 seggi nonostante un’anonima grafica col cuore purpureo incombente sulla città, che nemmeno lontanamente richiamava la forza politica che occupa Palazzo Chigi. Occhi puntati adesso su Marco Meloni, l’altro consigliere del “cuoricino” che alla vigilia era ritenuto vicino al deputato avolese Luca Cannata, se non altro perché gli aveva piazzato il padre Roberto nel comitato portuale come rappresentante della Regione. Durante l’esordio della nuova giunta, avvenuto il 6 luglio con abbondante ritardo e con 3 assessori della campagna elettorale sostituti senza aver mai messo piede in municipio, veniva data come prematura qualsiasi collocazione in aula così politicamente impegnativa come Fratelli d’italia. Ma poi, esattamente una settimana dopo, è arrivato l’insediamento del consiglio comunale. E lì è arrivata la sfida a muso duro del sindaco verso il parlamentare di Avola, plenipotenziario Fdi in provincia. PER APPROFONDIRE: Augusta, giunta Di Mare bis ridimensiona Grande sicilia e stanga Fi La rottura col gruppo consiliare del sindaco dopo la sfida: rischio opposizione? Fate pure il sindaco Giuseppe Di Mare nel primo discorso al nuovo consiglio comunale. “E’ chiaro che c’è una geografia politica che nasce dalle elezioni, ma non sono un appassionato di numeri. Vi ho dimostrato che ho sempre rispettato la coalizione che nei 5 anni è stata con me, e oggi continuerò a farlo. Ma solo a quella che mi ha accompagnato in questi 5 anni e mezzo, solo quella con cui ho condiviso il percorso elettorale, solo chi ci ha messo la faccia per sostenere questo sindaco”. Nel discorso all’aula, tutti hanno letto un messaggio al partito che gli ha voltato le spalle all’ultimo momento, dopo aver accolto Di Mare con le fanfare durante gli stati generali dei parlamentari Fdi riuniti a Brucoli. E molti hanno intravisto l’insolenza del vincitore forte di un plebiscito dell’84 per cento, dietro l’avvertimento che ”nessuna transumanza sarà consentita”. Seguita da una provocazione sfacciata: “L’opposizione? Non mi scandalizza, si deve anche creare in questo consiglio e sono sicuro si creerà nel tempo. Non ci sono problemi, sta nei fatti della politica. Ma qui c’è una classe politica che ha vissuto un’epoca da sola e che oggi merita rispetto. Le sigle passano, ma quello che faremo con la nostra unità e la nostra determinazione resterà”. E il richiamo a “un proverbio africano”, secondo il quale “da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano”, è sembrato diretto proprio a Patania. PER APPROFONDIRE: Di Mare svuota alleati: nervi tesi Fi, Augusta2020 nega lista con Fdi Le ambizioni parlamentari dell’augustano e l’autodifesa del deputato a rischio accerchiamento a destra, Luca Cannata ospite d’onore fisso alle manifestazioni elettorali dell’allora consigliere Di Mare. La consigliera, in effetti, non ha negato disponibilità a una candidatura per le regionali 2027 con Fratelli d’italia. Un affronto, per il sindaco che l’ha creata politicamente, prelevandola dall’imprenditoria portuale per indicarla assessora al Porto nel ballottaggio 2020. Difendendola poi fino alla fine anche contro gli stessi operatori marittimi, suoi supporter storici, quando l’azienda di famiglia della sua vicesindaca ha tentato di monopolizzare i servizi a Punta Cugno e la stazione marittima catanese. Un’operazione alla fine abortita per le forti resistenze a Catania, sia politiche che imprenditoriali, nonostante il tesseramento in massa con Fdi puntava anche a blindare questa operazione. Tutto però è franato quando l’onorevole di riferimento, Manlio Messina, ha lasciato il gruppo meloniano alla Camera. E il parlamentare di Avola si è trovato come avversario interno un augustano che aveva aiutato a scalare Palazzo di città, ma che alla fine lo ha isolato facendo squadra col sindaco siracusano Francesco Italia e col deputato regionale autonomista Peppe Carta. Ora il primo cittadino dei record elettorali punta al Parlamento, in abbinata con un seggio all’Assemblea siciliana per l’uscente neodemocristiano Carlo Auteri. O per il consigliere-mentore Marco Stella se, come sembra, l’unica corsa possibile al gruppo resta quella per l’Ars. 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