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Augusta piange Giordani, tenore che ha insegnato come “lucean le stelle”

Ultimo aggiornamento martedì, 2 Marzo, 2021   23:22

AUGUSTA – “L’ora è fuggita, e non ho mai amato tanto la vita”. Nessuno poteva immaginare, quella sera del 27 luglio scorso in piazza Duomo, che il celebre tenore Giordani non stava solo intonando un’aria della Tosca: si stava accomiatando dalla sua città. Quella città che amava così tanto, da regalarle ogni estate un’opera con lo stesso allestimento dei migliori teatri lirici. Marcello Guagliardo l’ha salutata così la sua Augusta. Anche se soltanto le Moire sapevano che il filo di un destino lungo 56 anni, sarebbe arrivato alla fine del fuso da lì a 70 giorni. A cedere, il 5 ottobre, è stato l’immenso cuore di un artista che con la sua voce possente ha dato lustro in tutto il mondo al pezzo di Sicilia dove era nato. E dove il Fato gli ha concesso di uscire di scena, nella sua casa al Monte, mentre il sole delle 14 l’inondava di luce come un palcoscenico dove si consumava l’ultimo atto.

Marcello Guagliardo morto a 56 anni dopo 35 di carriera.

Perché di palcoscenici, fra i più prestigiosi, Marcello Giordani nato Guagliardo, augustano doc, ne ha calcati tanti in 35 anni di carriera. Da quel lontano 1986, quando vinse il concorso di Spoleto, è stato tutto un salire nell’olimpo del bel canto, per quest’aitante ragazzo dalla voce limpida che incantava gli amici-clienti quando serviva il caffè al bar. Anche se poi nella sua vita ci sarebbero stati il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Vienna, l’Opera House di Sidney, la Scala, il San Carlo, agli angoli della sua città scelti per esibirsi ha riservato la stessa considerazione di quegli sfarzosi palchi vellutati. Fra qualche giorno, il 14 ottobre, al circolo Unione, avrebbe presentato il cartellone dei suoi giovani talenti. Nel programma anche “Sicilia Bedda“, omaggio a una terra che sforna eccellenze nonostante sia ammorbata da troppi veleni chimici e sociali.

Fondatore dell’accademia Yap per giovani talenti.

Forse quel malore dopo il pranzo scambiato per indigestione, non gli ha dato il tempo di capire cosa accadeva. L’unica fitta che finora aveva accusato il suo cuore era quella di nostalgia per la sua città, quando girava il mondo insieme la moglie-manager Wilma. Al primogenito ha trasmesso la passione per il canto, che poi Michele ha trasfuso nel genere pop a lui più congeniale. L’altro figlio, Gerardo, ha invece preso da papà la vitalità, declinandola nell’attività sportiva. A tantissimi alunni della sua accademia “Young artist plus” ha lasciato un grande lezione musicale e un ancor cospicuo insegnamento morale: quello dell’artista impegnato nel sociale.

Marcello Guagliardo in Pagliacci, opera offerta mantenendo la promessa elettorale.
Copertina, l’ultima apparizione di Giordani in piazza Duomo con la Tosca.

Aveva perso ma ha mantenuto la promessa elettorale.

Nel 2015 ci aveva anche provato a dare il suo contributo più concreto a risollevare il buon nome della città, trascinato nel fango di un’inchiesta per mafia che poi il tempo ha rivelato inesistente. La storia da scrivere dirà chi e perché l’aveva macchinata, quella già scritta racconta di una candidatura a sindaco con la lista “Nessun dorma“. Sarà la sua unica stecca, questa delle urne che lo hanno visto penultimo dei 7 aspiranti. La sua gente che accorreva ad osannarlo quando cantava sui palcoscenici, a Palazzo di città ha preferito chi urlava più forte sui palchi elettorali. Non sono stati rapporti facili, quelli fra il tenore sconfitto e i 5 Stelle vincitori delle amministrative. Una velenosa campagna social di fiancheggiatori grillini lo ha bersagliato per molto tempo. L’ultima amarezza con la gara per la gestione dell’auditorium comunale: annullata perché un timbro fuori posto sulla sua offerta la rendeva “riconoscibile”, nonostante fosse l’unica presentata . Marcello Guagliardo in arte Giordani, però, a differenza dei vincitori che gli facevano sgambetti burocratici, la sua promessa elettorale l’ha mantenuta. E la grande lirica agli augustani l’ha data gratis lo stesso, nonostante lo avessero bocciato come amministratore.

Camera ardente al Municipio, annunciato lutto cittadino.

La sindaca Cettina Di Pietro si è subito recata dalla famiglia a portare il cordoglio dell’amministrazione. Concedendo inoltre di allestire camera ardente nel salone di rappresentanza del Municipio. I funerali si celebreranno il 7 ottobre, in Chiesa Madre, alle 16. Per quel giorno è stata annunciata la proclamazione del lutto cittadino. Quel sagrato della Matrice che tante volte Giordani ha calcato come protagonista dell’opera lirica messa in scena, lo percorrerà un’ultima volta per essere tumulato nella cappella Guagliardo del cimitero comunale. Ma stavolta l’applauso finale sarà tutto e soltanto per Marcello, il ragazzo di Augusta che per quanta strada facesse poi, alla fine, è sempre tornato fra la sua gente a cantare come lucean le stelle“.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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