Tu sei qui
Home > ERROR404.ONLINE > Pennisi all’Ecologia, vedi Omar quant’è bello pedalare bici senza sella

Pennisi all’Ecologia, vedi Omar quant’è bello pedalare bici senza sella

AUGUSTA – “Hai voluto la bicicletta? Ora pedala”. Se i muri di Palazzo avessero lingua per parlare, sicuramente la racconterebbero così la nomina del nuovo assessore all’Ecologia di Augusta. Perché Omar Pennisi, classe 1975, professione “grillino“, l’11 giugno è stato finalmente insediato su quella poltrona che per settimane gli era stata negata. Al punto che sarebbe stato evocato persino il Grande Capo politico Gigino Di Maio, per convincerlo a rinunciare spontaneamente. Mettendoci pure il “carico” – dal gusto umano e politico decisamente dubbio – delle traversie con la giustizia di qualche suo parente stretto. Roba riguardante frequentazioni di ambienti del gioco clandestino.

Vince la fronda che voleva un assessore dei consiglieri.

Quella penosa vicenda familiare, abbondantemente archiviata nella memoria collettiva, non era mai stata di alcun ostacolo a nominarlo referente del meet up. Eppure erano gli anni d’oro della #legalità senza se e senza ma. Poi, quando il “moVimento” della rivoluzione permanente si è trasformato in Partito conservatore di governo, era stato messo da parte per figure più aderenti al nuovo corso. Fino a quando una fronda di “portavoce” capitanati dalla presidente del consiglio comunale, Sarah Marturana, lo ha posto come condizione sine qua non a Cettina Di Pietro: o prende il posto del dimissionario Danilo Pulvirenti, o a palazzo San Biagio cambia la musica che si suona da 4 anni.

Di Pietro rinuncia alla nomina pronta di un forestiero.

Pare che la sindaca avesse pronta un’altra soluzione forestiera, frutto delle tante relazioni politiche che ha intessuto durante la sua carica. Ma stavolta nemmeno i fedelissimi con cui controlla le decisioni del gruppo consiliare, sono riusciti a mettere un freno alle legittime aspirazioni di emancipazione di alcuni pentastellati. L’introduzione della fedina penale “ereditaria” come elemento discriminante – una novità che nemmeno ai tempi del Vaffa-day – ha funzionato solo per pochi giorni. Poi Di Pietro ha dovuto capitolare. Nominando Pennisi assessore con delega ai Servizi ecologici e alla Polizia municipale. Nel pacchetto c’è pure la Protezione civile.

Pennisi è il terzo assessore all’Ecologia in 4 anni.

E’ il terzo assessore che va a occupare quella scottante poltrona, ma è il primo senza un curriculum professionale diverso dall’appartenenza di partito. Il primo, Pino Pisani, era un ex primario del Muscatello ora diventato senatore M5s. Che si era dimesso dopo neanche un anno per “ragioni di salute”, proprio quando sull’assessorato si addensavano le nubi dell’inchiesta sul canile. Gli è subentrato per chiara fama e senza “concorso” sul Blog, il catanese Pulvirenti. Chimico, figlio d’arte nelle consulenze per il settore smaltimento rifiuti, ha mollato dopo le europee. Ufficialmente per “importanti impegni lavorativi”, e ufficiosamente perché è diventato papà e vuole stare più vicino alla famiglia.

Eredita i problemi lasciati dal più esperto Pulvirenti.

Negli uffici dell’assessorato, il professionista etneo era ritenuto molto preparato nel campo. “L’unico vero assessore di questa giunta”, lo aveva definito un funzionario anziano. Chiedendo l’anonimato perché nell’amministrazione della #trasparenza, “per espresse disposizioni”, coi giornalisti ci deve parlare solo la casta di Palazzo. Eppure, nonostante quel curriculum teorico e pratico, è incappato in un appalto per la differenziata che nell’ultimo anno ha registrato l’aumento della Tari per il generoso adeguamento Istat alla ditta, come da contratto. Al quale si è accompagnata una riduzione del servizio porta a porta, nonostante la raccolta del riciclabile sia rimasta notevolmente sotto l’obiettivo fissato.

Danilo Pulvirenti nell’ultimo consiglio comunale da assessore all’Ecologia.
In copertina, Omar Pennisi fra i banchi del pubblico mentre studia la successione.

Le prima grane: il contenzioso Igm e il problema del Ccr.

Tutte ombre minuziosamente denunciate in consiglio comunale, e forse non solo lì. Visto che è in corso un contenzioso al Tribunale di Catania promosso dalla stessa Igm rifiuti industriali srl”, che fa parte della Associazione temporanea d’imprese vincitrice dell’appalto, per una multa da 900 mila euro affibbiata dal Comune “e trattenuta dai compensi contrattuali”. Le dimissioni sono arrivate quando è scoppiata questa questione, insieme alla quella del Centro comunale di raccolta. La cui improvvisa e perdurante chiusura ha fatto esplodere le discariche incontrollate, specie nelle contrade dove i netturbini passano poco.

Competenza nel settore maturata in “Rifiuti zero”.

E’ tutto questo che Pennisi – come una nemesi – va ad ereditare dalle “amministrazioni precedenti” del suo assessorato, tutte marchiate con le 5 Stelle. Fra l’altro senza nemmeno avere esperienza in posti di potere, come quella del senatore Pisani. O teoria e pratica professionali del predecessore catanese. L’unica cosa che condivide con Pulvirenti, oltre la militanza, è l’impegno in “Rifiuti zero Sicilia“. Associazione para-grillina con sede a Biancavilla, nella quale è stato tesoriere. Dal 9 al 29 marzo di quest’anno.

Nel curriculum pure la “inaugurazione di compostiere”.

Una promozione? O una nomina per costruirgli una “competenza” in vista della poltrona? Il dubbio è lecito, visto lo scarno curriculum allegato alla sua nomina in giunta. Tutto infarcito di attività nella promozione della differenziata nella scuole della città, e non solo. Perché, fra i punti qualificanti, il nuovo assessore ha pensato bene di inserire pure la partecipazione alla “inaugurazione compostiere scolastiche” presso lo “I.C. De Amicis di Randazzo”.Alla voce professione scrive “piccolo imprenditore”, senza specificare in che settore. Il titolo di studio è Maturità scientifica.

“Particolare attitudine a lavorare sotto pressione”.

Fra le competenze digitali“, si assegna la “autovalutazione” di utente avanzato” sotto ogni voce. Per la casella “competenze organizzative e gestionali”, si attribuisce una “particolare attitudine a lavorare sotto pressione“. Affiancata a una “ottima capacità di lavorare all’interno di un team”. Ma considerato l’assessorato che andrà a ricoprire, specie in questo particolare momento storico, non c’è nulla riguardo l’abilità a pedalare su una bicicletta che gli è stata consegnata senza sellino.

Articoli che potrebbero interessarti

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

Lascia un commento:

Top