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Odalische, saraceni e giullari in piazza Duomo, Augusta torna medievale

Ultimo aggiornamento Wednesday, 29 May, 2019   17:25

AUGUSTA – Dieci lunghi anni ed essere sempre come al primo giorno. C’è un misto di rabbia, delusione e amarezza nelle parole di Agata Sortino, dirigente scolastico del comprensivo “Principe di Napoli“. Perché dopo due lustri che il suo corteo storico “illumina” una città dove il Palazzo sembra amministrare la cultura col contagocce, “la comunità di Augusta sembra non capire il valore che si ritrova”. Il ruolo di responsabile docenti le impone il termine più diplomatico di“comunità”, in senso ampioMa in realtà vorrebbe indicare il Comune, che si ritrova un patrimonio costruito con fatica e abnegazione, e non fa nulla per valorizzarlo.

Agata Sortino, dirigente scolastico del Principe di Napoli
(foto copertina e sotto, prove di sbandieratori in piazza Castello)

Non è affatto una polemica che la professoressa Sortino vuole proporre ai giornalisti, convocati il 18 maggio per una conferenza stampa nella sede della scuola al quartiere Paradiso. Lo è invece abbastanza chiaramente quella del presidente del consiglio d’Istituto, Fiorindo Passanisi. Sfilerà insieme ai 700 ragazzi coinvolti nell’iniziativa extra-scolastica, indossando una pesante armatura da cavaliere. Ma un peso dallo stomaco vuole toglierselo ora. Così, interrompendo la diplomazia presidenziale, sbotta: “Il Comitato dei festeggiamenti per San Domenico poteva almeno evitare di mettere altri 3 eventi in concomitanza nella seconda giornata delle iniziative, che si tiene il 22 maggio“. 

Fiorindo Passanisi, presidente del consiglio d’Istituto, con la preside alla conferenza stampa

In realtà il Comitato col Comune non c’entra nulla, anche se l’amministrazione grillina l’ha supportato in qualche modo. E la“concomitanza”sembra più frutto di un caso piuttosto che scarsa considerazione verso l’iniziativa della scuola, con la quale si celebra in atmosfera medievale il fondatore della città, Federico Secondo di Svevia. Resta però il fatto che la rievocazione storica ha aggiunto una serie di iniziative di contorno al corteo, che esordisce il 20 maggio, da diventare un’attrazione meritevole del ruolo solista nel calendario per il patrono.

Ci sono infatti gli scacchi medievali in piazza Duomo, che già lo scorso anno hanno riscosso grande successo per la loro suggestione. In aggiunta a questa edizione, anticipa il comunicato della Principe di Napoli, “la cittadinanza potrà assistere alle sinuose danze di giovani odalische accompagnate dai saraceni“.Nella corte federiciana ricreata davanti la Matrice retta da don Palmiro Prisutto, risuoneranno anche i flauti dell’orchestra messa in piedi dalla scuola “Columba” di Sortino. Quella stessa piazza che l’arciprete ambientalista ha riempito di croci commemorative dei morti per cancro, diventerà teatro dove presentare “una Augusta che non può mostrare solo elementi negativi“.

“Per la prima volta, con una sorpresa, ci saranno anche i falconieri. Eredi di un’arte che tanta importanza ha avuto nella vita di un imperatore che i suoi contemporanei, non a caso, soprannominarono Stupor Mundi“, anticipa la preside. Non mancheranno gli “Juculares“, a riproporre le abilità degli antichi giullari di corte. Arte che ad Augusta non sembra comunque sparita, anche se ha assunto forme più adatte ai tempi. Come sempre ci saranno gli sbandieratori. Cresciuti così in abilità, generazione di studenti dopo generazione, da spingere a un gemellaggio con gli omologhi di Noto. Con una differenza, rispetto i coetanei che si esibiscono nella capitale del barocco siracusano: quel Comune li valorizza eccome.

“Ad Augusta invece non abbiamo nemmeno una sportello della Pro-loco con cui interfacciarci”, si fa scappare la dirigente scolastica, dopo le insistenti domande dei giornalisti. Un Palazzo disattento verso i fermenti culturali della città è storia molto vecchia, basta guarda il disinteresse con cui ogni amministrazione si è occupata della biblioteca comunale. E con la grillina modicana Giusi Sirena all’assessorato Cultura, la situazione non è certo migliorata. Anzi. “Dopo 10 anni questo corteo è ormai una tradizione, e come tale andrebbe valorizzata”, dice ancora la professoressa Sortino.

Per portare avanti ciò che altrove si “inventano”, e qui invece ogni amministrazione si è trovata come “tavola messa e pane sminuzzato”, lei i docenti ci hanno messo il loro decennale impegno. I genitori, molti sacrifici di tempo e dei soldi di tasca propria per i ricchi ed elaborati costumi. La Sonatrach e l’Autorità portuale, insieme ad alcune paia di sponsor privati, un contributo economico. Il Comune ci ha messo sopra il bollo.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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