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Augusta, Pd:”Ammuccamu” del Comune per il 25 Aprile è un insulto

AUGUSTA – “25 Aprile un giorno importante nella storia del Paese, un esempio che deve guidare la Nazione anche oggi” (Giuseppe Di Mare, sindaco di Augusta). “Sono stanco di questa ipocrita ritualità, un tempo le autorità rimanevano e vivevano intensamente la commemorazione della Resistenza” (Piero Mantinei, Associazione nazionale partigiani d’Italia). “Il primo cittadino non ha nemmeno menzionato che la Liberazione è stata dal nazifascismo, ci stanno erodendo i diritti sociali e civili” (Antonella Bundu, Global sumud flottilla”). “Antifascismo è una necessità vitale, più cresce più si rafforzano gli anticorpi della democrazia” (Lorena Crisci, segretaria Camera del lavoro). Questa la cronaca sintetica dei due “mondi” che si sono incontrati davanti al Milite ignoto, per la celebrazione della Festa nazionale che ricorda la lotta partigiana. Era dai tempi dell’amministrazione grillina, quando esordì ignorando totalmente la ricorrenza persino nei post, che la politica non si spaccava così nettamente su questa data simbolo della Repubblica. Anche quest’anno, Cgil e amministrazione comunale si sono dati appuntamento nello stesso luogo e alla stessa ora. Ma mentre l’approccio degli amministratori di centrodestra è quello di sbrigare una pratica imposta dal protocollo istituzionale, liquidandola in meno di mezz’ora con la deposizione della corona e due parole di circostanza, il “pubblico” accorso all’appello del sindacato è rimasto. Per ascoltare interventi e testimonianze, alternate a canzoni eseguite dal cantautore Concetto Mendola, e chiudere col coro di “Bella ciao” che da sola riassume tutto.

Cgil ricorda le partigiane, la Flottilla critica il decreto sicurezza, rabbia Anpi per la sagra allusiva.

Giambattista Totis e Giancarlo Triberio.

Se Di Mare puntualizza di “guardare con grande rispetto e attenzione a questa festa della Libertà”, Crisci ne enfatizza “il momento simbolico” ricordando “le 35 mila partigiane e le 70 mila donne dei Gruppi di difesa, per anni oscurate dalla storiografia al maschile”. La fiorentina Bundu, “battezzata nel battistero” decorato da Cimabue e Brunelleschi, si sofferma sui pericoli del presente emersi nel decreto sicurezza, coi suoi premi in denaro per le espulsioni:“Non conosco migranti, conosco persone, e quei 615 euro in premio sono gli odierni 30 denari”. Salvo Pancari é candidato sindaco del Campo largo, ma prende parola come insegnante di “storia e educazione civica”, affermando che “l’antifascismo deve appartenere a tutti i democratici”, a prescindere da quale lato del Parlamento siedono i partiti di riferimento. Giambattista Totis ricordata di “stare uniti nella lotta”, e invita tutti all’iniziativa del Pd a Brucoli. Che per questo 25 Aprile di campagna elettorale, non ha voluto confondersi con la Destra a Palazzo. Un’iniziativa che ha assunto il tono di una contro-celebrazione, dopo che il Comune ha ignorato le iniziative di approfondimento, per patrocinare solo la sagra “Ammuccamu”. Un titolo allusivo che scatena la rabbia di Mantinei:“La deriva revisionista del Paese la stiamo toccando anche ad Augusta, si sputa sui valori costati sangue, con questa mancanza di sensibilità per una data che ha importanza sacra”.

Pd: sconcerto e indignazione per la Liberazione ricordata con la festa dell'”Ammuccamu”.

sopra e copertina: Giuseppe Di Mare depone la corna d’alloro al Milite ignoto.

Anche il Partito democratico insorge contro l’amministrazione, per aver usato la Resistenza come “ennesima scusa per sperperare in feste e festini”. In un comunicato diffuso il 24 aprile esprime “sconcerto e indignazione, per la scelta del Comune di Augusta di ‘celebrare’ gli 81 anni della Liberazione con la sagra dell’‘Ammuccamu’, spendendo i fondi pubblici sulla festa dell’‘arrusti e mancia’ anziché sulla promozione di una cultura di Pace”. Nel documento firmato dal segretario provinciale Piergiorgio Gerratana, e da quello cittadino Fiorindo Passanisi, il Pd “dice No a questa deriva che svuota di significato il 25 Aprile per svuotare le stesse libertà costituzionali”. Nel documento “si appella a tutte le forze democratiche, per una mobilitazione in difesa dei valori della Liberazione”. Dando “appuntamento a Brucoli, alle 17,30, nell’ombraia di piazza Belvedere, all’insegna de ‘L’incantesimo della Costituzione’ insieme all’Anpi, rappresentata Mantinei, al candidato sindaco del centrosinistra, ai dirigenti e ai candidati Pd”. I dem polemizzano col meloniano “ripudiato” Di Mare, per aver svilito “una data sacra per la nostra Repubblica, perché commemora i tantissimi caduti nella lotta partigiana o nelle rappresaglie delle Ss con la complicità delle Brigate nere”.

Gerratana e Passanisi: un insulto ai militari internati gli arrosticini dopo la corona al Milite ignoto.

Concetto Mendola, Antonella Bundu e Lorena Crisci.
sopra e sotto: 25 Aprile Pd a Brucoli, Salvo Pancari firma la petizione di Milena Contento

Gerratana e Passanisi sorpassano a sinistra gli stessi alleati di Avs, innaturalmente silenziosa su temi centrali nella sua politica nazionale. Ma il Pd invade anche la corsia a destra occupata dall’amministrazione, quando evidenzia il “sacrificio che hanno affrontato molti soldati internati dopo l’8 Settembre, scegliendo di rischiare la vita in un campo di concentramento anziché perpetuare il fascismo insieme i repubblichini di Salò: per questo la corona d’alloro che il sindaco della Destra depone davanti il Milite ignoto, di primissima mattina come per levarsi un pensiero sgradito, suona come un insulto alle stesse Forze armate della Repubblica, se la programmazione del Comune prosegue poi all’insegna degli arrosticini davanti Palazzo di città”. Genova è stata la prima in Europa a liberarsi dai nazifascisti con le sole forze partigiane, eppure non ha dimenticato i 650 mila militari finiti nei lager dopo l’armistizio. “Mantennero fermo il loro no al nazifascismo, 50 mila non fecero ritorno”, ricorda una targa della Città medaglia d’oro della Resistenza.

Di Mare: da Pd solo polemica elettorale su food fest, prima solo assenze e silenzi su Liberazione.

La targa affissa a Genova nel 2024.

In questo 2026 segnato dal prepotente ritorno dei nazionalismi imperialisti, fascisti e guerrafondai – puntualizza il Pd –, la Festa della Liberazione deve essere un momento di riflessione sui valori che rappresenta, stimolata in primis dalle Istituzioni che oggi fondano la loro legittimazione su quel sangue versato nel lontano 1945”. Il sindaco però insiste sulla compatibilità dell’“Ammuccamu”, finanziata da Comune e Regione, proprio nella giornata nazionale in memoria della Resistenza. In un comunicato di replica parla di “polemica elettorale” e“narrazione pretestuosa”. Definisce “una forzatura strumentale costruita ad arte per alzare i toni”, la polemica sul food festival organizzato proprio dal 24 al 26 aprile. Parla di “un’iniziativa che coinvolge tante energie positive della città”. E puntualizza che “in questi 5 anni, ogni anno, abbiamo organizzato e vissuto le celebrazioni istituzionali della Liberazione con rispetto, presenza e senso delle istituzioni”. Scorrendo l’archivio, però, tutto si è limitato alla posa mattiniera di una corona commemorativa. Dei momenti di riflessione si è sempre fatta carico la Camera del lavoro, col supporto dell’Anpi e delle “memorie storiche” del Pd. Eppure Di Mare trova “francamente singolare che oggi si risvegli improvvisamente su questi temi, dopo anni di assenze e silenzi”. Sorvolando sul fatto che una “celebrazione istituzionale” col seguito di sagra dell’arrosticino, “istutuzionalizzato” dal logo del Comune, è una prima volta riservata a questo ottantesimo anniversario della Costituente antifascista.

Colletta nel Partito democratico per la contro-commemorazione a Brucoli della Resistenza.

C’è ha anche un giallo su quanto si spende per l’“Ammuccamu”. Secondo il Pd costerebbe 60 mila euro, in base a quanto riportato nel decreto regionale che ne elargisce 10 mila, dove è quello appunto “l’importo complessivo” indicato nel “progetto presentato dal Comune di Augusta”. Di Mare invece puntualizza che “il Comune ha previsto un contributo di 20 mila euro, a favore di un’associazione del territorio composta da persone serie e perbene”. Secondo indiscrezioni, il consuntivo si dovrebbe fermare a questo importo. L’organizzatore del food fest, Stefano Cacciaguerra, sull’argomento si limita di dire che “rispondiamo con i fatti: gli atti sono pubblici e non replico a polemiche sterili”. Il Partito democratico, scopo elettorale o meno, comunque la commemorazione della Resistenza se la paga da sé. “In collaborazione con la Federazione provinciale, è tutto autofinanziato da una colletta fra i tesserati, perché il 25 Aprile della Liberazione sia davvero una Festa della gente libera. Una “Festa” vera, ariosa perché la libertà è aria, ma fatta anche di impegno e condivisione così come l’hanno ideata Giancarlo Triberio e Viviana Valente: opuscoli sulla costituzione adatta ai bambini, con l’animazione di Ida e Oscar; i ricordi di chi era bambino  quel 25 Aprile 1945; la raccolta firme per la petizione contro l’abbattimento degli alberi secolari alla villa, promossa da Milena Contento; un confronto pubblico su turismo e sostenibilità”.

PER APPROFONDIRE: Augusta, 25 Aprile: una lezione a chi “oggi fa post e non si sporca le mani”

Finanziamenti a pioggia per sagre fini a sé stesse che svuotano di significato il 25 Aprile.

stand dell’Ammuccamu food fest.
Piero Mantinei dell’Anpi.

Comunque l’idea di una fiera del cibo di strada nel week end della Liberazione, non è esclusiva dell’amministrazione augustana. L’assessorato regionale dei Beni culturali, a guida Fratelli d’italia, ha erogato finanziamenti a pioggia per le sagre fissate il 25 Aprile. Considerando che il governo a sua volta ha tagliato i fondi ai memoriali della Resistenza, sorge il sospetto di una operazione politica concertata: cancellare la differenza storica coi post-fascisti, svuotando di significato la commemorazione dell’antifascismo. D’altronde, secondo Di Mare “la pace, la convivenza, la cultura democratica e il rispetto della memoria si affermano con il lavoro quotidiano, con le scelte amministrative, con la capacità di costruire occasioni di comunità, di valorizzazione e di crescita”. In base a questa impostazione culturale, dove il pragmatismo fa gioco al revisionismo, “definire l’iniziativa come una semplice festa dell’‘arrusti e mancia’ significa mancare di rispetto a tutti gli augustani che ci stanno lavorando, alle professionalità coinvolte, alle associazioni del territorio e anche a figure di grande valore, compresi chef augustani di assoluto livello che hanno scelto di esserci”. Gli chef, in realtà, si limitano a un talk show. Che alla fin fine approfondisce la liberazione degli aromi nei soffritti, o la resistenza dei soufflé nel forno. Argomenti evidentemente utili pure per snellire la “pesante” Carta costituzionale nata dall’antifascismo, con una nuova Costituzione light fondata su premierato forte e happy hour.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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