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Augusta, no Ias: gruppo Di Mare replica a Pd ma è crisi con Fi-Mpa

AUGUSTA – “Il progetto di Augusta è pronto, finito, alla validazione, tra qualche mese andrà in gara ed entro l’anno prossimo partiranno i lavori. Si, entro l’anno prossimo!”. Sul nuovo depuratore cittadino a Punta Cugno,  Margareth Amara, Andrea Lombardo, Federico Palazzotto, Rosario Sicari, Giuseppe Tedesco e Paolo Trigilio, assicurano tutti con tanto di punto esclamativo. Ma certificando di fatto pure il no dell’amministrazione alla proposta di allacciarsi subito all’Ias, arrivata lunedì scorso direttamente dalla presidenza della Regione, i sei consiglieri del sindaco aprono una crisi nella maggioranza. Perché quando il 29 febbraio diffondono un comunicato stampa sulla questione, con tanto di carta intestata del consiglio comunale, fanno diventare ufficiale una posizione che Giuseppe Di Mare aveva prudentemente tenuto solo sui giornali. Considerato che il suo recente dietrofront sul consortile di Priolo, l’avrebbe messo in rotta di collisione con gli alleati di Forza italia e Movimento per l’autonomia. E infatti dopo la sortita dei suoi pretoriani d’aula consiliare, Fi e Mpa hanno subito convocato i rispettivi direttivi cittadini. Trovandosi ancora una volta spiazzati dal primo cittadino, che su una scelta politica vitale per le sorti della coalizione di centrodestra li ha messi di fronte al fatto compiuto, come già accaduto per il nulla osta al monopolio palermitano nel porto.

Sei consiglieri del sindaco rispondono a muso duro al Pd su una scelta per interessi di bottega Fdi.

sopra. Le vasche del consortile Ias a Priolo.
copertina, sbocco fognario nel Golfo Xifonio.

Il documento è partito sotto le mentite spoglie di dura replica alle polemiche sollevate dal capogruppo Pd, Giancarlo Triberio. Che il giorno prima aveva accusato l’amministrazione di sottomettere gli interessi ambientali della città, ai calcoli della bottega Fratelli d’italia. Quando stava in minoranza e ancora non aveva la tessera Fdi, infatti, Di Mare sosteneva la depurazione urbana nell’impianto priolese come soluzione più rapida ed economica. Ha cambiato idea dopo che il governo Giorgia Meloni ha sostituito il commissario straordinario per la depurazione in Sicilia, nominando il compagno di partito Fabio Fatuzzo. L’ex deputato di An, dopo essersi tesserato era già stato nominato presidente della Sidra. Alla testa della Spa che cura tutti i servizi idrici nella cintura metropolitana di Catania, l’aveva messo l’allora sindaco Salvo Pogliese, oggi parlamentare e coordinatore regionale dei meloniani. Quella poltrona l’ha mantenuta pure dopo l’incarico governativo, arrivato a fine estate. Spingendo il consigliere Pd di Augusta a trarre suggestive conclusioni politiche, intorno l’ostinazione per un depuratore cittadino che nemmeno il centrodestra vuole più far fare.

Triberio sospetta un business bollette, la replica: il lupo di mala coscienza come opera pensa.

Giancarlo Triberio.

“Oltre al danno, Di Mare e Fratelli d’italia confezionano la beffa per gli augustani“, aveva accusato Triberio. “Infatti il depuratore, come già indicato nella convenzione e nei patti parasociali, sarà di competenza della società mista – leggasi gestione privata – Aretusacque votata e sostenuta dal sindaco che oltre a privatizzare un bene comune come l’acqua, lucrerà sui costi della depurazione“. Un comunicato che ha subito provocato la dura reazione dei consiglieri vicini al primo cittadino, due dei quali – Lombardo e Sicari – tesseratisi con Fdi tre anni dopo l’elezione in liste civiche. “Farneticanti le dichiarazioni del consigliere d’opposizione, ancora una volta perde l’occasione di evitare cattive figure, come ormai ci ha abituato da tempo”, replica il sestetto. Definendolo “rappresentante di tutto un mondo politico che negli ultimi 30 anni non è riuscito a realizzare il depuratore della nostra città. Dovrebbe spiegare come mai il partito che rappresenta e ha sempre governato Augusta, non lo ha mai realizzato e chiarire in tutto questo cosa c’entrino le farneticanti dichiarazioni sugli interessi partitici o altro. Ci viene da pensare, guardando al passato, che per il consigliere vale proprio quel detto siciliano ‘u lupu di mala cuscienza comu opera pensa’. La smetta di usare la città per scopi politici personali, la sua vera paura è che sa che i lavori partiranno e che sarà un successo di questa amministrazione, grazie alla collaborazione con la struttura commissariale.

Amministrazione detta la linea: “Non è più tempo di parlare di Ias, irresponsabile fermare l’iter”.

Andrea Lombardo.

In sostanza, però, questa sorta di gruppo consiliare Fdi-Di Mare ammette la “collaborazione” con Fatuzzo. E anticipa una posizione dell’amministrazione, che gli alleati apprendono a mezzo stampa. I sei scrivono che “bene ha fatto il sindaco, che personalmente segue l’iter della depurazione, a declinare l’invito ad allacciarsi” all’impianto consortile. Dove peraltro già conferiscono sia Melilli che Priolo, e dove Siracusa ha dichiarato intenzione di collegare i popolosi quartieri a nord. “Oggi non è più tempo di parlare di Ias per Augusta, perché siamo finalmente pronti per realizzare il nostro depuratore cittadino. Irresponsabile il consigliere di opposizione che pensa di fermare tutto l’iter, perdere la disponibilità economica di decine di milioni di euro, ma soprattutto ripartire dalla progettazione in modo che si perda tempo. Prende in giro gli augustani a cui deve dire la verità: il suo unico fine è quello di fare in modo che non sia Di Mare ad aprire il cantiere”. Dichiarazioni così nette e impegnative per la maggioranza, da parte di consiglieri che mai si sono messi in luce per particolare autonomia politica, da far legittimamente pensare a una supervisione da parte dello stesso primo cittadino.

Consulente snobbato dal commissario e ignorato dal sindaco, Forza italia convoca il direttivo.

Stefano Munafò.

Agli alleati del centrodestra non è sfuggito che il comunicato è formalmente rivolto a Triberio, ma in realtà sembra una risposta a suocera affinché nuora intenda. Così Fi e Mpa sono entrati in fibrillazione. Soprattutto i berlusconiani, che nel pacchetto d’ingresso in giunta avevano indicato Stefano Munafò come consulente per la depurazione. Nonostante l’incarico, sembra che non sia riuscito a ottenere nemmeno un appuntamento col catanese Fatuzzo, nonostante sia commissario da oltre sei mesi. L’ex segretario territoriale Uil, inoltre, pare che non sia stato neanche consultato da Di Mare. Mettendo in imbarazzo sia lui che il partito, perché la soluzione Ias è arrivata direttamente dal governatore forzista Renato Schifani. “E’ un’iniziativa del sindaco che non è stata concordata”, ammette Paolo Amato. Per il portavoce dei berlusconiani, “una cosa così importante come la depurazione deve passare dal consiglio comunale, oltre da un vertice di maggioranza”. Il nervosismo è palpabile ma una risposta al primo cittadino, se ci sarà, verrà partorita dal direttivo convocato per l’indomani. Con le spalle al muro c’è pure il Mpa, che per primo aveva proposto la soluzione Ias col suo leader Peppe Carta, deputato regionale e sindaco di Melilli. Il coordinatore cittadino dei lombardiani. Seby Pustizzi, fa subito capire che non ci sono scollamenti. “A livello personale condivido la proposta di Carta, ma una posizione del partito augustano posso esprimerla dopo un confronto con tutti”. Ma è dal numeroso e agguerrito gruppo consiliare, che arriva l’altolà al “metodo del capo”.

Mpa, Mangano: non è così che funziona una maggioranza, parole al Pd sono rivolte pure a Carta.

Manuel Mangano.

“Non è così che funziona una maggioranza colorata da tante anime politiche”, avverte il capogruppo autonomista, Manuel Mangano. “Sulla questione depuratore ci sono elementi che andavano approfonditi, sia dai colleghi consiglieri sia dal sindaco, prima di uscire con questo comunicato stampa. Questo è un tema importantissimo, ma una riunione sull’argomento non l’abbiamo fatta ed è impensabile che si vada avanti con queste idee senza coinvolgere la coalizione”. Il consigliere, approdato in Mpa dopo aver retto Italia viva in provincia, premette che il suo nuovo partito “è aperto a ogni aspetto della problematica senza posizioni preconcette”. Ma mette pure alcuni puntini sulle i. “Il fatto che ci sia un commissario governativo permette un confronto, non viceversa che tutto quanto cada dall’alto diventi legge”. Mangano non ci va tenero nemmeno con i firmatari del libello contro il capogruppo Pd. “Quanto quel documento dice a Triberio circa la soluzione Ias da scartare, lo sta dicendo anche al deputato regionale che per prima l’aveva proposta e sta sostenendo questa amministrazione. Fra l’altro non sarei nemmeno così sicuro che quei soldi per il depuratore cittadino andrebbero persi, se si prende in considerazione l’ipotesi del consortile a Priolo. Il quale, appartenendo a una Spa della Regione, avrebbe un approccio con l’utenza diverso da quello privatistico di Aretusacque. Cosa andrà a ricadere nelle nostre bollette dell’acqua, fra le due soluzioni, è un argomento da non sottovalutare nella discussione. Affatto”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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