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Stampa cattolica, Mezzio prende un Cammino giunto al bivio sovranismo

SIRACUSA – Eppure c’è una stampa che non grida, che non guarda solo alle cose storte, che non insegue gli umori correnti per compiacere i lettori. A Siracusa c’è un giornalismo che considera “notizia” il fatto positivo, l’avvenimento che alimenta la speranza, l’opinione che costruisce ponti e abbatte muri. Questo giornale è il settimanale diocesano Cammino, e per la prima volta in 37 anni di vita viene diretto da un laico. A firmare il periodico vicino alla Curia, dallo scorso 6 dicembre, è il pubblicista Orazio Mezzio. Una firma nata e cresciuta proprio in quelle pagine, poi prestata anche alla Gazzetta del Sud. E diventata nota in tutta la provincia perché per 12 anni, a cavallo del millennio, è stata pure accompagnata dalla qualifica sindaco di Sortino. Per il ruvido cronista ancora aggrappato alla vecchia scuola del “fattaccio”, invece la notizia è proprio la scelta di un direttore senza tonaca dopo 3 preti, e dotato di una solida esperienza da politico. Coincidenza, o all’arcivescovado sta accadendo qualcosa meritevole di approfondimento?

L’ex sindaco primo laico alla guida del foglio diocesano.

Il nuovo direttore la butta sul filosofico. “Proprio oggi c’è bisogno di un giornale come Cammino, specie a Siracusa, che sia uno strumento di dialogo e confronto. Spero di portare la mia conoscenza del territorio dentro il giornale”. La conoscenza è quella del politico formatosi nelle fila del Ppi di Pierluigi Castagnetti e Sergio Mattarella. E poi cresciuto prima in consiglio provinciale, dal 1994 al 1995, e successivamente alla guida del Comune di Sortino, dal 1995 al 2007. La cooperativa presieduta da Luca Marino, che edita il settimanale, ha nominato un direttore troppo sgamato delle cose del mondo per un semplice foglio di collegamento fra parrocchie. Se dietro c’è un progetto più ampio, però, Mezzio non lo lascia trasparire. Si limita a dire che la sua è stata “una scelta di continuità, ma anche una volontà di allargarsi e parlare con il mondo. Oggi in una società liquida servono posizioni che siano punti di riferimento”. Ma il punto è proprio questo: oggi, a chi guarda il variegato mondo cattolico?

Il dilemma cattolico: con Salvini o un nuovo partito?

Opposte visioni del cattolicesimo: Matteo Salvini con l’arciprete Palmiro Prisutto.
Copertina, Orazio Mezzio primo direttore laico di Cammino

Da un lato c’è Papa Francesco che se ne infischia dei sondaggi e apre le porte delle chiese ai migranti. Dall’altro i tradizionalisti ammirano la Lega che chiude i porti e sventola il rosario sui palchi“Il mondo cattolico vota sempre più Matteo Salvini“, ammette il nuovo responsabile del settimanale diocesano. Che prende la direzione di questo foglio di riferimento mentre è in corso uno scontro, neanche tanto sotterraneo, dentro il cattolicesimo italiano. Stefano Zamagni, presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, incoraggiato da Bergoglio ha lanciato “un Manifesto, e non (ancora) un programma politico”. Secondo il quale “la Politica deve tornare a svolgere un ruolo fondamentale per la rigenerazione della vita pubblica, avanzando un nuovo modello di sviluppo inclusivo e solidale”. Il fatto è che per il cardinale Camillo Ruini “non è questo il tempo per dar vita a un partito dei cattolici. Mancano i presupposti”. Una posizione che Mezzio condivide:“Ci sono diverse ipotesi di fare un partito di cattolici, non può funzionare se resta un’operazione elitaria”

“Confronto con Lega e non arroccarsi, il voto va lì”.

L’ex presidente della Conferenza episcopale italiana ha inoltre detto al Corsera di “non condividere l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso”. Il direttore di Cammino ammette che “il mondo cattolico vota sempre più Salvini. Ruini, con la sua lunga esperienza, ha posto un problema con il suo modo di fare. E’ una proposta di cercare il dialogo, che si pone l’esigenza di continuare il confronto e non arroccarsi nelle proprie posizioni. Al leader della Lega non gli devi dire ‘sei fascista’, gli devi dimostrare che il vero pericolo è uno stato nazionale che si elegge da solo i propri dirigenti, con questa legge elettorale di nominati. L’uso strumentale dei crocifissi e dei rosari? Un falso problema: all’ospedale San Raffaele di Milano non ci sono crocifissi, perché il crocifisso è il malato”.

“Puoi fare politica se la tua azione diventa cultura”.

Ovviamente, Mezzio non è diventato un fan di Pontida. E non lo sarà nemmeno il suo “giornale finanziato dalla Provvidenza. In sostanza prende il problema del sovranismo “Dio, Patria e Famiglia” dal lato opposto, a chi cerca la contrapposizione attraverso un partito cattolico. “Perché non devi cadere nella trappola: puoi fare politica se la tua azione diventa cultura, li convinci cercando di essere lievito”, spiega pacato. Laureato in Scienze politiche a Catania con una tesi sulle origini del movimento cattolico, nel settimanale che inizia a dirigere ha “imparato l’importanza di non solo di esprimere un pensiero ma di sottoscriverlo, che è molto più che metterci la faccia. La stampa aiuta a sedimentare; non si usa una parola gridata ma meditata, che diventa punto di incontro per sconfiggere le fake news, un vero pericolo per le dinamiche sociali che è ancora più amplificato dai social“.

Il vescovo: direzione per affrontare sfide del momento.

Mezzio con l’arcivescovo Pappalardo e il presidente Ucsi Di Salvo (foto US).

La direzione laica arriva dopo padre Giuseppe Lombardo, e i monsignori Alfio Inserra e Sebastiano Gozzo. Il presidente provinciale dell’Ucsi, Salvatore Di Salvo, scrive di credere a “posizioni condivise sulla difesa dei valori democratici, il rispetto dei diritti umani e il coraggio di essere voce della coscienza di un giornalismo capace di distinguere il bene dal male, le scelte umane da quelle disumane”. Nel comunicato stampa sul nuovo direttore è scritto che “Cammino continuerà ancora a percorrere le strade del giornalismo cattolico a Siracusa, che ha origini nel 1897“. A inizio dicembre Mezzio ha incontrato monsignor Salvatore Pappalardo. “Si è convenuto sulla necessità di dare alla città uno spazio di dialogo, nel solco della dottrina sociale della Chiesa. In particolare l’arcivescovo si è detto compiaciuto della scelta di una direzione laica, capace di affrontare con coraggio le sfide culturali del momento”. Ma quale tipo di “coraggio” ha in mente il capo della Diocesi: quello di inseguire “il mondo cattolico che vota sempre più Salvini”, o quello di mettersi di traverso a chi usa i crocifissi come una mazza?

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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