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Petrolchimico, i club service:”salute tutto a posto, territorio invidiato”

Ultimo aggiornamento lunedì, 26 Giugno, 2023   12:38

AUGUSTA – Monitoraggio inquinanti?“La zona industriale con la migliore rete d’Italia”. Qualità dell’aria?“Un Petrolchimico in linea col resto della regione”. Tumori?“Nel Nord va peggio”. E la mortalità per cancro?“Nella media italiana o persino più bassa”. E’ una città dove sorprendentemente “a salute è tutto a posto”, quella raccontata dai club service di Augusta. Nel salone buono del palazzo municipale, il 24 giugno, mettono in scena la contro-narrazione degli esperti sulla questione ambientale. Che secondo i loro studi, nell’hinterland della raffinazione più vasto d’Europa, fondamentalmente non c’è. Oppure non incide sul tasso di malattie più “delle sigarette, della cattiva dieta, o dell’abitudine di andare con l’auto a comprare il pane”. A chiamarli “perché l’opinione pubblica ha bisogno di informazioni tecniche”, sono stati Lions, Rotary, Kiwanis, Fidapa e Inner wheel. Per questa insolita iniziativa congiunta su “Salute e territorio”, patrocinata dal Comune, l’associazionismo chic si è rivolto a relatori già noti agli ambientalisti. Come Mario Lazzaro, presidente del Cipa, consorzio creato dagli stessi stabilimenti per gestire le centraline di rilevamento. Come la professoressa Margherita Ferrante, ordinaria di Igiene generale e applicata all’università etnea, responsabile del Registro tumori della Regione per Catania, Enna e Messina. E come Salvo Madonia, già medico del porto megarese e ora direttore sanitario dell’Asp Siracusa. Il coordinamento degli interventi l’hanno affidato a una firma del giornalismo come Laura Valvo, responsabile della redazione siracusana de La Sicilia, che onora la professione puntualizzando elegantemente le criticità dei temi quando i relatori le sorvolano troppo.

PER APPROFONDIRE: Campania, l’oncologo Giordano: “Si continua a negare l’aumento di tumori. Isolare i politici e tecnici consenzienti”

Di Mare: sbagliato parlare sempre negativamente, questo è un territorio bello e invidiato.

L’incendio alla Ecomac (foto cortesia Carmelo Vittorio).
Giuseppe Di Mare.

Slide e dati statistici snocciolati dalle relazioni, tengono il dibattito ancorato al nozionismo scientifico. Ma non vi resta fuori una larvata polemica verso chi cavalca il populismo ecologista, che mischia fatti e suggestioni per tirare facili equazioni. In sala, l’ex senatore grillino Pino Pisani ascolta e resta impassibile (farà poi sapere di essere intervenuto prima della chiusura, per contraddire alcune conclusioni dei relatori: aggiornamento del 26/6). Di altri ambientalisti invece non c’è traccia, probabilmente per una singolare poca pubblicizzazione dell’iniziativa. D’altronde non è previsto contraddittorio, e il leit motive punta proprio a smentire la vulgata che Augusta sia un caso nazionale tipo terra dei fuochi. Riconducendo le problematiche dell’area Sin a quelle comuni a tante altre in Italia, che la legge non ha riconosciute Sito di interesse nazionale per l’impellenza di essere bonificate. Già nei saluti introduttivi del sindaco, Giuseppe Di Mare, c’è la lettura dell’intero convegno. “E’ sbagliato parlare sempre negativamente di tutto, dobbiamo prendere invece l’abitudine di dire le cose che funzionano, perché questo è un territorio bello e invidiato”. Soprattutto negli ultimi tempi, quando l’aumento delle sponsorizzazioni dalle aziende, va di pari passo con una campagna per la presentazione di statistiche più rassicuranti. Secondo le quali sia le concentrazioni di mercurio trovate nei capelli femminili, che i cancerogeni versati nell’ambiente dalle vasche consortili Ias che depuravano per finta, hanno lasciato tracce solo nei fascicoli giudiziari ma non sulla salute delle popolazioni. Così come non avrebbero lasciato effetti apprezzabili le diossine rilasciate dall’incendio Ecomac, o le puzze industriali notturne nei fine settimana, o lo “svaporamento” che sale in diagonale dopo le fermate nella raffinazione.

PER APPROFONDIRE: Incendio Ecomac, diossine 4 volte il limite ma l’Arpa ignora Augusta

Cipa, Lazzaro: rete monitoraggio più importante d’Italia, qualità dell’aria dentro limiti di legge.

Mario Lazzaro.

“I punti di vista radicali non producono mai risultati”, interviene Lazzaro. Concordando col primo cittadino che “bisogna evitare di eccedere con le narrazioni negative”. Il responsabile del Cipa, però, premette opportunamente che “il nostro riferimento sono i limiti di legge“. I quali, tuttavia, tengono conto di molti altri fattori rispetto la salute sic et simpliciter. Come quando – ad esempio – non potendo diminuire l’atrazina nell’acqua della pianura padana, se ne alzarono le soglie ammesse. Comunque, il dottore di fabbrica della Sasol assicura che per l’inquinamento atmosferico “la componente industriale è fra il 10 e il 15 per cento, con picchi che non hanno superato il 25 in alcune zone specifiche”. Sono dati ricavati “dalla rete di monitoraggio più importante d’Italia, per numero di stazioni”. Sulla quale, fra l’altro, il consorzio proprietario “ha un piano quinquennale di dismissioni per ammodernare i sensori, che quest’anno coinvolgerà 3 centraline”. Tuttavia non spiega se fra queste ci sono quelle di Megara, Marcellino e Augusta, che sul sito dell’Arpa non mostrano più i rilevamenti orari di benzene, spalmando gli eventuali superamenti in una tranquillizzante media annuale. Mentre San Cusmano e Mulinello, che ne avevano fatto registrare i più alti livelli in Sicilia, ora non lo rilevano più da diverso tempo. Nonostante non ci siano state innovazioni nei processi produttivi, tali da far dedurre il ritorno alla buona aria di campagna. Comunque, a sostegno del medico del lavoro che presiede pure la Lilt provinciale, c’è il grafico fra prima e dopo lockdown. Quando gli inquinanti industriali sono scesi di un terzo, anche se in quel periodo erano state le auto private a fermarsi, e non gli stabilimenti del petrolchimico.

PER APPROFONDIRE: Piano aria da rifare, il Tar: si basa su dati vecchi e centraline fuorilegge

Registro tumori, Ferrante: tassi di cancro come nel resto del Sud e inferiore a quelli del Nord.

sopra e sotto, foto tratte dalla pagina Facebook “Segnala la puzza”
Margherita Ferrante.

La professoressa Ferrante conferma a sua volta che le industrie c’entrano poco, con i problemi di salute nell’hinterland. E’ una conclusione a cui è arrivata perfezionando gli studi statistici per il Registro tumori integrato, la cui rete “in Italia è molto più avanti rispetto altri Paesi”. Infatti “serve a poco contare i casi, senza considerare tutti gli aspetti della popolazione di riferimento”, spiega. Mostrando i grafici a forma di piramide nel Mali, e quelli con la silhouette della quartara nei paesi etnei. Le slide riportano cartine dove l’incidenza tumorale è più alta nel Nord, per scemare via via che si scende a Sud. La conclusione è che nel Siracusano ci si ammala e si muore come nel resto del Meridione agricolo, e addirittura meno che nel Settentrione industrializzato. Comunque la locale zona industriale ha una sua specificità, legata “al picco di morti per mesotelioma pleurico a Priolo, e all’attenzione da tenere in quest’area per i tumori al colon retto“. La docente universitaria accenna “alle microparticelle inquinanti che intaccano le cellule cerebrali“, ma non si sofferma sulla eventuale correlazione con le molte malattie cerebrovascolari, che fa intuire stiano aumentando esponenzialmente. Si dilunga invece sull’incidenza tumorale che possono assumere quegli “stili di vita lontani dalla tradizionale dieta mediterranea, che privilegiano carni e formaggi grassi, con pochi spostamenti a piedi persino per andare al panificio“. Pragmaticamente, però, “non bisogna sottovalutare la sostenibilità economica necessaria per comprare verdura e pesce freschi”.

PER APPROFONDIRE: Augusta, bonifiche Sin e screening tumori che non interessano più

Asp, Madonia: comunità non è minacciata da inquinamento, mortalità nella media o più bassa.

Salvo Madonia.

In sostanza, Ferrante fa capire di andarci piano con misure che deprimono gli investimenti. Meglio concentrarsi a scoraggiare “il fumo, anche delle sigarette elettroniche, e l’uso di alcolici con cui ora si ubriacano pure i bambini di nove anni”. Afferma che la migliore prevenzione è “quella di recuperare il costume morale della popolazione”, citando come esempi di prevenzione antitumorale la mobilità sostenibile e una sana alimentazione. Anche se proprio il sindaco recentemente ha presentato l’apertura di un McDonald’s, su un palmeto affittato dal Comune a canoni stracciati, come “un regalo ai bambini della nostra città”. Per completezza di cronaca, l’amministrazione ha poi comunque provveduto a inaugurare una bella palestra pubblica all’aperto, e a far costruire un campo di padel nella scuola del quartiere, coi fondi per integrare residenti e immigrati. “Smettiamola di pensare che siamo una comunità con l’inquinamento che porta alla morte”, esorta Madonia. Il direttore sanitario dell’Asp sottolinea che “la mortalità è nella media, o persino più bassa”. Poi passa a illustrare i successi della sua Asp durante il Covid, e le nuove dotazioni ospedaliere. Pare tuttavia che in origine dovesse presentare i risultati di alcuni studi internazionali, circa il significativo abbattimento di cancerogeni nelle aree densamente popolate, attraverso la realizzazione di parchi urbani alberati. Un’idea che piacerebbe ai residenti della congestionata Borgata, al posto del nuovo stadio in costruzione sopra quello vecchio, contaminato dalla pirite. Un impianto sportivo che alzerà il terreno di gioco 2 metri sopra il livello stradale, circondandolo con un muro di 4 metri. Una vera e propria diga, che durante i forti acquazzoni ne farà un’isola asciutta, a scapito delle aree circostanti già soggette agli allagamenti. Ma questa annunciata relazione sul polmone verde per la prevenzione sanitaria, è poi sparita dai lavori.

PER APPROFONDIRE: Augusta, uno stadio sopra la discarica: solo copertura su pirite del Fontana

LA NOTA: Si ringrazia l’organizzazione per aver tollerato la presenza del cronista anche se non invitato.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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