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Brogli a Siracusa, Art1: centrosinistra d’Italia è politicamente delegittimato

SIRACUSA – Eppure c’è una Sinistra “autolesionista”, che per difendere un suo valore tradizionale non esita a silurare un assetto di potere politicamente amico. Si trova a Siracusa, cuore storico del Movimento operaio fin dagli anni Sessanta. Prende il nome in prestito dal principio cardine della Costituzione, Articolouno. E la guida, anche a livello regionale, l’ex dirigente sindacale Cgil Pippo Zappulla (nella foto in copertina con Massimo D’Alema). Il quale, insieme al coordinamento provinciale e cittadino, ha deciso di prendere una posizione scomoda sulle elezioni comunali siracusane. Uscendo con un comunicato datato 2 settembre, dove considera “giusto che si torni a votare per tutelare la democrazia e il diritto”. Alla luce della “relazione a firma del viceprefetto Giuseppe Sindona, dove parla di 4.700 voti in dubbio e di incerta attribuzione, con situazioni abnormi in diverse sezioni”.

“Già durante spoglio espresso sconcerto per anomalie”.

La vicenda dei presunti brogli nei conteggi alle amministrative dello scorso anno, dalle quali è uscito sindaco l’outsider Francesco Italia, si riapre da un fronte politicamente insospettato. Finora è stata la coalizione dello sconfitto Paolo Ezechia Reale, a tenere ostinatamente il punto su diverse anomalie nei conteggi. Adesso, invece, una medesima presa di posizione arriva da un “partito che si colloca nella nuova sinistra, e nessuno può sobriamente sospettare di fiancheggiamento della destra siracusana”. Il comunicato di Art1 ricorda che “già durante lo spoglio, quando ancora non si conosceva l’esito, dichiarammo pubblicamente il nostro sconcerto per le tante incomprensibili e inquietanti anomalie che stavano emergendo. Lo stesso clamoroso ritardo nella ufficializzazione dei risultati, lasciava sgomenti e profondamente inquieti”.

Zappulla: risultato comunali senza legittimità politica.

Zappulla e compagni puntualizzano che “deciderà certamente il Tar a novembre”. Ma aggiungono pure che “per chi si occupa di politica in questa città e provincia, un problema e un interrogativo esiste già: si chiama legittimità politica del risultato”. Non è solo una frase ad effetto. Le elezioni regionali parzialmente ripetute per favorire Pippo Gennusso a scapito di Pippo Gianni, per quanto si tratti di una vicenda collaterale alla maxi inchiesta sul Sistema Siracusa, pesano ancora come un macigno. Persino nei corridoi di partiti dove si dura poco senza abbondante pelo sullo stomaco. Perciò, non è affatto cosa da poco se pure un pezzo del centrosinistra chiede “se in qualche modo è stato tradito o solo alterato – anche se solo in parte – il volere popolare”.

Fuoco amico per difendere le “regole del gioco”.

Zappulla è onorevole di lungo corso nei partiti che hanno ereditato l’esperienza e la nomenclatura del Pci. Perciò non gli sfugge che questa presa di posizione non richiesta è, di fatto, un colpo di maglio alla legittimazione politica di un’amministrazione che si muove nel campo amico del centrosinistra“Però in discussione ci sono le stesse regole del gioco”, puntualizza l’ex deputato Pd passato a suo tempo con gli scissionisti. Aggiungendo che Art1 esprime la sinistra dei diritti, della trasparenza, della legalità: su queste cose non ci possono essere divisioni fra schieramenti”.

“Volontà degli elettori garantite sempre e comunque”.

D’altronde, nel comunicato congiunto con la direzione locale spiega come sia “ovvio che nel gioco della democrazia ognuno svolge il proprio ruolo, e assume posizioni e toni che ritiene più adatti. Ma da partito di sinistra sentiamo il dovere di interrogarci seriamente sulla legittimità politica di un risultato elettorale che si trascina simili incredibili ‘errori ed anomalie’. Le volontà del cittadino-elettore vanno garantite e tutelate sempre e comunque, a prescindere se in un dato momento favorisce uno schieramento sull’altro”.

Sullo sfondo le questioni irrisolte con le correnti Pd.

Con le dimissioni dell’assessore Fabio Moschella a inizio luglio, e con Paolo Bruno primo dei non eletti, questo comunicato di Art1 sulla zoppicante legittimazione politica dell’amministrazione Italia sembra interessato “moralismo”. In realtà la questione è più complessa. Perché sullo sfondo si intravedono le questioni irrisolte con alcune correnti del Pd, che cercano di stendere un cordone sanitario intorno ai fuoriusciti. Le aspre tensioni con l’amministrazione renziana di Giancarlo Garozzo ai tempi della scissione Mdp, sembrano aver lasciato strascichi.

Obiettivo: gli elettori delusi dal “partito di Bibbiano”.

In sostanza, in nome della “responsabilità”, i Democratici fingono di scordarsi gli anni di “pidioti” che si sono beccati in tutte le salse dai nuovi amici di poltrona. E fanno passaggio sul partito di Bibbiano“, nonché sugli altri veleni arrivati dai 5 Stelle anche nel recentissimo passato. Ma, stranamente, non perdonano le critiche degli ex compagni su fatti amministrativi e metodi di governo. Perché stupirsi allora se gli “ostracizzati” di Art1 – e non solo – mettono da parte le convenzioni e la convenienza per recuperare i vecchi valori, rottamati dal centrosinistra del governo a ogni costo e con chiunque. Tentando di occupare uno spazio pericolosamente lasciato vuoto dal Pd del trasformismo governista.

Elezioni con coalizione politica e civile di centrosinistra.

Articolouno perciò non si fa scrupolo a calcare la mano, quando osserva che “in ogni competizione elettorale si sono riscontrate contestazioni e anomalie, ma hanno coinvolte poche schede e comunque non in grado di mettere in discussione la validità del risultato finale”. Per la sentenza sulle elezioni effettivamente falsate, Zappulla aspetta ovviamente il Tar. E se i giudici amministrativi confermeranno i rilievi prefettizi, altrettanto “ovviamente ci batteremo perché vinca la sinistra”. Anzi, precisa, “una coalizione politica e civile di centrosinistra: ma questa sarà eventualmente un’altra pagina”. Tutta da scrivere, sperano, con inchiostro inequivocabilmente rosso.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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