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Cafeo, il navigator del nuovo Pd per Augusta 2020

Ultimo aggiornamento Sunday, 7 July, 2019   04:09

AUGUSTA – Il Pd di Augusta intanto batte un colpo. Se poi c’è pure, lo deve dimostrare nelle prossime settimane. E’ la sintesi brutale della riunione allargata a stampa, iscritti e simpatizzanti, che il Partito democratico ha tenuto il 21 giugno. Nella nuova sede di via Limpetra, messa a disposizione dall’inossidabile ex assessore Giovanni Santanello, la dirigente nazionale Francesca Furfaro aveva invitato i vertici provinciali. Si sono fatti vedere Enzo Pupillo e l’ex sindaco di Siracusa, Aldo Garozzo. Ma di quelli che hanno un vero peso specifico, alla fine si è presentato solo Giovanni Cafeo. E il deputato regionale non ha avuto peli sulla lingua, ad avvertire che “la ricostruzione di un progetto politico credibile passa dalla costruzione di un direttorio che ci crede. E che deve essere pronto a stare in lista alle comunali 2020, partendo dalla costruzione di un discorso unitario sui temi”.

Furfaro: un direttorio cittadino con volti nuovi.

Quello che il Pd ha inteso sostanzialmente fare, è dare un segno di esistenza in vita come forza politica. Se lo sarà anche come partito, con un proprio simbolo nella scheda, è un discorso tutto da sviluppare. Furfaro ci crede, “perché il partito è in risalita”. E immagina un coordinamento “di volti nuovi”. Trovando concorde anche il “padrone di casa” Santanello. Insomma ci prova a giocare da protagonista nel centrosinistra.

Segreteria a “porte aperte”, la diversità con Pdl e M5s.

La mossa del Pd era l’ultima che mancava nello scacchiere dei partiti storici, ed era essenziale per continuare a sedere al tavolo delle liste civiche che si stanno coalizzando. La partenza dei democratici è arrivata, come da tradizione della casa, mettendo in mostra l’endemica patologia del correntismo. Ma anche aprendo le porte ai giornalisti, senza alcun timore di apparire spaccati. A differenza dei grillini, che con la stampa parlano solo per editti via Facebook. E del centrodestra, che si è avviato sulla stessa strada iniziando a selezionare fra graditi e “sgraditi”, a secondo dell’aderenza delle cronache alle aspettative propagandistiche.

Roberto Conti e Giovanni Santanello, i senatori dem vogliono un direttorio di “volti nuovi”.
copertina, l’onorevole Giovanni Cafeo fra Roberto Licciardello e Francesca Furfaro.

Cafeo: da soli non si vince, pronti a primarie d’area.

E’ stato un discorso interessante, quello dell’onorevole Cafeo. Per nulla condizionato dal taccuino del cronista, ha ammesso che “il Pd sta rischiano grosso in Sicilia per l’incertezza negli assetti dirigenziali. E che ad Augusta “questo partito le elezioni da solo non le può affrontare”. Deve perciò guardare senza sospetto alle liste civiche di area, che il sistema elettorale giocoforza spinge a creare. Una è già pronta, ed è quella di Augusta2020. Con la quale, in autunno, “si può anche affrontare un discorso primarie“.

“Non partire dai nomi e discorso unitario sui temi”.

Tuttavia è prioritario che il Pd esista prima come partito, in maniera elettoralmente credibile. “Non vi consiglio di partire dai nomi, ma trovare un discorso unitario sui temi“, raccomanda Cafeo. Suggerendo che possano essere “porto, rigenerazione industriale e Gnl“. Sul quale è “decisamente favorevole per le opportunità che offre”. E anche perché “diventare il partito del no porta ad assottigliarsi sempre di più”. Su queste linee guida è disposto a metterci la faccia, “anche perché Augusta è particolarmente importante nel quadro provinciale”. Specialmente in questa congiuntura politica, dove i dem stanno arretrando su tutta la linea.

“Presenza settimanale” del deputato per dare aiuto.

Il deputato regionale scommette sulle chance del centrosinistra, che “per 10 anni ha governato questa città”. Un conteggio che tuttavia è per difetto. Dato che, fino all’arrivo dei 5 Stelle, la bilancia del bipolarismo ha pesato dalla parte mancina fin dagli anni Novanta. Perciò, chi già avuto a che fare una volta con la costellazione antiberlusconiana, può essere nuovamente avvicinato. E in questo, “se il Pd trova una comunità d’intenti posso essere d’aiuto”, aggiunge Cafeo. Che dichiara disponibilità a trasferire la sua segreteria politica in loco, e assicurare “presenza settimanale”.

Le sirene 5 Stelle per liste civiche d’appoggio tolte al Pd.

La presidente M5s del consiglio comunale, la cantante Sarah Marturana, offre un concerto. L’esibizione dal balcone di casa in via San Lorenzo, per la Festa della Musica 2019.
La campagna simpatia 5 Stelle e le casse piene del Comune: un viatico per un bis del 2015?

Su tutto però pesa il nodo della componente Bruno Marziano. Regolarmente invitata, né il capocorrente né i referenti locali si sono fatti vedere e sentire. Poco male, dato che comunque sono l’ossatura del civismo d’area. Il deputato regionale ci crede che un centrosinistra col Pd possa entrare in partita. “Anche perché il quadro locale è molto frammentato”. Fuori dai 5 Stelle, ovviamente. Che anzi, stanno prendendo contatti per liste civiche a supporto. Mentre la sindaca Cettina Di Pietro“da come si sta muovendo fa capire che si ripresenterà”. Anche perché, con quasi 30 milioni ancora intatti nelle casse del Comune, un’amministrazione “del fare” può farsi perdonare molto dei 4 anni precedenti.

Obiettivo: restituire al Pd la centralità perduta.

L’obiettivo politico di Cafeo e compagni sembra chiaro: fare del Pd la gamba portante di una coalizione molto allargata. Che in caso di vittoria lo rimetta al centro del gioco politico, in misura notevolmente superiore alla consistenza elettorale. Infatti è pur sempre un partito che ha una lunga storia di governo, rappresentanti in tutte le istituzioni elettiva da Strasburgo in giù, e proficue sinergie con organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Il civismo può funzionare per le urne comunali. Poi, se vogliono realmente contare qualcosa nelle stanze dei bottoni, i “civisti” dovranno bussare alle porte col logo dei democratici.

Grillini logorati e l’autogol del centrodestra coi veti.

E’ un ragionamento che poggia sulla debolezza degli altri. I grillini sono logorati dall’inconsistenza nei Palazzi. Mentre i tradizionali avversari del centrodestra si logorano nei veti incrociati. I sovranisti vecchia scuola missina, e i nuovi passeggeri del carro leghista, si sono recentemente seduti coi vecchi gattopardi di Berlusconi e satelliti per ricostruire un “Polo delle libertà”. Accessibile “solo a quelle liste civiche che si trovano a condividere un programma, in discontinuità con il passato e con il presente”. Tradotto dal politichese: Lega, Fdi, Fi e Udc dettano le regole, gli altri si accodano se vogliono. Il che costituisce il modo migliore per restare quelli che già sono.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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