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“Amo Augusta”, Timmoneri al centrodestra: noi ci siamo, e voi?

AUGUSTA – Quanti siano, non si sa. Chi sono, più o meno lo si intuisce. Cosa vogliano fare alla fine, è ancora un mistero. Benvenuti nel labirinto elettorale delle comunali 2020, in un paese che improvvisamente ha scoperto di più anime di centrodestra che elettori. L’ultimo vagito in un’area politica sempre più affollata, e altrettanto variegata, arriva dalla civica AmoAugusta. La lista messa in piedi da Andrea Timmoneri, reduce dalla cocente delusione con Forza italia, dopo due anni di incubazione ha messo fuori la testa il 28 febbraio. Con un comunicato in cui annuncia che “parte ufficialmente la sfida per rilanciare la città”. Se il Comune beneficerà di questo “rilancio”, si saprà a tempo debito. Ciò che nel frattempo viene rilanciata è la posta nel tavolo delle coalizioni in gestazione. Dove finora nessuno è andato a vedere le carte in mano al transfuga forzista, orfano del voltafaccia di Edy Bandiera appena messo piede all’assessorato regionale Agricoltura. Stanco di pacche sulle spalle rimaste senza alcuna stretta di mano, ha rotto gli indugi. Venendo fuori con un documento che, in controluce, si può leggere come una sorta di ultimatum: se non ci vuole nessuno andiamo con un nostro candidato sindaco, e sia quel che sia.

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“Stanchi di questa politica di bottega”.

Se è un bluff, una minaccia o una promessa, si vedrà. Intanto questo “gruppo di persone, liberi cittadini, giovani, imprenditori e professionisti impegnati costantemente nel territorio”, mettono in chiaro che “è nostra ferma intenzione proporci come volano di rilancio”. E quando si dicono “stanchi di questa politica di bottega che tutto fa tranne che occuparsi dei reali problemi di città, affrontandoli come se non gli appartenessero”, fanno trasparire tutta l’irritazione verso aspiranti sindacature ancora ferme alle discussioni di corridoio fra i “notabili” di sempre. “Ci proponiamo alle forze sane della città che vorranno far proprio il nostro progetto per il bene comune”, dichiara ufficialmente Timmoneri nel comunicato. Ufficiosamente, definisce AmoAugusta “una forza che si colloca al centro pronta a dialogare con tutti, 5 Stelle esclusi“. E’ una notizia, questa. Considerato che arriva da un giovane commerciante messosi in politica con Forza nuova, diventando poi artefice della ricostruzione di Fi ad Augusta.

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Forza italia e i paletti per far inciampare Fdi-Lega.

L’abbandono dell’appendice Destra nella deriva centrista del presidente di questa “associazione politico-culturale”, è certamente più tattica pre-elettorale che mutamento sostanziale di orientamento. Però è indicativa dello sbandamento che sta attraversando un’intera area moderata. Che non è ancora riuscita a imbastire alcuna alternativa concreta alla candidatura Peppe Di Mare, già lanciata da oltre un anno dalla federazione #perAugusta in totale autonomia. Nei giorni scorsi sembrava che Fratelli d’italia fosse riuscita a mettersi alla testa di una coalizione di centrodestra identitario, con tanto di simboli di partito da mettere accanto al nome del giovane dirigente nazionale Pietro Forestiere. Ma tutto sembra essersi arenato nelle frizioni con la Lega a livello regionale, e nel gioco ambiguo che stanno conducendo i forzisti in Sicilia. I paletti piantati dalla deputata berlusconiana Stefania Prestigiacomo, nonostante il flop della conta a Villa dei Cesari, hanno riportato indietro le lancette del pendolo proprio quando stava per rintoccare sull’accordo con l’Udc e gli ex leghisti di Noi per Augusta.

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Nicky Paci, solo voci o casus belli per il grande inciucio?

E così l’ultima novità spuntata in un calderone dove non si riesce a quagliare è Nicky Paci, aspirante sindaco sconfitto al ballottaggio 2015 e nel 2017 deputato regionale fino alla notte del riconteggio. L’eterno candidato a tutto, che garantisce un buon risultato comunque vada a finire nelle urne, sembrava che stavolta dovesse saltare il turno. Invece il suo nome è iniziato a girare come la pallina nella roulette ancora in moto vorticoso. E’ difficile capire se a lanciarla prima del le jeux sono faits sia stato il suo vecchio mentore Pippo Gianni. E’ risaputo che il sindaco di Priolo si sta adoperando per rimpolpare la candidatura del riesumato ex collega anni ’90, Pippo Gulino. Perciò fa sospettare il suo zampino, dietro il nome di Paci che inizia a vorticare in tutte le combinazioni: indicato da Fi alla bicicletta Fdi-Lega come scusa per sganciarsi; messo in mezzo dai meloniani come faro centrista per allargarsi oltre il sovranismo; usato dall’ex deputato priolese per sfasciare il centrodestra e costruire un grande inciucio a centro. Il nuovo oggetto del desiderio moderato, forse si farà sentire in settimana. Intanto lascia scorazzare in libertà ogni diceria. E già questo la dice lunga sul perché, in tutta questa confusione, AmoAugusta ha capito che “è il momento adatto per uscire allo scoperto e ufficializzare la nostra presenza alle amministrative del 24 maggio“. La prima “voce” è stata bandita, prima di San Giuseppe arriverà …e sù trì vùci?

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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