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Per un pugno d’appalti via le saline, ma la soprintendenza vincola Punta Cugno

AUGUSTA – “Le saline del Mulinello rappresentano ancora oggi per il territorio di Augusta un insieme paesaggistico e naturalistico di rilievo”.Più chiara di così, la Soprintendenza di Siracusa non può essere. Perciò ha domandato alla Regione “la dichiarazione di notevole interesse paesaggistico“.E ha dato a Italia Nostra le armi per chiedere di bloccare subito la cementificazione a Punta Cugno. Dove i nuovi piazzali portuali vanno a cancellare una zona che fa parte, a pieno titolo, “dell’ampio sistema di aree umide interessate da un largo flusso migratorio di uccelli che transitano fra l’Europa e l’Africa, tutt’ora presenti”.

La“proposta di tutela”adesso mette con le spalle al muro sia il Comune che l’Autorità di sistema portuale“Devono subito bloccare in autotutela il bando di gara per le nuove opere”, avverte Giuseppe Schermi. Lo fa il 9 aprile, nel corso della conferenza che ha riunito a San Biagio le associazioni impegnate a fare delle saline un sito Unesco battezzato “Parco dell’Hangar“. Il coordinatore regionale Diem25 quell’invito a fermare tutto lo aveva già rivolto il 4 aprile, nella stessa sala. Quando aveva svelato le cartografie allegate a un appalto approvato con un gioco di prestigio, dove la vasche coi migratori erano sparite. Salvo poi riapparire regolarmente, in una richiesta di finanziamento inoltrata al ministero dell’Ambiente.

Quando il consigliere comunale ex assessore al Porto parla nuovamente sulla vicenda, la lettera della Soprintendenza è da poche ore sul tavolo dell’Assessorato dei Beni culturali. Ma per il pubblico in sala non serve leggere il documento sul maxi-schermo. Basta loro guardare gli scatti di Augusta photo free lance, con la rara avifauna illustrata meticolosamente da Jessica Di Venuta. Basterebbero le appassionate descrizioni della presidente di Italia Nostra, per comprendere che “il nostro patrimonio non può essere assolutamente comprato“. Nemmeno per un pugno di appalti. “Non ha prezzo”,sottolinea la biologa.

Giuseppe Schermi, coordinatore regionale e consigliere comunale Diem25, ha trovato la documentazione della gara a Punta Cugno con le cartografie che hanno cancellato le saline.

Eppure si rischia di “svenderlo” più per un’ideale di sviluppo portuale, che per una vera prospettiva di sviluppo economico. La cementificazione delle saline Mulinello era “inserita nella scheda Grandi progetti dei finanziamenti Pon 2007-2013, recita una slide. Poi è “stata giudicata dalla Corte dei conti europea non più riammessa a finanziamento europeo”. In sostanza si perde un’importante zona umida senza motivo, almeno dicono a Bruxelles. Da lì soldi non ne arriveranno. Perchè tutto il progetto di ampliare Punta Cugno “appare sproporzionato, rispetto agli attuali e futuri flussi di traffico”. E’ sufficiente l’istantanea dei fenicotteri rosa nelle vasche, per porsi la domanda se vale la pena cancellare quel parco naturale. Se poi “ce lo chiede l’Europa” a cosa servano tutti quei piazzali, una domanda devono porsela nei Palazzi dove l’appalto può essere bloccato.

Coloro che attualmente reggono l’Autorità portuale e l’amministrazione comunale, quel progetto di cementificazione se lo sono trovato in eredità dai predecessori. Se non vogliono intestarsi anche i problemi di una gara basata su pareri di dubbia “aderenza” alla realtà, un passo devono farlo. Sia per la tutela della saline, che per l’autotutela delle proprie poltrone. Come l’Apf, pure l’Archeoclub di Augusta appoggiava il progetto di sito Unesco già prima. A maggior ragione adesso che la soprintendente Donatella Aprile segnala alla Regione come “si è altresì evidenziata la testimonianza di pre-esistenze architettoniche, nonché la probabile esistenza di testimonianze archeologiche preistoriche e di catacombe bizantine”. Quando faranno studi sul campo approfonditi, probabilmente verrà fuori un altro brandello importante di una storia millenaria.

Ma un pezzo della storia del territorio già c’è, ben evidente. E’ in quel rudere di casa salinara “che 100 fenicotteri rosa hanno occupato per nidificare; essendo in giovane età forse deporranno le uova“. Cioè significa che torneranno ad Augusta, forse per generazioni, nelle loro eterne migrazioni dall’Africa. Stupefacenti testimonial di un pianeta senza frontiere naturali. Italia Nostra conclude con uno scorcio delle saline Mulinello, a fare da sfondo a una frase di Cassiodoro. Per il senatore e letterato romano “non tutti, magari, brameranno l’oro: ma a nessuno, invece, dispiacerebbe di trovare il sale“. Lo scriveva nel V secolo. Oggi, 1.500 anni dopo, cosa si sta scrivendo per i posteri?

Jessica Di Venuta, presidente di Italia Nostra:“Uniamoci per amore di Augusta”. Ma in sala sono vuote le sedie riservate all’amministrazione comunale e al suo rappresentante nell’Adsp.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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