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Global sumud flotilla, sequestrato pure il pacifista di Barca nostra

AUGUSTA – C’è Simone Zambrin, “augustano di adozione”, fra i pacifisti sequestrati dalla marina israeliana al largo di Creta. L’attivista, che alla commemorazione di Barca nostra ha portato la testimonianza solidale della flottiglia in partenza per Gaza, è stato a lungo ospite dell’associazione augustana Piano Terra mentre curava con loro la logistica della spedizione con gli aiuti umanitari. E ora la preoccupazione per la sorte degli equipaggi catturati ha una sfumatura umana più intima. “Siamo diventati buoni amici in questi giorni, come pure con tanti altri, e me lo aspettavo ovviamente. Ma sono ancora scioccato dal modo allucinante con cui è avvenuto”, racconta il presidente Andrea Tringali. Mentre la onlus si mobilita insieme agli equipaggi di terra  di tutta la provincia, per un presidio permanente davanti la prefettura di Siracusa, il centrosinistra della città si mobilita. Il Partito democratico ha chiesto subito di intitolare alla Global Sumud Flotillail belvedere affacciato sul golfo Xifonio, da dove sono salpati anche per la seconda spedizione. Perché quello spazio recentemente riqualificato resti “luogo di esempio”, testimonianza perenne di quella pace disarmante e disarmataauspicata da papa Leone XIV. “Facendosi interprete del comune sentire di questa città di mare, crocevia di popoli”, il gruppo consiliare Pd ha presentato una mozione urgente per dedicargli la nuova piazza alla Badiazza

Pd Augusta: un’idea e una comunità non si sequestrano e l’equipaggio non si abbandona.

E’ una risposta istituzionalmente forte, quella che chiedono i dem anche all’amministrazione comunale di centrodestra. Tenutasi alla larga dalla flottiglia attraccata nel porticciolo turistico del centro storico, ma visitata da parlamentari di tutta Italia e reporter di tutta Europa. “Il sequestro di 22 imbarcazioni e 175 attiviste e attivisti in acque internazionali, partite dal nostro porto, è un fatto grave che non può passare sotto silenzio ma deve essere considerato per quello che é: un atto di pirateria vero e proprio”. La nota social della segreteria cittadina retta da Fiorindo Passanisi, arrivata già poche ore dopo la notizia dell’abbordaggio a mano armata, puntualizza che “non è solo una questione politica: è una questione di rispetto, di trasparenza e di responsabilità verso un intero territorio”. Avvertendo che “noi siamo parte di quell’equipaggio. Anche se restiamo a terra, siamo presenti, vigili e determinati. Perché un’idea, una comunità non si fermano con un sequestro. L’intervento conclude dicendo che “continueremo a far sentire la nostra voce come equipaggio di terra e come partito. Continueremo a esserci. Perché l’equipaggio non si abbandona.

Mozione consiliare dem per dedicare alla Global Sumud il nuovo belvedere della Badiazza.

ai lati Milena Contento e Giancarlo Triberio con Arturo Scotto e Laura Boldrini.

Il Pd di Augusta non si ferma all’indignazione per l’assalto israeliano ai velieri “concittadini d’elezione”, nonostante veleggiassero pacificamente nella parte del Mediterraneo sotto la competenza marittima dell’Unione europea. Oltre la solidarietà della segreteria cittadina ai pacifisti, aggrediti mitra alla mano vicino la Grecia, si muove subito per far dare alle istituzioni della città l’unica risposta possibile di loro competenza: dedicare alla Global sumud un “luogo di particolare valore paesaggistico, storico e simbolico per la comunità locale”. I consiglieri Giancarlo Triberio e Milena Contento evidenziando nella mozione che“l’intitolazione di spazi pubblici costituisce un importante strumento per tramandare valori, memoria e impegno civile alle future generazioni”. E quindi “dedicare il belvedere della Badiazza alla flotta Sumud, termine che richiama il concetto di perseveranza e resistenza non violenta, rappresenta un gesto significativo di adesione ai principi di solidarietà internazionale, dialogo e rispetto dei diritti fondamentali. Rafforzando così“il ruolo del Comune quale promotore di valori civici e culturali condivisi”, quali sono“i valori universali che promuovono pace, dignità e giustizia tra i popoli”.

Triberio e Contento: targa commemorativa dove tanti augustani hanno salutato flottiglia.

sopra e sotto, partenza della Global Sumud Flotilla.
copertina: Simone Zambrin davanti Barca nostra.

Fra le tante epigrafi che l’amministrazione guidata dalla Destra ha disseminato su ogni muro disponibile, principalmente per celebrare fatti e protagonisti dell’ultima guerra, il Pd dice che almeno in una ha il dovere di ricordare le centinaia di pacifisti arrivati in città da tutto il mondo, non per turismo nautico ma per portare solidarietà concreta alle popolazioni vittime dei governi guerrafondai. “Proprio il belvedere Badiazza è stato punto di incontro di numerosi cittadini che hanno salutato la partenza delle imbarcazioni attraccate nel porto Xifonio”, ricordano Triberio e Contento, chiedendo anche“l’apposizione di un’apposita targa commemorativa con una breve descrizione del significato dell’intitolazione”. La mozione in sostanza vuole che si dia dignità toponomastica pure all’altra Augusta, quella che in una divisa militare vede uomini a difesa dello Stato, e non uno strumento di nazionalismo muscolare. Cioè a quella parte di augustani che non insultano sui social il look naif dei giovani equipaggi, ma piuttosto ne ammirano il forte idealismo nell’affrontare a mani nude la nuova banalità del male, trasformando i loro corpi in una potente arma contro la prepotenza, come già fecero prima di loro Gandhi e Mandela. Chi ha formato la propria coscienza politica e sociale sul ’68 del Maggio francese, comprende; per gli altri c’è sempre Wikipedia.

Zambrin davanti Barca nostra: salpiamo per Palestina ma potremmo partire per altri martoriati.

Andrea Tringali.

Ma sono comunque tanti i millennial, in quella parte di città che vede Barca nostra come il memoriale di una tragedia che interroga le coscienze, e non come un ingombrante relitto di migranti illegali. Zambrin c’era insieme a tanti altri marinai della pace, quando il Comitato 19 Aprile ha commemorato i mille migranti morti in quel tragico naufragio del motopesca eritreo Benedetto da Allah”, partito dalla Libia. “Salpiamo per la Palestina ma potremmo partire per tanti altri territori martoriati”, ha detto al microfono in quell’occasione, mentre alcuni attivisti in kefiah bianconera s’incaricavano di tradurre in inglese per i pacifisti stranieri presenti. Dopo quel momento di raccoglimento, si sono spostati in piazza Duomo per “incontrare la città”. E salutarla tutti insieme con un Bella ciao finale, diventata canzone simbolo di ogni forma di resistenza, cantata alternando strofe in italiano e in palestinese. “Oltre ad essere una città che accoglie una importante base delle Forze armate, questa sia anche la città che accoglie la flotta disarmata come esempio di fratellanza fra i popoli”, scrivono Triberio e Contento nella loro mozione. Augusta, infatti, è un presidio importante della Nato per il controllo del Mediterraneo centrale. E insieme Sigonella è giocoforza coinvolta nelle guerre di aggressione in Medio oriente, scatenate da altri. Per questo la base della Global sumud nello Xifonio ha un ruolo fortemente simbolico, per la città che ospita Barca nostra, perché la rende protagonista internazionale anche nei diritti umani.

Raul Laguna Bosch, un Che Guevara disarmato per la “solidarietà dove c’è fame e oppressione”.

Raul Laguna Bosch

Non è retorica, né semplice campagna elettorale, l’accenno alla compenetrazione degli equipaggi nel tessuto cittadino, fatto nella mozione dei consiglieri Pd. Tringali racconta infatti che “li abbiamo visti arrivare uno a uno, e li conosciamo personalmente quasi tutti, soprattutto nelle barche italiane”. Ora fra i sequestrati “ci sono alcune delle persone più care”, che magari molti hanno incrociato per le strade cittadine durante le settimane di preparazione, fermandoli per chiedere della missione. Fra loro pure un medico argentino, Raul Laguna Bosch.  L’intervista video allegata a questo articolo, rilasciata al volo mentre si prepara a imbarcarsi per la partenza, è un manifesto che nessun hater potrà imbrattare senza sporcarsi. Come Che Guevara a suo tempo, ha lasciato un remunerativo lavoro a Buenos Aires per seguire un ideale. La differenza col connazionale, simbolo universale di rivolta contro l’ingiustizia sociale, è che il porteño contemporaneo imbraccia lo stetoscopio. Anche se lo scopo è identico a quello di allora: portare la “rivoluzione della solidarietà” dovunque “c’è fame e oppressione

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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