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Marco Falcone: sì a Di Mare sindaco ma per ora niente Forza italia

AUGUSTA – Negando il simbolo, Fratelli d’italia di fatto non lo vuole: per Giuseppe Di Mare c’è un futuro in Forza italia? “Non è vero che Fdi non lo vuole: c’è un dibattito interno. Alcuni sono d’accordo, alcuni hanno qualche perplessità, come succede nella dialettica di molti partiti. Alla fine sono convinto che questa coalizione convincerà anche alcuni perplessi; ci ritroveremo tutti insieme, sarà un ottimo sindaco”. Ai più maligni, la risposta di Marco Falcone può suonare come un elegante “se lo possono tenere”. Ai meno maliziosi, invece, sembra semplicemente svicolare sul nodo centrale di questa campagna elettorale: chi adotterà la sindacatura ex meloniana, misteriosamente lasciata orfana direttamente da Roma? L’eurodeputato è arrivato il 2 maggio all’hotel Villa dei Cesari, per dare il viatico a una lista per le comunali “con ben 6 avvocati”. E certo non si aspettava che un cronista sollevasse proprio quel tema, dopo mezza mattinata passata ad ascoltare il futuro radioso di un bis del centrodestra. Così  dribbla la questione, anche quando si fa notare come quella risposta fa sembrare che i berlusconiani non siano interessati all’adozione. “Guardiamo con grande attenzione ma non siamo in campagna acquisti, siamo per dare un governo stabile ad Augusta. Quello che vorrà fare dopo, ne riparleremo poi. Certamente da noi ha ampia, ampissima considerazione”, replica il più accreditato concorrente interno a Renato Schifani, per la prossima presidenza della Regione. Quindi tutto rimandato al 2027, quando arriverà l’ora della conta per le regionali

L’eurodeputato su Comune e Regione: Fi non guarda alla persona ma al progetto di centrodestra.

Marco Falcone.
copertina, l’eurodeputato con Paolo Amato, Daniela Ternullo e Alessandro Ambrosio.

“Credo che Forza italia non guardi alla persona, ma guardi al progetto di centrodestra che vogliamo mettere in campo per la crescita della nostra Sicilia”, dice Falcone nell’intervista a fine lavori. Avvertendo che la partita per il nuovo governatore verra giocata fuori casa, in un campo più grande. “Lo facciamo assieme ai nostri leader Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Maurizio Lupi; cioè a quei quattro che compongono in coerenza la nostra alleanza nazionale, ma anche siciliana”. Il coordinatore cittadino, Paolo Amato, nel suo intervento aveva sottolineato come in Europa si fossero conquistati due seggi nel collegio, “un risultato straordinario quando tutti ce ne davano uno solo”. Ma in quel successo c’é pure la firma del leader autonomista Raffaele Lombardo, che aveva siglato un accordo elettorale coi forzisti. Quando lo si fa osservare all’eurodeputato, la replica è uno slalom. “Abbiamo fatto questa grande coalizione riuscendo ad aggregare forze di centrodestra, anche laiche, anche civiche come il Movimento per l’autonomia, ma non solo il Mpa, nello spirito liberale di Berlusconi, che era un grande assertore del concetto di aggregazione inclusivo”. 

Da aspirante governatore un messaggio agli autonomisti: Dell’Utri sottosegretario è emblematico.

Dall’europarlamentare forzista, già assessore regionale, arriva infine un messaggio per gli addetti ai lavori. Soprattutto per quelli che s’interrogano se la Grande sicilia di Peppe Carta tiene in ostaggio il Di Mare bis. “Siamo insieme a livello regionale, vogliamo continuare sia a livello nazionale che europeo, e oggi la nomina di Massimo Dell’Utri a sottosegretario di Stato rappresenta un fatto emblematico che il progetto continua non solo in Europa, ma anche in Italia”. Quei moderati fanno comodo, se il vento cambia per la Destra di Meloni e Salvini, e i centristi di governo guardano all’altra sponda per restarci pure quando tira da Sinistra. “Forza italia non è un ago della bilancia, è una pietra angolarereplica Falcone. Non siamo ondivaghi, noi stiamo nel centrodestra e quando ci sono stati dei timori, siamo stati punto di riferimento certo: lo facciamo in Italia, lo facciamo in Sicilia, ma lo facciamo anche in Europa, laddove la delegazione all’interno del Ppe rappresenta una certezza”. Queste certezze le trasferisce pari pari sull’appoggio al primo cittadino uscente. “E’ una scelta di coerenza, e se vogliamo è una scelta di campo. Abbiamo sempre detto che Giuseppe, pur non essendo stato sostenuto ufficialmente da Fi la volta scorsa, ha fatto bene. Lo abbiamo verificato, lo abbiamo monitorato, lo abbiamo accompagnato istituzionalmente. Oggi coerentemente lo sosteniamo, ma sosteniamo anche l’intero progetto”. Cioè “Peppe” si, ma vincolato da accordi ferrei. Per sottoscrivere questo contratto con gli augustani intestato a Di Mare, è arrivata come garante pure la vicecapogruppo al Senato, Daniela Ternullo.

Il sindaco apre e chiude i lavori forzisti: abbiamo speso ogni centesimo dei 30 milioni dal Pnrr.

a sinistra, Giuseppe Di Mare.

Nell’invito alla presentazione dei candidati di Forza italia – inedito per una conferenza stampa” – erano annunciati ospiti a sorpresa”.  Chi sospettava fossero le veline disoccupate da Striscia la notizia,  visto il contesto orgogliosamente “berlusconiano”, è rimasto deluso. Quasi quanto chi si aspettava il nuovo segretario regionale, Nino Minardo. Quasi inosservate invece le assenze del deputato regionale Riccardo Gennuso, e del coordinatore provinciale Corrado Bonfanti. L’assessora uscente Rosellina Greco, e il subentrante designato Alessandro Ambrosio, siedono ai margini di un tavolo ornato dai manifesti forzisti. Colpisce quello col collage dei santini elettorali, a metà fra l’album delle figurine Panini e il depliant dei sotto-prezzo nei supermercati, anche se l’idea è quella di mostrare una squadra compatta dove “uno vale uno”. D’altronde, rivendica Amato senior riecheggiando il mister Smith di Pulp fiction, “noi i problemi li risolviamo perché abbiamo uomini e donne al posto giusto”. Di Mare apre gli interventi parlando di “lavoro da continuare insieme”, ricordando che “la partita elettorale inizia zero a zero”. Poi si allontana per presenziare a un’iniziativa elettorale parallela. Torna in tempo per fare anche il discorso finale, dove rivendica di “aver speso ogni centesimo dei 30 milioni di fondi Pnrr”, rivelando di aver avuto accanto “la presenza costante e silenziosa di Paolo Amato”. Il quale tanto silenzioso non deve essere stato, visto che nel suo intervento ricorda ironicamente “la felice idea della governance Adsp di monopolizzare i servizi portuali. Della maggioranza, solo Forza italia ha combattuto il tentativo. A Catania per fortuna c’è stato un consiglio più sveglio e attento, e il monopolio dei palermitani non è andato in porto”. Un promemoria particolarmente caustico, visto che il primo cittadino aveva appoggiato l’operazione, che beneficiava le aziende di famiglia della vicesindaca.  

“Fi unico partito nazionale nella coalizione, nelle civiche il giorno dopo non ti conoscono più”.

L’ex consigliere forzista Enzo Canigiula.

Con la Lega che si nasconde in una formazione civica, e i Fratelli d’italia orfani del simbolo che si rifugiano in un ermetico logo col cuore, Forza italia resta l’unico partito nazionale che ci mette faccia e grafica. Non è una concessione da poco.  “Ho fatto parte di liste civiche, il giorno dopo non si conosce più nessuno”, esordisce il capogruppo consiliare, Corrado Amato. Che evidenzia:“Abbiamo una lista di 24 candidati, e a differenza di tanti altri ci stiamo presentando tutti insieme, nessuna presentazione solitaria. Non abbiamo candidati di cui vergognarci, non abbiamo candidati nascosti, non abbiamo riempi-lista da zero voti”. La bacchettata sembra rivolta più agli alleati, che al Campo largo dello striminzito terzetto PdAvs5s a sostegno di Salvo Pancari, o alla solitaria Coraggio e libertà dell’outsider Concetto Cacciaguerra. Infatti 4 civiche nuove di zecca sono direttamente collegate al sindaco, mentre come associate ci sono la leghista Insieme e l’intramontabile Augusta2020. Con Di Mare pure la super-lista degli autonomisti, che punta al possibile primato delle preferenze, ma intanto conquista quello di essere la più imbottita di consiglieri uscenti

Amato ai colleghi consiglieri di maggioranza: indegni del ruolo, spero di non rivedere i tre quarti.

Corrado Amato

Sui colleghi di maggioranza Amato junior ha opinioni tranchant, ovunque siano ospitati, come pure sul metodo amministrativo:“Dopo due anni e mezzo, abbiamo visto che tutto sommato questo sindaco ha saputo risvegliare la città, è diventata un paese normale. Non siamo arrivati a livelli clamorosi, siamo arrivati a livello normale: ci sono di nuovo le feste del patrono, le strade sono state asfaltate, cose normali che in una città normale non dovrebbero fare notizia. Però anche la normalità ad Augusta è diventata una notizia. All’ultima seduta consiliare di una settimana fa, senza peli sulla lingua ho detto ai presenti di ‘augurarmi di non vedere più qua dentro tre quarti di voi’. Perché ritengo che non siano stati all’altezza del loro ruolo di consiglieri. Perché il consiglio comunale non ha mai sostenuto unitariamente un progetto, ci siamo semplicemente limitati a ratificare le iniziative del sindaco, e questo non è il ruolo del consiglio. Con i 4 consiglieri che ci auguriamo di eleggere, riusciremo a indirizzare l’amministrazione anche a iniziative come le Zone franche doganali, per fare un esempio. Perché sono tutti bravi a spendere i soldi pubblici (veramente quelli di prima non erano bravi nemmeno a fare questo): abbiamo avuto i cantanti, abbiamo avuto gli investimenti. Ma noi abbiamo elaborato anche idee per portare investimenti da fuori. Perché se mi dai 20 mila euro, sai come sono bravo a fare feste e altre cose, ma fare entrare i soldi a casa non è facile. Abbiamo iniziative per fare in modo che venga il lavoro, cose essenziali. Nei prossimi 5 anni l’amministrazione, in cui mi auguro saremo protagonisti, dovrà arrivare a un livello più alto”. Se non fosse la sbobinatura di una registrazione live, verrebbe il dubbio di un audio fake confezionato con l’Intelligenza artificiale.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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