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Augusta “porto sensibile”: silenzi pure su flotta umanitaria per Gaza

Ultimo aggiornamento domenica, 9 Novembre, 2025   20:00

AUGUSTA – E Augusta si scoprì porto sensibile“. Ci voleva la tragedia umanitaria a Gaza, e la coraggiosa flotta umanitaria messa in mare dai pacifisti di tutta Europa, per far emergere ciò che molti immaginavano già dal sisma del 1990: tutto quanto accade intorno il porto megarese deve restare avvolto dal silenzio. E’ successo anche con la Global sumud flotilla“, che per la vetrina dei media nazionali fa base a Siracusa e Catania, prima della traversata verso Israele insieme alle imbarcazioni partite da Barcellona. Ma in realtà le barche a vela da diporto, col loro carico di viveri e medicinali destinati ai gazawi, sono all’ormeggio nel golfo Xifonio. Ed esattamente in quel porticciolo turistico privato, realizzato sulle coste del centro storico, che già ospita da tempo alcune navi delle Ong usate per il salvataggio dei migranti

Catania e Siracusa solo vetrine per i media, la base logistica è nel porticciolo dello Xifonio.

sopra: la flotta umanitaria a Siracusa e, in copertina, all’ormeggio nel porto Xifonio di Augusta

A rivelare che la vera base della flotta Sumud sta nelle acque augustane è stato il giornale La Sicilia, in un reportage uscito il giorno dopo le grandi manifestazioni di solidarietà, tenute il 3 settembre intorno le banchine catanesi e siracusane. In effetti il referente per la logistica locale del naviglio “armato” con antibiotici e sacchi di farina, Andrea Tringali, era stato ringraziato sul palco allestito alla Marina del capoluogo di provincia. Rendendosi pure autore di un applaudito intervento sulle enormi difficoltà affrontate, per schivare le trappole burocratiche che incontrano sempre le iniziative sgradite ai governi. Contattato per dettagli sulla rivelazione del quotidiano, il presidente della onlus Piano terra però ha risposto con un “no comment”, giustificato appunto con la riservatezza imposta per questo scalo navale. 

Pacifisti obbligati alla riservatezza sull’ormeggio in acque megaresi: un segreto di Pulcinella.

Andrea Tringali.

Ma che tipo di “sensibilità” impone la riservatezza governativa ad attivisti sotto i riflettori di tutti i media, e così tosti da ignorare finanche le minacce di pugno duro arrivate dal governo israeliano? Perché Augusta non è certo base Nato da poco tempo, così come le imponenti strutture della Marina italiana non sono occultate nemmeno da Google maps. E quindi, “porto sensibile” per cosa? Se persino il deputato di Avs, Angelo Bonelli, ha rivelato alle agenzia stampa la presenza nella vicina Sigonella di tre ricognitori militari con la stella di David? I pacifisti si sono imposti la regola ferrea di restare ben all’interno della cornice legale, per non dare appigli alla repressione dell’azione dissidente travestita da rispetto della “legalità“.

“Protocollo silenzio”: augustani tenuti all’oscuro persino su un’iniziativa pacifista e umanitaria.

sopra e sotto, gli stand del Comune di Siracusa a sostegno delal Global sumud flotilla.

Paradossalmente, la “obbedienza strategica” dei disobbedienti politici ha fatto emergere quanto evidentemente doveva essere taciuto alla pubblica opinione. E soprattutto alla popolazione augustana, ormai assuefatta a conoscere i rischi corsi solo quando gli eventi disastrosi accadono, riempiendo le reti sociali molto prima e più diffusamente delle versioni ufficiali. “Io mi fido delle istituzioni e se qualcuno non si fida lo dica chiaramente”, ha sempre risposto il sindaco Giuseppe Di Mare, ai chiarimenti chiesti dall’opposizione sulle evidenti lacune nelle comunicazioni di protezione civile. Ma forse è arrivato il momento che il massimo rappresentante istituzionale della “Città” non accordi la sua fiducia in bianco.

il 6 settembre manifestazione della Cgil sotto la prefettura per sostenere la Global sumud flotilla.

Le bellezze barocche di Catania e Siracusa, comunque, meglio delle raffinerie hanno fatto da sfondo alle manifestazioni di sostegno per la spedizione di soccorso. La quale, oltre alla celebre ambientalista svedese Greta Thumberg e alla “mitica” sindaca catalana Ada Colau, imbarca pure quattro parlamentari italiani. Ma la politica più sensibile a non girarsi dall’altra parte di fronte alla tragedia umanitaria in corso in Palestina, dove si vuole far spazio alla speculazione edilizia della Trump Riviera” bombardando e affamando la popolazione sopravvissuta, si è solo accodata a un’azione “partita dal basso”. Durante la manifestazione siracusana è stato sottolineato a più riprese che, “dove non arrivano i governi, possono i popoli“. E con loro qualche sindacato che ancora li rappresenta. Il 6 settembre “la Cgil chiama alla mobilitazione per chiedere la fine del massacro in corso a Gaza”. 

Nicita: se a Gaza non si vuole la fame perché minacciare di arresto come terroristi chi porta cibo?

Roberto Alosi e Antonio Nicita.

Un comunicato della federazione di Siracusa fa sapere che sabato prossimo, “a partire dalle 9,30, davanti alla prefettura le forze democratiche si ritroveranno per dire basta alla violenza che sta colpendo donne e bambini”. Il segretario provinciale, Roberto Alosi, spiega che “non possiamo rimanere spettatori di fronte a una tragedia umanitaria senza precedenti. È nostro dovere dare voce a chi non ce l’ha, e chiedere alle istituzioni nazionali e internazionali di fermare la spirale di violenza, aprire corridoi umanitari e tutelare i diritti del popolo palestinese”. Il senatore Antonio Nicita, è sulla stessa lunghezza d’onda. “Se non c’è fame deliberata per i gazawi allora perché fermare e trattare da terroristi chi porta cibo, come minaccia un ministro del governo Netanyahu“, dice il parlamentare Pd arrivato al molo siracusano per dare sostegno.

Suppo: il consiglio unanime ha chiesto di esporre un sudario per Gaza ma non è stato fatto.

Roberta Suppo.

Il sindaco del capoluogo, Francesco Italia, e quello di Solarino, Tiziano Spada, arrivano con la fascia tricolore per salutare le barche temporaneamente spostatesi a Siracusa. Una sensibilità che non ha sfiorato il loro collega Di Mare, che di fatto ospita la Sumud flotilla lontano dalle telecamere. “Eppure il consiglio comunale alla fine ha approvato all’unanimità la nostra mozione di esporre negli edifici pubblici un lenzuolo bianco, come un sudario per Gaza“, dice la capogruppo pentastellata Roberta Suppo. La consigliera augustana ora chiede “un gesto concreto, considerato che persino Morgan lo ha sollecitato alla nostra amministrazione, quando è stato chiamato a esibirsi per un premio di poesia“. La richiesta di “maggiore concretezza” non risparmia comunque nemmeno gli amministratori presenti con la fascia con lo stemma della Repubblica. 

Cuda, Comitato per la Palestina: bene il sostegno ma da sindaci aspettiamo passi concreti.

Saro Cuda.

Saro Cuda, del Comitato siracusano per la Palestina, dice che “servono altri passi concreti anche da chi riceve a Palazzo la spedizione umanitaria“. Il pacifista è arrivato da Avola nel capoluogo, “perché è importante farsi sentire”. Specialmente per chi vive dove ci sono consolidate amministrazioni populiste, pervasive in ogni ambito della vita sociale, che hanno soffocato ogni forma di impegno civile che non sia funzionale alle loro logiche di potere. Il comune avolese sperimenta da più tempo la formula, quello augustano si sta attrezzando di recente. Così, nella città megarese, riescono a trovare ancora spazio e riconoscimento pubblico attivisti controcorrente come Tringali, apertamente ringraziato per il difficile impegno logistico dai portavoce della Global sumud flotilla

Standing ovation per il cunto di Alessio Di Modica: libertà di un popolo è anche la nostra libertà.

Alessio Di Modica.

Così come riescono a trovare “ingaggio” (gratuito per tutte le iniziative pro-Gaza) voci fuori dal coro degli artisti “sponsorizzati”, come quella di Alessio Di Modica. All’attore di Augusta che sui palcoscenici europei ha portato con successo l’antica arte siciliana del cunto, e che l’11 settembre si esibirà nell’Estate romana con un recital sul poeta Victor Jara assassinato dopo il golpe militare in Cile, é stata lasciata la chiusura artistica di una manifestazione siracusana piena di musicisti impegnati. Alla performance, resa più impegnativa dall’arrivo diretto dall’aeroporto dopo lunghe ore di volo da Taiwan, è seguito un discorso cuore in mano accolto da una commossa ovazione:“Siamo qui, gente libera, perché la libertà di un popolo, la libertà di tutti i popoli, è anche la nostra libertà“.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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