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Augusta, Carrubba fa lo sgambetto al Pd: incapaci pure d’un comunicato

AUGUSTA – “Dove eravamo rimasti”. Massimo Carrubba potrebbe farsi prestare le parole da Enzo Tortora, anche se la sua assoluzione non ha corretto un clamoroso errore giudiziario ma lo ha soltanto evitato. Il senso di quella frase celebre però c’è tutto nel post con cui l’ex sindaco di Augusta, il 19 settembre, ha rotto il silenzio social sul suo futuro politico. Perché l’ex imputato per un inquinamento mafioso nella sua amministrazione risultato inesistente, riprende da dove è stato costretto a lasciare 7 anni fa. E per il mondo politico arriva il momento di fare i conti con un ritorno che imbarazza alcuni e fa sperare altri, ma costringe tutti a rifare i conti. Torna sulla scena ma, dichiara, “senza ricandidarmi a Palazzo di città: vorrei solo essere partecipe alle comunali 2020 con un mio modesto contributo”.

“Nel centrosinistra ma mai con questo Pd di Augusta”.

La casa è quella dove è cresciuto. “Il mio cuore batte per il centrosinistra“, scrive nel post. Tuttavia aggiunge un “mai con questo Pd di Augusta“, che si abbatte come un maglio. Il protagonista dell’ultima vittoria dei Democratici, li pone a un bivio: rifondersi da zero per stare in una coalizione alternativa a sovranisti e grillini, o esiliarsi nell’irrilevanza di un patto leonino coi 5 Stelle. Carrubba, dopo aver attraversato il deserto dei tartari, non fa sconti. Il suo è un atto d’accusa politico e personale allo stesso tempo. A un partito “che nel 2012 ho lasciato somigliante a un campo di guerra, con fazioni che si facevano la guerra manco nella Beirut degli Hezbollah. E ritrovo oggi con gli stessi individui l’uno contro l’altro armati, condannando quell’area politica a perdere il ruolo centrale”.

Mafia inventata, “mai avrei pensato Pd stesse zitto”.

La cancellazione del marchio infamante di “Comune mafioso” è stata accompagnata da un diluvio di messaggi di sollievo, anche dai vecchi oppositori più tenaci. “Tali manifestazioni di affetto da un lato mi hanno fatto davvero molto piacere, dall’altro però mi hanno permesso di ascoltare silenzi assordanti“. Sono quelli della politica organizzata. “Che ad Augusta, nessun movimento o partito abbia proferito parola, era anche prevedibile. Mai avrei però pensato che anche il Partito democratico stesse zitto“.

“Non so chi sia dirigenza Pd e non m’interessa saperlo”.

Giovanni Santanello

L’affondo di Carrubba punta dritto al cuore. “Non so (e nemmeno mi interessa saperlo) chi sia il suo gruppo dirigente e chi ne regga il timone. A me basta la partecipazione ingombrante alle riunioni dell’ex segretario ed ex assessore Giovanni Santanello per farmi una idea. Mi illudevo che – in presenza di sentenze di piena assoluzione emesse dai tribunali – questo ‘gruppo dirigente’ avesse gli attributi per difendere non me, ma il partito tutto dagli ingiusti e violenti attacchi subiti negli ultimi 10 anni. Mi illudevo che questi soggetti (non tutti chiaramente) avessero la dignità di rivalutare una esperienza amministrativa cristallina, di cui sono stati nel passato parte attiva e attori protagonisti“. Invece nulla, salvo alcuni scontati post su Facebook che in politica lasciano il tempo che trovano.

La foto con Stella e il “finanziamento” a CambiAugusta.

Quando Carrubba pubblica questo “j’accuse” contro i suoi vecchi compagni di strada, da un giorno è in circolazione sui social una sua foto insieme a Marco Stella. L’immagine immortala l’ex sindaco che consegna all’ex leader dell’opposizione le monetine per “Ape Car“, l’iniziativa per l’autofinanziamento di CambiAugusta. L’associazione politica ha germinato le liste Destinazione futuro e “100 per Augusta“, a sostegno della candidatura a sindaco del consigliere Peppe Di Mare. Che sarà il protagonista della tre giorni Ricostruiamola 5.0, in programma all’antico mercato dal 20 al 22 settembre. Durante la conferenza stampa di presentazione, il 18 settembre, non c’è nessuna difficoltà ad ammettere che la quinta edizione consecutiva della manifestazione è la pista di decollo per la competizione elettorale.

“Percorso verso futuro…”.”Solo un’analisi del quadro”.

“La sua ritrovata serenità ha ridato dignità e orgoglio alla nostra Augusta”, scrive Stella a commento della foto con Carrubba. Aggiungendo che “esperienza, amore, passione e capacità accomunano il nostro percorso verso il futuro…”. Sono gli allusivi puntini di sospensione, che hanno subito fatto sospettare un colpo di scena: dove i vecchi avversari sopravvissuti alla “famigerata” Relazione d’accesso, siglavano un’intesa per puntare sul nuovo purosangue della scuderia moderata. Un “fumus” che l’esperto Stella, a margine della conferenza stampa, astutamente alimenta: “Quello con Carrubba è stato un incontro politico, nell’ottica delle interlocuzioni che la federazione #perAugusta ha avviato a 360 gradi”.  L’ex sindaco, 24 ore dopo, mette un freno. “Effettivamente è stato pure un incontro politico, dove si è fatta l’analisi del quadro attuale. Anche se sono avanti nella campagna, con una struttura organizzata e rodata, ci siamo limitati a una diagnosi della situazione. Ma non abbiamo individuato una terapia comune, il mio campo resta quello del centrosinistra da cui provengo”.

Massimo Carrubba con Marco Stella, un post molto “suggestivo”.

“Centrosinistra annaspa su candidato, sono in difficoltà”.

Facile a dirsi il “no” a un Di Mare inclusivo che si è spostato verso il centro, ma più complicata a farsi un’alternativa concorrenziale. “Mi sono reso conto che il Centrosinistra annaspa nel trovare questo candidato; mi trovo in difficoltà”, ammette Carrubba. Sui nomi in campo si riserva di essere più preciso nella conferenza stampa che terrà prossimamente. Quando le tante telefonate arrivate da Siracusa lasceranno il carattere personale, per assumere la veste di ambascerie di partito. E pure sulla figura “ideale” dell’aspirante sindaco, si tiene sulle sue. “Bisogna valutare i pro e i contro. Un volto nuovo ha un appeal maggiore, ma poi paga lo scotto del rodaggio nel capire la complessità della macchina amministrativa. Un viso politicamente conosciuto potrebbe aiutare a far ripartire subito il Comune”.

Nessun sindaco solista, in giunta “esperienze coalizione”.

In ogni caso, sottolinea l’ex sindaco, “chiunque sia sarà affiancato dalle esperienze reperibili nella coalizione“. Niente prime donne, quindi, ma collegialità. Che poi, è il ragionamento di fondo, costituisce l’handicap maggiore della giunta 5 Stelle. L’amministrazione Cettina Di Pietro ha mostrato come il “nuovo” senza esperienza diventa devastante per un Comune, quando tutti i vertici sono composti da dilettanti allo sbaraglio. Il giudizio sui grillini è tranchant anche per la loro propaganda che punta sulla “mafia ad ogni costo”.

“Silenzio nervoso dei 5 Stelle pure su sistema Amara”.

“Che la sindaca e la sua ormai residua corte di ammiratori, compreso un inutile senatore (Pino Pisani, ndr) – dopo avere costruito le loro carriere politiche sulle mie vicende – non si degnassero di una sola parola, era scontato”, ammette Carrubba nel suo post. Ma poi considera sibillino che “d’altronde sono gli stessi che in questi anni si sono guardati bene persino dal prendere posizione sulla vicenda ‘sistema Amara‘, che proprio dalla nostra città ha tratto origine! Il silenzio imbarazzato e nervoso del Palazzo di città dunque ci sta tutto e poco importa”. Magari importerà di più quando verranno depositate le motivazioni della sentenza. E su quali prove i giudici hanno smontato il teorema delle infiltrazioni mafiose nel Comune poi “salvato” dal M5s.

“Renzi? Partito strutturato è meglio in quadro difficile”.

Il tribunale di primo grado si è preso 3 mesi per depositare i dettagli dell’assoluzione perché il fatto non sussiste. Ne hanno molti meno a disposizione, quanti aspirano alla stanza dei bottoni nel Municipio. Se “la Destra storica è tutta con Stella“, pur imbarcando nei 100 per Augusta “figure significative già vicine al centrosinistra”, il grosso di quest’ultima area non “riuscirà mai a riconoscersi” nella proposta Di Mare. Ma il Pd non è capace di abbozzare nemmeno un comunicato di prammatica, figurarsi fare motore alla coalizione. Italia viva di Matteo Renzi offre uno spazio vergine, su cui puntare per costruire una leadership alternativa agli acefali Dem“Non sempre chi tenta avventure ha poi avuto molta fortuna in termini di consenso – ragiona Carrubba. Un partito strutturato affronta meglio un quadro difficile”.

Facciamo squadra: primarie per sindaco e programma.

Giovanni Bonnici

Ci potrebbe essere la soluzione di Facciamo squadra. Che “sta lavorando con insistenza da mesi per una coalizione di centrosinistra che scelga, attraverso le primarie, il candidato sindaco e un programma condiviso”, scrive il coordinatore Giovanni Bonnici, indicandosi come uno dei nomi in corsa. Il comunicato precisa che “Facciamo squadra non può e non vuole scegliere nient’altro che questa via. Non crediamo infatti che possa mai esistere un accordo con il M5s e la loro politica amministrativa fallimentare. Allo stesso modo riteniamo impossibile avviare un dialogo con la compagine legata a Di Mare. Un gruppo con troppi personalismi al loro interno e perciò distanti dalle politiche unitarie del centrosinistra che stiamo costruendo”. Il documento conclude con un significativo “inutile ribadire la lontananza con il resto che la politica augustana può offrire”.

Centamore molla la Lega e torna in Augusta 2020.

Il “resto” che poi sarebbe ili tavolo che Forza italia, Udc e i leghisti dissidenti di Noi per Augusta, stanno tentando di mettere in piedi. Cercando la quadra con i sovranisti di Fdi e della Lega. I “padani” megaresi, però, devono registrare un’altra perdita. Se Saro Salmeri e Nilo Settipani erano usciti dal circolo ma sono rimasti in zona Salvini, stavolta il saldo negativo è in favore del centrosinistra. Rosy Centamore è tornata in Augusta 2020, dicendo che “la politica della Lega non è compatibile con il mio modo di essere e con il mio profilo professionale. Io sono da sempre impegnata ad aiutare le fasce più deboli senza se e senza ma”.  Il pentimento arriva subito dopo la gita sui prati di Pontida del segretario cittadino Massimo Casertano. Dove si è fatto intervistare col fazzoletto verde d’ordinanza intorno al collo, come un caporale di giornata agli ordini del Capitano, offrendo alle telecamere quel colore necessario a pepare il servizio con gli “ascari” meridionali di turno.

Rosy Centamore, seconda da destra, recente foto ricordo in una Lega dove non c’è più.

Niciforo e la tenuta della lista in caso di patto col M5s.

“Non ho mai condiviso le azioni che hanno avuto come unica finalità la propaganda elettorale esercitata sulla pelle di chi grida aiuto”, scrive Centamore. La progressista di ritorno dice che il suo “impegno proseguirà da dove è iniziato, ovvero nel movimento che ho contribuito a fondare. La guida affidata ad una donna (Roberta Indelicato, ndr), cosa rara in politica, oltre la grande mole di lavoro svolta dal gruppo consiliare e dai componenti di Augusta 2020, sono per me le migliori garanzie”. Ma resta da vedere quanti resteranno in questa civica dell’ex aspirante sindaco Marco Niciforo, se la sua linea di un’alleanza strategica con Di Pietro e i 5 Stelle dovesse quagliare. D’altronde, come s’imparava dal Pascoli delle elementari, “settembre andiamo è tempo di migrare”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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