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“Bisogni” negati a scolari disabili, Di Pietro litiga in piazza con le mamme

AUGUSTA“Chiudiamo i bagni per tutti i bambini, vediamo se finalmente capiscono cosa significa”. La mamma di Augusta che grida insieme ad altri 200 genitori in piazza Duomo di prima mattina, non ha il problema di trovare un bravo idraulico. Ha un figlio che ha necessità di avere un assistente, per fare ciò che i suoi compagnetti riescono a fare da soli. Quell’alunno “obbligato” dallo Stato ad andare a scuola, ora è “costretto” dal Comune a stare a casa. Perché l’amministrazione ha gestito il suo problema come gli altri mille in questi 4 anni: tirando a campare, con la scusa che “non ci sono soldi”. Così è iniziato l’anno scolastico, i presidi sono rimasti senza personale specializzato per i disabili, e le famiglie non si sono limitate a sfogarsi su Facebook. Il 13 settembre si sono radunate sotto il municipio con striscioni e megafoni, per urlare “ora basta, vergogna“.

Il Comune nega gli assistenti specializzati in handicap.

Una signora che passa con la spesa chiede che sciopero sia. Le spiegano che “da 4 mesi ci prendono in giro, e ora i nostri figli con handicap non possono frequentare le lezioni come tutti gli altri”. La passante solidarizza e aggiunge che “in questa città ci vorrebbe una manifestazione al giorno”. Solo che il problema degli scolari disabili che non possono andare in bagno, non è affatto uguale gli altri nodi irrisolti della giunta 5 Stelle“Avrei preferito di non avere le strade asfaltate, pur di evitare tutto questo”, sbotta Enzo Inzolia. E’ in piazza forse più come nonno. Ma come coordinatore di Fdi non può esimersi dal notare che “questi assessori grillini non hanno proprio capito quale sia il loro ruolo istituzionale. Non hanno assimilato il concetto che è il Comune che deve farsi carico dei problemi dei suoi cittadini. Non hanno compreso che sono loro a dover intervenire con la Regione e sostituirsi a questa, se risulta inadempiente”.

La sindaca sfida la protesta insieme a Pisani e Pasqua.

Il ruolo politico sembra entrarci poco, nelle osservazioni di questo ex generale dei carabinieri. Perché arrivano come uno sfogo, mentre sta assistendo all’ennesimo scaricabarile della sindaca Cettina Di Pietro. Che è piombata inattesa fra i manifestanti, scortata da un senatore, Pino Pisani; da un deputato regionale, Giorgio Pasqua; dall’assessora alle Politiche sociali, Rosanna Spinitta; e dal capogruppo consiliare M5s, Mauro Caruso. Una parata di “eccellenti” a 5 Stelle per impressionare le presunte casalinghe, e far calare loro la scusa che la colpa di tutto è dei soldi non arrivati dalla Regione. Solo che la penalista dalla parlantina facile stavolta tocca duro. Molto duro.

Il senatore Pino Pisani con l’assessora Rosanna Spinitta e il capogruppo 5S Muro Caruso.
Copertina, la sindaca si “spiega” con Maurizio Benincasa (dietro, l’onorevole Giorgio Pasqua).

La scusa del debito gonfiato che fa infuriare la folla.

Per urlarle subito contro, questo mamme con un problema molto serio non aspettano che sia l’avvocato Maurizio Benincasa a spiegare che “no, il servizio lo deve fornire il Comune per legge“. E l’assenza dei fondi regionali, fa sostanzialmente notare il presidente della “20 Novembre 1989”, non sollevano l’amministrazione dalla responsabilità legale. I genitori la normativa la conoscono benissimo, grazie al lavoro di sensibilizzazione sui diritti dei disabili svolto per anni da questa associazione. Pasqua fiuta la malaparata, e cerca subito il solito rifugio di “questo Comune ha 104 milioni di debiti”. Il ruggito della folla gli fa subito capire che non è cosa. Da due anni l’Organo straordinario di liquidazione ha appurato che sono solo 29 milioni. E da un anno la sindaca ha annunciato trionfale in consiglio che “si è usciti dal dissesto prima del tempo previsto”.

Contestato a Spinitta l’assenteismo dall’assessorato.

La verità è che il Comune, a pochi mesi da fine mandato, si trova ancora senza bilancio. E senza assessori all’altezza. Perché quando Spinitta cerca Di fare l’avvocata della difesa nell’aula della piazza, la reazione non è da tribunale. Perché forse quelle mamme non hanno una laurea in legge, o in altra facoltà: ma sanno contare benissimo. E le rinfacciano subito le “due volte a settimana” di presenza in assessorato. Che sarebbero decisamente poche per venire a capo delle problematiche già con un’amministrazione rodata e coi conti a posto. Figurarsi con questa, composta tutta da “esordienti” della cosa pubblica. I neofiti dei Palazzi si dimostrano invece molto più esperti e collaudati nelle liti di strada. Così sindaca e assessora si scambiano il testimone delle urla contro i manifestanti inviperiti. A Di Pietro scappa pure l’ennesimo “ma come si permette!”. Fortuna che le mamme sono troppo prese a difendere i diritti dei loro figli disabili, per replicarle come Totò all’onorevole Trombetta.

La difesa all’italiana del M5s: fate politica coi genitori.

Andato a vuoto lo scaricabarile, “perché non protestate contro la Regione“. Impossibilitata a sovrastare chi interviene utilizzando il megafono per pareggiarne i decibel, Di Pietro si gioca la carta della strumentalizzazione. A Seby Amenta sibila che “usate i genitori per fare politica”. Da vicepresidente dell’associazione, in apertura di sit in, aveva “ringraziato il consigliere Giancarlo Triberio perché questa estate si è speso lui, facendo riunioni con l’amministrazione, con i presidi e con i presidenti dei consigli scolastici”. Ma forse alla grillina è sfuggita questa pubblica manifestazione di apprezzamento, perché rimarca solo la presenza del capogruppo Centrosinistra con uno striscione in mano. Sorvolando sul fatto che l’esponente di Articolouno è componente del consiglio d’istituto, fra l’altro lo stesso che la sindaca frequenta come genitore.

Giancarlo Triberio, a sinistra, e Seby Amenta al megafono: per la sindaca “fanno politica”.

Nel mirino Triberio e Tribulato, “colpevoli” di presenza.

Di Pietro se la prende pure col consigliere Biagio Tribulato, che si fa uscire la voce fra la folla per osservare che “la politica questo deve fare: stare in mezzo alla gente per farsi portavoce dei loro bisogni”. Un concetto che sembra notevolmente sbiadito, in colei che dopo eletta si qualificava come “portavoce dei cittadini”. Durante la protesta per il porto, nel salone del municipio, aveva gridato dietro ai sindacati che “questa è casa mia”. Neanche qualche giorno prima del sit in, durante il consiglio sulla viabilità al Monte, si era inalberata con un residente che – con qualche ragione – dal pubblico le contestava:“Non sai quello che dici, ma dove vivi”. La replica irata della “portavoce” grillina era stata:“Io qui dentro sono il sindaco ed esigo rispetto!”. Se qualcuno ha pensato “e aggiungiamoci pure Vossia baciamolemani”, se l’è tenuto per sé.

Passanisi: due incontri di chiacchiere e parole al vento.

Ai genitori dei disabili invece non è minimamente passato per la testa di tenersi l’indignazione dentro. Fiorindo Passanisi, da presidente della Principe di Napoli, spiega perché. “Si tratta di servizi svolti da personale qualificato con competenze di tipo sociale, istituzionale relazionale. Tali servizi sono stati sempre svolti da cooperative esterne sovvenzionate dal Comune. Quest’anno improvvisamente l’amministrazione si e’ svegliata sostenendo che il servizio all’igiene non è di loro competenza, e che non ci sono fondi per garantire il servizio alla comunicazione. Ho già avuto due incontri con gli amministratori, troppe chiacchiere e parole spese al vento”. Vento che è poi diventato di rabbia quando, con nonchalance, il Comune del #cambiamento ha preteso che i genitori si pagassero di tasca propria gli assistenti, col sussidio che ricevono per l’aiuto domiciliare.

La sollevazione di tutti i presidi: capiamo le famiglie.

Questo “due al prezzo di uno”, letteralmente sui “bisogni” degli alunni disabili, ha fatto infuriare tutti i dirigenti scolastici. Agata Sortino, Rita Spata, Maria Giovanna Sergi e Michele Accolla, dopo la manifestazione, hanno diffuso un inedito comunicato congiunto. “Comprendiamo e condividiamo le preoccupazioni delle famiglie degli alunni diversamente abili per la possibile interruzione, da parte del Comune, dell’assistenza igienico personale. Si tratta di un importante sostegno agli alunni, che le nostre scuole non sono in grado di garantire, per la mancanza di personale qualificato oltre che di risorse. Ci auguriamo che gli sforzi che l’amministrazione sta facendo per reperire i fondi necessari per avviare il servizio, portino al risultato da tutti auspicato”. Che poi sarebbe di far partire l’assistenza a fine mese. Stando almeno alle assicurazioni date ai rappresentanti dei genitori, invitati nelle più discrete stanze di Palazzo dopo la baruffa chiozzotta di goldoniana memoria. Solo che in questa vicenda soltanto qualcuno dovrebbe mettersi una maschera. E non è chi protesta.

La “portavoce dei cittadini” si scontra con una mamma davanti (oscurato) il bimbo attonito.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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