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Augusta, acqua salata nel pozzo Villa: la crisi idrica ora è in alto mare

AUGUSTA – Nel pozzo alla Villa si è infiltrato il sale dell’acqua di mare. Adesso non c’è più solo l’ammonio a essere tenuto d’occhio dai responsabili della sanità pubblica, nel liquido che viene erogato nel centro storico di Augusta. Gli ultimi risultati delle analisi effettuate dalla Asp, in controllo incrociato con quelle commissionate dal Comune, hanno trovato altri due valori superiori ai limiti di legge. Si tratta dei cloruri e del sodio, cioè degli stessi elementi di cui è composto il comune sale da cucina. E che per gli esperti di laboratorio sono indicatori del fatto che nella falda ha fatto la sua comparsa un livello anomalo di salinità. Imputata numero uno della nuova contaminazione resta sempre la camicia della trivella, le cui cattive condizioni erano state segnalate già 2 anni fa dall’ufficiale sanitario.

Pure cloruro e sodio sopra i limiti di legge.

L’ultimo report del laboratorio di sanità pubblica porta la data del 6 novembre, anche se i prelievi si riferiscono al 28 ottobre. Le lunghe analisi dei campioni hanno consentito di confermare, senza ombra di dubbio, che non c’è alcun inquinamento di tipo batterico. C’è invece quello dell’azoto ammoniacale, che al 2 novembre è risultato superiore al limite massimo fissato dal decreto del 2001. Quell’ammonio che l’amministrazione comunale, con uno sconcertante ossimoro, aveva indicato a mezzo Facebook come un eccesso davvero basso“, è risultato di un terzo oltre la soglia che il Ministero ritiene pericolosa per la salute umana se ingerita con l’acqua o gli alimenti che la incorporano. I cloruri invece superano quasi del 50 per cento i limiti di legge. Più contenuto invece è lo sforamento del sodio, poco più del 10 per cento.

A tempo indeterminato il divieto di usi potabili.

Sono dati che costringono il Comune a mantenere il divieto di tutti gli usi potabili, per l’acqua erogata nel quartiere Isola. Un disagio che si protrae già da 15 giorni, con pesanti conseguenze per gli anziani e pesantissime conseguenze per bar e ristoratori. Anche perché l’amministrazione comunale non indica nessuna luce in fondo al tunnel. Solo da indiscrezioni si apprende che è stato dato un nuovo incarico a un ingegnere esterno, dopo che un primo professionista aveva sostanzialmente rifiutato di occuparsi della perizia sul pozzo ai Giardini pubblici. Le cui pessime condizioni restano un segreto di Pulcinella, che l’opposizione cerca in qualche modo di portare alla luce.

Consiglio disertato dalla giunta per non rispondere?

La minoranza non è riuscita a far dire parole chiare agli amministratori 5 Stelle, nemmeno durante la seduta consiliare del 30 ottobre. Quando mezza città aspettava dalla giunta quelle “informazioni su quanto sta accadendo nel pozzo che rifornisce l’isola”, di cui Angelo Pasqua si era reso portavoce in aula. Il consigliere di Attivamente “voleva sapere, ma qua non c’è nessuno a rispondere”. In piena crisi idrica, e con le logiche preoccupazioni che suscita la carenza di informazioni ufficiali, tutti si aspettavano un intervento della sindaca Cettina Di Pietro o di qualcun altro delegato. Invece quella riunione a palazzo San Biagio, proprio nel cuore dell’Isola senz’acqua potabile, è scivolata come fosse un momento di ordinaria amministrazione. Diventando anzi una beffa per gli operatori commerciali.

La beffa del Comune al Comitato commercianti.

Mentre il consiglio restava all’oscuro del problema acqua per la latitanza di giunta e tecnici dei Lavori pubblici, nel piano superiore il Comitato commercianti presentava alla stampa il calendario delle manifestazioni natalizie cui il Comune ha concesso il patrocinio oneroso. Iniziative, comprensive di “Notte bianca”, che gli esercenti del centro storico avevano messo in cantiere dopo un “tavolo di concertazione” con l’amministrazione. Un incontro datato 28 ottobre, nel quale gli amministratori avevano dato ampia assicurazione che il problema è in via di risoluzione, se non già risolto in queste ore“. Almeno, questo è quanto hanno riferito i portavoce dei negozianti, quando i giornalisti hanno posto la questione acqua.

Comunicazioni sull’emergenza solo a mezzo social.

Mentre i commercianti mandati allo sbaraglio se la prendevano con i “post e commenti negativi sui social, che inevitabilmente si ripercuotono sulla città e ricadono in modo negativo sulle attività”, nelle stanze del Palazzo si stava già confezionando l’ennesimo avviso lacunoso“Continua il monitoraggio della qualità delle acque”, diramava il Comune a mezzo Telegram il 31 ottobre. Aggiungendo sempre a mezzo social, il 4 novembre, altre assicurazioni. Molto più ampie nell’enunciato, ma ancora scarne sui contenuti sostanziali relativi alla prevedibile durata del divieto. Nonché sulle misure previste per far rientrare l’emergenza, o alleggerirne gli effetti più pesanti per l’utenza privata e commerciale.

Interrogazione di Triberio sulla situazione acqua.

Visto che gli amministratori grillini si sono tenuti alla larga dall’aula consiliare dove venivano informalmente chiesti chiarimenti, l’8 novembre Giancarlo Triberio ha depositato una interrogazione urgente a risposta scritta e verbale sulla situazione acqua potabile nel centro storico”. Diffondendo anche un comunicato dove, come capogruppo consiliare del Centrosinistra“confida in una rapida calendarizzazione” e sollecita a chiarire “tempestivamente sul presente e sul futuro della situazione idrica nel centro storico”.

Crisi idrica metafora dei 5 Stelle con l’acqua alla gola.

Il consigliere di Articolouno domanda “quali misure sono state adottate per una capillare informazione alla popolazione, oltre la semplice diffusione di avvisi con mezzi telematici”. Interroga “se è stato approntato un piano di emergenza per il rifornimento idrico per le utenze commerciali e private che sopportano i maggiori disagi”. E chiede di “riferire dettagliatamente quali siano le condizioni strutturali del pozzo ai giardini pubblici”. Ma c’è un quesito, fra quelli posti nell’interrogazione consiliare, che racchiude il vero nodo dell’ultima crisi idrica nell’isola, diventata metafora di un’amministrazione 5 Stelle arrivata agli sgoccioli con l’acqua alla gola:“Quali studi sono stati effettuati dal 2017 a oggi, sulle criticità nella camicia segnalate dell’Asp?”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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