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Aree Zes di Augusta a macchia di leopardo, Vinciullo: con quale logica?

AUGUSTA – Aree militari e oasi naturalistiche che non ci dovrebbero essere, eppure ci stanno. Complessi industrializzati che sarebbe stato apparentemente ragionevole inserire, e invece non figurano. Terreni promossi e altri confinanti bocciati, distribuiti sulla cartografia come coriandoli senza un intellegibile criterio di contiguità. Sulla Zona economica speciale “a macchia di leopardo” ritagliata per il Comune di Augusta, fa sentire la sua protesta Enzo Vinciullo. Chiedendo di mettere rimedio specialmente alla “svista” che ha tenuto fuori l’ex consorzio Asi“in modo particolare all’agglomerato della piccola e media impresa denominato Conia“. 

“Estendere uniformemente i benefici di Zone speciali”.

A pochi giorni dalla scadenza dal “termine per presentare le istanze presso l’assessorato regionale alle Attività produttive al fine di includere le aree escluse”, l’ex deputato all’Assemblea siciliana sollecita l’amministrazione comunale a “estendere in maniera uniforme” i benefici della Zes.”Siamo disponibili a dare una mano ai funzionari comunali, a lavorare di domenica, ad andare noi a Palermo se necessario”, dice Vinciullo. Perché la sua iniziativa, in effetti, arriva quando i tempi sono decisamente stretti anche per un organico municipale di ben altra consistenza. Comunque il problema della Zes “leopardata” se lo sarebbe dovuto porre la sindaca Cettina Di Pietro, senza aspettare il politico siracusano.

“Conia baricentrico interporto Melilli-Punta Cugno”.

Perché – spiega Vinciullo nel suo comunicato del 6 settembre – quei lotti dell’ex Area di sviluppo industriale “nei pressi della cementeria di Augusta”, sono “baricentrici fra l’Interporto logistico, allocato nel territorio di Melilli, e le banchine del porto commerciale”. Ed è “chiaro che tutte le aree ricadenti nello stesso territorio devono avere identiche condizioni e possibilità di sviluppo, usufruendo degli stessi vantaggi fiscali e contributivi”. Sembra lapalissiano, ma evidentemente non lo è per l’amministrazione pentastellata. Nonostante sia “evidente che tutte le aree sono contigue e limitrofe al porto di Augusta“.

La cartografia della Zes a “macchia di leopardo”.
Copertina, Enzo Vinciullo con Angelo Pasqua

“Zen istituite grazie a requisiti del porto commerciale”.

“Non dimentichiamo che la Zes della Sicilia Orientale è stata istituita solo perché esiste il Porto commerciale di Augusta”, afferma ancora Vinciullo. Il quale ritiene “veramente insopportabile l’idea che dopo esserci sopportati per decenni inquinamento e deturpazione del territorio, adesso che finalmente c’è qualche beneficio ce lo facciamo scappare per nostra negligenza”. Perciò fa appello “al sindaco e all’amministrazione, affinché con l’urgenza del caso si possa aggiungere a censire tutte le aree escluse da siffatti benefici”. 

“Lunedì’ scade termine per chiedere 90 ettari in più”.

L’ex deputato regionale scrive che “ad oggi, sono ancora 462 gli ettari ai quali possono essere attribuite le classificazioni di Zone economiche speciali”. E al telefono aggiunge che “ottenerne un 20 per cento ad Augusta sarebbe una decisione equa, considerando che tutto l’impianto dei benefici di legge si regge proprio sull’esistenza di Punta Cugno, unico scalo portuale ad avere i requisiti previsti dalle direttive europee”. Ma se tutto il ragionamento sulle “macchie di leopardo” da omogeneizzare nella cartografia Zes ha una sua razionalità, un po’ meno è l’esortazione last minute agli amministratori grillini che“entro domenica si possano individuare le aree in modo tale che lunedì mattina, ultimo giorno, si possa procedere, inviando brevi manu la richiesta all’Assessorato regionale”.

Comunicato firmato con Pasqua ma senza Tribulato.

Forse una logica nel comunicato diffuso da Vinciullo 72 ore prima della scadenza Zes, si può trovare nella presenza di altre firme in calce. In genere l’ex deputato Ars inonda le redazioni col suo attivismo personale. Stavolta ha voluto associare anche il consigliere comunale Angelo Pasqua, nonché gli imprenditori Alessandro Ambrosio e Stefano Cirillo. Quel documento diventa così pure una sorta di manifesto dei “vinciulliani” augustani, in un momento in cui si sta andando a stringere per le alleanze alle amministrative 2020.  Da questo “rappresentativo” drappello manca però l’altro consigliere di Attivamente, Biagio Tribulato. E questo la dice lunga su come i tatticismi pre-elettorali stiano prendendo il sopravvento sulle tematiche. Peccato. Perché quelle “macchie di leopardo” avrebbero certamente meritato un più attento approfondimento politico-catastale.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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