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“Nidi vuoti per i botti? Esibite i titoli”. Natura sicula glieli manda in Procura

AUGUSTA– “La sindaca di Augusta ce l’ha fatta! Tutti i fuochi pirotecnici previsti per le varie feste religiose sono stati sparati vicino all’area protetta delle Saline Regina“. Inizia così il comunicato di Natura sicula, dove viene data notizia che la grillina Cettina Di Pietroè stata denunciata alla Procuradi Siracusa insieme all’Assessorato regionale Territorio e ambiente. Il documento, diffuso il 19 luglio dal presidente Fabio Morreale, mette la parola “fine” a una querelle iniziata lo scorso maggio. Quando l’associazione ambientalista aveva lanciato l’allarme sul danno che i botti patronali avrebbero potuto provocare all’avifauna protetta, che nidificava nei vicini invasi palustri.

Comune diffidato due volte a fermare i fuochi d’artificio.

Le “bombe” di San Domenico, abolite a inizio mandato e ripristinate dopo l’approdo dei 5 Stelle al governo, sono poi state regolarmente sparate. Subito dopo il discorso alla città proferito dall’arciprete Palmiro Prisutto, ospite della pentastellata sul balcone “reale” del Palazzo municipale, illuminato per l’occasione con riflettore da star. Stessa assordante conclusione aveva poi avuta un mese dopo la festa del Sacro Cuore, dove il meet up tiene sede a poche decine di metri dalla chiesa parrocchiale.

Fuggiti dalla saline specie in declino Fraticello e Fratino.

Anche per questa acustica tradizione alla Borgata, Natura sicula aveva diffidato il Comune. Stavolta evidenziando che non solo mancavano i nulla osta di impatto ambientale, ma che dopo i festeggiamenti patronali si erano svuotati i nidi di FraticelloFratino. Specie “a rischio e in declino” nelle classificazioni internazionali. Nonché in “stato di conservazione sfavorevole” secondo il formulario Natura 2000, insieme con l’altra avifauna presente alle saline Regina. La risposta dell’amministrazione grillina era stata spiazzante pure stavolta.

In replica chieste le abilitazioni agli ambientalisti.

Se per i botti patronali la sindaca aveva contestato la “tardività” dell’allarme lanciato dagli ambientalisti, obiettando che “i treni disturbano di più”sulla fuga delle Sternula albifrons Charandrius alexandrinus si era spinta a chiedere agli ecologisti titoli e abilitazioni attestanti la competenza a parlare in materia ornitologica. Un errore, forse dettato dalla sicumera di chi è arrivato a fine mandato senza incidenti di percorso: perché Natura sicula ha lasciato perdere le pacate pec di diffida, ed è passata direttamente alle carte bollate in Procura.

“A nostre richieste Di Pietro ha scelto il divertimento”.

“Non che le amministrazioni precedenti abbiano dato più importanza alla salina e al suo patrimonio naturale, sia chiaro. Di Pietro però ha puntato i piedi. Declinando le nostre richieste di sospensione, ha scelto il divertimento, assolutamente fuori luogo e non necessario, e l’inquinamento prodotto dai botti, elevandoli a eventi più importanti della conservazione della natura. Il messaggio trasmesso è chiaro, forte e deciso. Ed è terribilmente più pericoloso e diseducativo degli spettacoli pirotecnici stessi”, scrive Morreale.

Morreale: spettacoli pirotecnici effettuati senza Vinca.

Poiché irridere alle diffide degli ambientalisti può essere imprudente leggerezza politica, ma non è reato, il presidente di Natura sicula sintetizza i veri contenuti della denuncia alla Procura. “Tanto il Comune quanto l’Assessorato regionale hanno omesso di eseguire le necessarie Valutazioni d’Incidenza Ambientale e di adottare i richiesti provvedimenti finalizzati a impedire l’esecuzione dei denunciati eventi pirotecnici. Provvedimenti che, in ossequio al principio di precauzione, sarebbero stati doverosi e necessari, oltre che urgenti, al fine di proteggere il preminente interesse pubblico alla tutela dell’avifauna in nidificazione, stanziale o in transito, presso il sito Natura 2000 denominato Saline di Augusta”.

La sindaca però si è già attivata per le Linee guida.

Forse, come scrive Morreale“per Cettina Di Pietro, di professione avvocato, la conservazione della natura e la tutela ambientale non valgono una singola festa religiosa”. La conservazione della fedina penale immacolata, però, si. Perciò la sindaca ha già nel cassetto un arsenale pirotecnico di note, inoltri, riscontri, rimandi di competenze – comprensivi di nomina del responsabile del procedimento e di redigende “Linee guida” – che la metterebbero al riparo da problemi con la giustizia penale. O almeno, dovrebbero.

La relazione ornitologica firmata da esperto di fama.

Perché nel mazzo di acronimi dal sapore esoterico come VincaSicZpsZcs, c’è sempre qualche norma di tutela che si può ritenere essere stata sostanzialmente ignorata. Quando Di Pietro ha irriso a Natura sicula chiedendo di “avere copia dei titoli e/o abilitazioni”, forse non immaginava che gliela avrebbero forniti via Procura. Per giunta con la firma di Andrea Corso, ornitologo e zoologo, che il portale ResearchGate.net descrive come “autore di circa 290 pubblicazioni e alcuni libri, collaboratore con molte università e parecchi progetti di ricerca, è un esperto mondiale in rapaci“.

“Basso successo riproduttivo dei Cavalieri d’Italia”.

Forse qualche pm si prenderà a cuore la sorte di questi migranti con le ali che approdano ad Augusta. Magari lo potrà tranquillizzare il fatto che insieme ai passeriformi trans-sahariani, da mettere al riparo dai botti per i santuzzi ci sono pure gli Himantopus himantopus. Comunemente sono conosciuti come Cavalieri d’Italia. Secondo la relazione ornitologica allegata alla denuncia, nelle saline rintronate il loro successo riproduttivo è risultato molto basso (pari a 0.5 pullo/coppia), decisamente inferiore alla media annua riscontrata in passato”. Magari certa politica sovranista che si fa bandiera di tradizioni anteguerra, muscolare verso “zecche” ambientaliste e qualunque forma di migrazione, guarderà ora in modo diverso alla tutela delle Saline Regina: c’è da difendere l’orgogliosa tradizione riproduttiva dell’uccello dall’italico nome.

Cavaliere d’Italia alle saline Regina

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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