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Scappano pure Fraticello e Fratino, Natura sicula: basta botti sulle saline

Ultimo aggiornamento Sunday, 7 July, 2019   04:08

AUGUSTA – Alla fine il Fraticello e il Fratino se ne sono andati. E nessuno può dire se la Sterna albifrons e il Charadrius alexandrinus, come li classificano gli scienziati, mai torneranno ad Augusta. Il paradosso è che a farli allontanare potrebbe essere stato un altro “frate”, addirittura il fondatore dell’Ordine dei predicatori. O meglio, quanti in nome di San Domenico di Guzman sparano botti sul golfo Xifonio come se non ci fosse un domani. Come se conclusi i festeggiamenti patronali del 24 maggio, a poche centinaia di metri dalle batterie di lancio tutto tornasse come prima.

Natura sicula: nidi abbandonati dopo i botti.

Invece nelle ex saline Regina qualcosa è cambiato. Se n’è accorta Natura sicula, che ha trovato abbandonati alcuni nidi di quegli uccelli dal nome così “monastico”. Così rari da essere tutelati dalla legge, ma evidentemente non abbastanza da essere protetti anche dalla tradizione dei fuochi d’artificio a chiusura processione. Nel cui nome l’amministrazione comunale ha ignorato l’appello della vigilia a sospendere quel rito arcaico, incompatibile con le leggi della natura che regolano la tranquillità della cova.

Chiesta una moratoria sui fuochi d’artificio.

Ora l’associazione è tornata alla carica, chiedendo al Comune una “moratoria” sugli spettacoli pirotecnici. “Se vogliamo davvero tutelare l‘avifauna delle saline e evitare danni ambientali, non possiamo restare immobili e attendere i tempi lunghi della burocrazia”, scrive il presidente Fabio Morreale. Il suo documento fa seguito alla lettera arrivata dalla sindaca Cettina Di Pietro. “In cui ci ha comunicato di avere dato mandato ai propri uffici di redigere delle linee guida, volte a disciplinare ogni manifestazione o attività antropica in grado di produrre significative incidenze sull’ecosistema del sito protetto”.

Fabio Morreale, presidente di Natura sicula.
cooertina, fenicotteri rosa alle saline Regina.

Il dilemma del Comune fra leggi e tradizioni.

In realtà non è che l’amministrazione 5 Stelle si fosse all’improvviso ricordata del vecchio ambientalismo dei gazebo, e a fine mandato agisse di conseguenza. Semplicemente è stata costretta da Natura sicula a prendere atto che non si poteva ancora ignorare a lungo un intero faldone di normative di tutela, tanto europee che italiane e regionali. Così la sindaca-avvocato si è prodotta nella specialità della casa: sistemare la documentazione formale per eludere la questione, e non pagare dazio un domani sul perché siano spariti i preziosi fenicotteri rosa.

Chiesti pareri “incompetenti” a Vigili e Utc.

La “nota di riscontro” alle contestazioni sull’assenza delle Valutazioni d’incidenza per le autorizzazioni ai “santi” botti, sono un capolavoro di pirotecnica burocratica. Chiede alla Polizia municipale e ai Lavori pubblici dì pronunciarsi su qualcosa per la quale possono solo dire “di non avere competenza in merito” (risposta dei Vigili), o “di non essere in grado di esprimere compiuta e certa opinione specialistica” (replica dell’Ufficio tecnico).

Nominato il Rup per futuribili “linee guida”.

Tutto viene risolto con la nomina di un Responsabile unico del procedimento, incaricato di predisporre futuribili “linee guida” per la gestione delle situazioni impattanti sui siti Natura 2000. Nel frattempo però incalzano gli altri “santi botti” del Sacro Cuore. E il Comune non sembra intenzionato a vietarli nel quartiere dove il meet up ha la sua sede, fra l’altro proprio a due passi dalla chiesa parrocchiale. Natura sicula però insiste, e chiede di sostituirli con giochi luce. Altrettanto spettacolari, ma che lasciando in santa pace i migratori delle vicine saline.

Allarme botti dato pure dal Wwf a Trapani.

C’è da notare che non è una crociata esclusiva di questa associazione ambientalista con sede a Siracusa, oggetto sui social di polemiche riguardo l’ingerenza “forestiera” che poco capisce la città (accusata magari dagli stessi che difendono la scelta di nomine assessoriali provenienti persino da fuori provincia). A Trapani era stato il Wwf a sollevare esattamente la stessa questione per la festa della Madonna, già nel 2016. Anche lì prevalse la “tradizione”, sulle necessità di conservazione naturalistica nelle saline. Solo che le tradizioni sono iniziate quando zone umide e avifauna versavano in ben altra abbondanza. Oggi invece scarseggiano. A differenza degli opportunismi politici.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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