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Muscatello, l’Asp: Covid allargato se c’è picco, sui contagi parla il sindaco

AUGUSTA – “Anche per stasera la situazione è assolutamente stazionaria. Stanno circolando le solite fake news di 19 positivi ad Augusta. Smettetela, è un momento in cui tutti dobbiamo avere fede che rispettando le regole la situazione non peggiori”. Il 26 marzo la sindaca Cettina Di Pietro è tornata su Facebook, per il solito bollettino di fine serata sull’emergenza Coronavirus. Un appuntamento che per la città amministrata diventa a tutti gli effetti come quello della Protezione civile. Perché è stata la stessa Asp a chiarire che le comunicazioni ufficiali sull’andamento dell’epidemia, passano dal capo dell’amministrazione. Lo ha confermato Salvatore Ficarra, nel corso di una conferenza stampa online coi giornalisti siracusani. Un appuntamento in streaming organizzato dalla segreteria dell’Assostampa con alcune delle testate più autorevoli, per superare le difficoltà di interlocuzione con la stampa dovute al #iorestoacasa. A una specifica domanda su chi dovesse dare i dati dei contagi comune per comune, anziché accorparli tutti in un’unica cifra totale, il direttore generale ha risposto:Questo lo deve chiedere al sindaco“. Si sana così un buco nella comunicazione alla popolazione, che per giorni ha sollevato forti perplessità su chi avesse la competenza su cosa.

“Infetti a Chirurgia, decisione della unità di crisi”.

Salvatore Lucio Ficarra,
direttore generale Asp
copertina, la videoconferenza stampa

Quella sull’argomento informazione nei Comuni, è stata l’unica risposta compiuta arrivata dal massimo dirigente della sanità provinciale. Per il resto, ha bordeggiato intorno la questione delle corsie Covid a Noto e Augusta. Piazzate proprio dove c’erano reparti perfettamente funzionanti, invece che nei locali vuoti di quelli soppressi. Al Trigona è sparita Geriatria, che faceva parte della coppia superstite. Al Muscatello hanno sloggiato Chirurgia a Lentini, un vecchio obiettivo diventato realtà con la “scusa” Coronavirus“Lo Stato ha bloccato la cosiddetta attività di elezione, per cui non si possono fare interventi programmati. I reparti di Chirurgia sono quelli attualmente messi a disposizione degli utenti, per poter far fronte all’emergenza Covid”. Ficarra liquida la questione dei reparti funzionanti preferiti a quelli dismessi, scaricando la scelta su “un’unità di crisi di cui fanno parte tutti i vertici sanitari dell’Azienda, che valutando tutte le strutture ha stabilito un percorso“. Viene dribblato il perché a Noto non si è scelto nessuno dei 325 posti, conteggiati dai 53 legali di #Avvocatinsieme nella loro denuncia alla Procura. Nè perché ad Augusta si è ignorata Psichiatria, che a differenza di Chirurgia è totalmente separata dal resto dell’ospedale.

Cgil: si va in Procura se non cambia gestione emergenza.

Roberto Alosi
segretario provinciale Cgil

Negli ambienti sanitari sono incerti sui nomi di chi fa parte di questa unità di crisi. Più sicure sono le voci che a guidarla sia stato messo proprio quel dirigente che il 7 marzo, 48 ore prima l’annuncio della zona rossa estesa a tutta Italia, aveva scritto al personale sotto la sua responsabilità:“Si ribadisce che è severamente vietato indossare le mascherine, se non nei casi opportuni, al fine di evitare di generare ulteriore allarmismo“.Di questa interpretazione estensiva del concetto, che la Treccani restringe ad “azione che mira a creare artificialmente un clima di tensione”invece non si trova traccia delle dichiarazioni del suo direttore generale. Con schiettezza, Ficarra non ha difficoltà ad ammettere che mi preoccupa che all’interno dell’ospedale ci possa essere un problema del genere”, riferendosi al rischio che un nosocomio possa diventare a sua volta un focolaio di contagio.Per impensierirsi ne ha tutte le ragioni. “Se tutto resterà invariato nella gestione da parte dell’Asp dell’emergenza Coronavirus, ci rivolgeremo alla Procura“, gli ha fatto sapere la Cgil proprio nella stessa mattinata. Roberto Alosi e Franco Nardi gli hanno dato appuntamento alla videoconferenza di lunedì con gli altri sindacati, per definire alcune problematiche un po’ spinose. Come ad esempio quelle sui pronto soccorso“I presidi medici di protezione sono pochi e centellinati“,scrivono il segretario generale e della Funzione pubblica.

Se picco Coronavirus è lieve salta Oncoematologia.

Mascherine e protezioni usa e getta scarseggiano in tutta Italia, stando a quanto raccontano le cronache. Ma questo non preoccupa di meno il personale del Muscatello. Non solo perché l’Asp ha messo il reparto Infetti in un punto che “interferisce” con le altre attività ospedaliere. Ma anche perché il presidio ospedaliero è il polmone di riserva di Siracusa. Se il capoluogo si riempie, i contagiati vengono trasferiti ad Augusta. Noto entrerà in supporto, solo quando saranno occupati tutti i 14 posti della fu Chirurgia. Nell’ipotesi che il temuto picco dovesse superare le previsioni, Ficarra spiega che “i posti letto saranno ampliati a Siracusa, a Noto, e Augusta. Sulla base di piani omogenei, con percorsi diversificati, sono stati già stabiliti gli step ove ce ne fosse necessità”. Per il Muscatello “il percorso lo stabiliremo in questi giorni”. Però già è chiaro che la dilatazione del Covid avverrà “in base al numero di posti disponibili”. Se ne dovessero occorrere pochi, “il reparto non ancora inaugurato di oncoematologia potrebbe esserlo; se abbiamo necessità di molti potrebbe non essere adeguato”. Se questa ipotesi drammatica dovesse avverarsi, la “difesa” dei posti letto ordinari diventerebbe l’ultima delle preoccupazioni.

Deputati 5S: politica vada oltre compiti istituzionali.

Per far fronte alla carenza di macchinari, già avvertita,5 ventilatori polmonari sono stati donati all’Asp di Siracusa dai deputati 5 Stelle all’Ars, Giorgio Pasqua e Stefano Zito, e dai parlamentari nazionali Maria Marzana, Pino Pisani, Filippo Scerra, e Paolo Ficara“. I “portavoce” del M5s all’Assemblea siciliana dichiarano, in un comunicato del 26 marzo, che “abbiamo colto al volo la disponibilità di queste attrezzature e le abbiamo fornite con prontezza. I ventilatori polmonari, oggi più che mai, sono preziosissimi nei reparti di terapia intensiva e possono contribuire a salvare qualche vita“. Nel documento spiegano che la politica, quando può, deve andare oltre i compiti istituzionali che le sono demandati“. Una lezione che vale per tutti, anche anche in un Comune.

Smart working atto di resistenza.

LA NOTA: Ai tempi del #iorestoacasa la stampa non può permetterselo, se vuole continuare a raccontare ciò che accade. Se deve rischiare, per sé e per gli altri, la ragione deve essere ancora più solida dell’usuale. Ma quando può farne a meno, stare in casa aiuta i lettori tanto quanto un buon articolo. La conferenza stampa in videochat collettiva con diretta streaming, è un inedito che qualche hanno fa avrebbe fatto storcere il naso ai cronisti con taccuino e penna (una Bic, perché se ne perdeva una al giorno). Adesso invece è una testimonianza, oltre che una necessità. E in un certo senso è pure un atto di resistenza, per un giornalismo che non vuole morire. Il Coronavirus stava facendo ammalare anche l’informazione, e l’Assostampa ha provato il vaccino. Lo smart working che tantissimi stanno sperimentando in questi giorni, per i giornalisti sul campo assume un significato particolare. Che merita di essere spiegato dal segretario provinciale Prospero Dente.

Continuando a dire le cose come stanno

Prospero Dente

“Abbiamo fornito un servizio che riporta al centro l’intermediazione della stampa con le fonti ufficiali. Siamo consapevoli delle difficoltà nella gestione della comunicazione in tempo di emergenza, ma, da giornalisti, non possiamo consentire che i cittadini debbano rincorrere questa o quella diretta social delle istituzioni. Porre domande, cercare di conoscere qualcosa in più, è una tutela che non garantisce soltanto la libertà di stampa, ma tutela le tante persone che hanno necessità di sapere. Sappiamo benissimo che, in questo momento di grande confusione, con aggiornamenti repentini, una conferenza stampa non può essere esaustiva. La gente ha bisogno e necessità di conoscere le cose. E’ qualcosa che ripeteremo perché, anche attraverso questi appuntamenti, possiamo arginare fake news o velleità da comunicatore di qualche improvvisato. Non nascondere nulla, approfondire, continuando a dire le cose come stanno senza alimentare ansie e paure”.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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