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Muscatello-Covid? #tuttoapposto: scontro in commissione Sanità sul si 5S

EDITORIALE – Il Covid-hospital di Augusta rischia di cancellare il Muscatello? Non sembra affare che interessi più di tanto l’amministrazione comunale a guida 5 Stelle. Perché la commissione consiliare urgente“, chiesta dall’opposizione il lontano 21 marzo, ci ha messo oltre un mese per riunirsi. Alla fine lo ha fatto il 29 aprile, in rigorosa videoconferenza, ma solo per sentirsi assicurare dall’Asp che non c’è problema. Che anche Palazzo di città le crede quando dichiara che lo riporterà come prima, “se non addirittura meglio”, appena finisce l’emergenza Coronavirus. Che tutti i restanti servizi ospedalieri comunque funzionano egregiamente pure così, nonostante gli Infettivi piazzati in mezzo ai piedi, togliendo i preziosi posti letto di Chirurgia e Medicina. E guai a dire il contrario, perché si fa “allarmismo e harakiri“. Insomma è #tuttoappostoAnche per qualcuno della minoranza, con un occhio attento al sostegno elettorale “forestiero” per le amministrative di autunno. Peccato che “questo non è un discorso che si può fare ai cittadini”, come dice Maria Carmela Giannone, presidente del Tds, l’ex ala dura del Tribunale del malato. A dir la verità il “discorso” non convince nemmeno gli oppositori del Centrosinistra, ma alla fine questa può essere politica. I numeri invece non hanno colore, e nemmeno i politici arrivati dal Blog dei “no vax” possono più di tanto contro la vecchia logica aristotelica.

Tolti 32 posti letto per soli 5 ricoverati Coronavirus.

E’ proprio quel collaudato metodo alla base di ogni ragionamento che si pretende razionale, a chiedersi cosa ci faccia oggi l’Asp di un Muscatello ancora attrezzato come Covid-center. Ad esempio se lo chiede Giuseppe Schermi, consigliere Diem25, che il 31 marzo aveva dovuto persino diffidare” per far convocare i lavori, ai sensi del regolamento. “Al momento in cui la commissione si è riunita i contagiati ricoverati erano in 5, come ci ha detto Davide Spadaro, collegato in rappresentanza della direzione generale Asp. La sindaca Cettina Di Pietro ha aggiunto che forse c’era un solo ricoverato augustano. Per fornire questa ‘assistenza’, sono stati allestiti 32 posti letto e chiusa l’attività di 2 reparti strategici”. Eppure la grillina e l’Azienda insistono a dire che Augusta deve fare la sua parte, come gli altri, per fronteggiare l’epidemiaNel frattempo però “la gente ha paura di andare in ospedale. Rinviano le visite, ma non possono farle ancora a lungo”, testimonia Giannone. Che ha dovuto “convincere personalmente molti genitori a vaccinare regolarmente i bambini, perché sono stati adottati tutti gli accorgimenti per la sicurezza sanitaria”.

Giannone, Tds: vogliono lasciare solo il pronto soccorso.

Maria Carmela Giannone, presidente del Tds.
Copertina, l’ospedale Muscatello.

Di questa “separazione sicura” dai contagiati ne è convinto anche Enzo Canigiula, consigliere di Augusta2020. Che dopo aver battagliato a lungo sui rischi della promiscuità ospedaliera, dopo la seduta in commissione dichiara di “condividere come è stato allestito il reparto Covid in tema di sicurezza. Mi voglio fidare di un medico che gestisce medici, semmai è della politica che non mi fido”. Su questo concetto, trova porte spalancate nel Tds“Del Muscatello vogliono fare solo un punto di pronto soccorso e tutto il resto ambulatori“, prevede Giannone. Non è la sola a pensarla così. “Non si può chiamare più ospedale, ma solo un agglomerato di poliambulatori”, commenta Giancarlo Triberio. Il capogruppo del Centrosinistra racconta di averlo spiegato bene in commissione, “come hanno distrutto i reparti. Anziché spostare Neurologia e metterla dove c’era Chirurgia, potevano semplicemente riportare questa da Lentini. Invece adesso abbiamo la paradossale situazione che un augustano col Coronavirus, forse, viene ricoverato nella sua città ma i parenti non possono nemmeno vederlo. Se invece ha bisogno di Medicina devono sobbarcarsi un viaggio di 50 chilometri“. Secondo quanto testimonia Schermi, Di Pietro ha commentato:“Ditelo apertamente che non volete un Covid-center ad Augusta, ma guardate che questo è discorso che possono fare tutti i sindaci”.

Ignorate le linee guida del Ministero su ospedali dedicati.

Come al solito, quella che è una scelta politica impopolare, viene spacciata dalla sindaca come una “necessità” del momento. Eppure non ci vuole molto a trovare su Google un “Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza Covid-19emanate già il 25 marzo dal ministero della Salute. In quel documento inviato anche a tutti gli assessorati regionali alla Sanità, si dice espressamente che “è necessario identificare prioritariamente strutture/stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da Covid-19″. Il governo usa il termine inequivocabile di esclusiva“, eppure quello stesso giorno l’Asp di Siracusa vara una revisione numero 4 al suo piano che addirittura raddoppia il reparto già previsto al Muscatello. Un orientamento che viene confermato nella revisione del dipartimento Pianificazione strategica della Regione, datato 1 aprile. Che prevede 194 posti di degenza ordinaria distribuiti fra capoluogo, Augusta e Noto. Eppure l’ospedale netino da solo sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno, avendo quella capacità recettiva e molte corsie dismesse ancora arredate per le degenze. Invece l’Azienda fa una scelta strana. Non solo ignora i pericoli sanitari connessi a un’area ad alto rischio industriale, sismico e militare, come quella augustana. Ma addirittura la classifica prioritaria nei ricoveri, rispetto a quella più “tranquilla” della zona Sud.

L’Asp ignora il Sin: positivi? Prima riempite Augusta.

fonte Asp Siracusa.

Una disposizione inviata il 23 marzo ai responsabili dei Pronto soccorso del Di Maria e del Muscatello, prevede che espressamente:“Nel caso che il risultato del tampone sia positivo, il paziente sarà trasferito prioritariamente al Covid di Siracusa, nel caso di posti letto assenti nel Covid di Augusta, e infine nel Covid di Noto“. La circolare conclude perentoriamente che non saranno tollerate inosservanze alla presente disposizione”. Il presidio augustano, cioè, non è nemmeno previsto come “riserva strategica” nel caso in cui l’epidemia fosse dilagata. A tavolino e contro ogni logica, fin dall’inizio, viene data priorità a un presidio che potrebbe trovarsi a fronteggiare un’emergenza nel Petrolchimico. La struttura di Noto che invece non creerebbe alcun “effetto collaterale”, resta invece come riserva. “L’Asp ha pure a disposizione l’ex ospedale di Pachino, totalmente inutilizzato”, ha nuovamente fatto notare nei giorni scorsi l’ex deputato regionale Enzo Vinciullo. Eppure l’Azienda fa tutto il contrario di quanto indica il Ministero, e su ciò che dice la mappa rischi nell’area Sin.

Di Pietro difende scelte Azienda: sta lavorando bene.

La parte più sorprendente di questa vicenda, però, è la posizione dell’amministrazione 5S, pienamente sostenuta dalla sua maggioranza consiliare. Al primo confronto coi consiglieri, racconta Schermi, Di Pietro ha difeso le scelte dell’Asp“Stiamo lavorando bene, lo dicono anche i dati del contenimento del contagio per quelle che erano le previsioni con gli standard della Lombardia, ci ha raccontato. Facendoci anche la morale che le nostre proposte devono avere un senso”. Il senso di queste affermazioni, invece, Triberio lo ha chiesto alla grillina“A parte il fatto che se non si fanno tamponi, non sappiamo fino a che punto possiamo stare tutti tranquilli. Ma in ogni caso il Muscatello è sottoutilizzato già ora, e non si può proprio immaginare di tenerlo così in attesa della seconda ondata“, polemizza il capogruppo. Non teme di alzare i toni, perché con la scusa che “non è questo il momento” fin troppo è passato sotto silenzio“Per fortuna siamo ancora in democrazia, l’opposizione mantiene intatto il compito di controllare e vigilare nell’interesse degli elettori”, aggiunge il consigliere di Art1. Perché ancora una volta, spiega, la grillina ha tentato di “colpevolizzare” le critiche. Magari la Corte costituzionale può aiutare l’avvocata pentastellata a inquadrare meglio i concetti. La presidente Marta Cartabia, proprio il giorno prima, ha detto chiaramente che la Costituzione non contempla un diritto speciale per i tempi eccezionali, e ciò per una scelta consapevole, ma offre la bussola anche per navigare per l’alto mare aperto nei tempi di crisi”.

Schermi: l’Amministrazione pensa solo a rassicurare.

Al microfono Giuseppe Schermi, ultimo a destra Giancarlo Triberio.

Il diritto alla salute“, interpretato estensivamente e unilateralmente da chi sta al Potere, nell’attuale ordinamento non può ancora svuotare gli altri diritti costituzionali. Se la necessità contingente può limitare quello di riunione e di libera circolazione, ma solo con limiti oggettivi e temporali ben precisi, sicuramente non può incidere nel diritto di critica e di informazione“Eppure per sindaca e consiglieri di maggioranza bisogna solo rassicurare la popolazione della zona industriale, perché Augusta deve apparire come un fiore all’occhiello“, commenta Schermi. Il quale racconta della polemica sulle presunte “fake-news” dell’opposizione rilanciate dalla stampa, sollevata in commissione da Di Pietro. Rimbeccata da Triberio, che le ha ricordato le tante smentite della fonte ufficiale Asp, poi rivelatesi delle fake-news. La gente ha diritto di sapere la verità, se non gliela forniscono gli enti la cercano altrove”. Magari in qualche giornale allergico alle censure.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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