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Marina:”Augusta polo per l’arte del comando, corsi utili pure ai civili”

AUGUSTA – “Sissignore, comandante”. E’ la risposta che presto potrebbe pretendere un direttore di raffineria dai suoi operai, un capo d’azienda dai suoi dipendenti, un segretario comunale dai suoi impiegati, e persino un sindaco dai suoi assessori. Sempre se passa l’idea di “aprire la Scuola comando militare a istituzioni e aziende, interessate alla sua alta professionalità nel formare leadership con capacità di comandare e condurre”. Il nuovo “contributo che la Marina può dare alla città e alla società”, a prescindere dalla restituzione dell’area naturalistica a Punta Izzo, è stato prospettato il 23 novembre nel salone di rappresentanza del Comune. Dove il contrammiraglio Alberto Tarabotto, alla presenza del primo cittadino Giuseppe Di Mare e dell’assessore Pino Carrabino, ha presentato la sessione accademica numero 300 del corso di addestramento. Che dal 1926 fino a oggi è stato riservato agli ufficiali di carriera, cui mettere in mano le navi da guerra. Ma in futuro “non è da escludere che Augusta possa diventare centro di formazione nell’arte del comando, anche a persone che non sono in divisa”. La base augustana si è già attrezzata con “una nuova e più moderna sede”, che sarà inaugurata il 29 prossimo. Al momento i 14 corsisti continuano tutti a portare le stellette, e proverranno dall’Accademia di Livorno ancora per un po’. Perché richiesto di chiarimenti, il capo della Quarta divisione navale avverte che “si tratta di un’idea, non di un progetto”. Però l’idea è stata buttata, con l’amministrazione che annuisce e non commenta.

La Scuola per i nuovi comandanti di navi da guerra presenta al Comune la sua sessione 300.

L’assessore Pino Carrabino, il contrammiraglio Alberto Tarabotto e il sindaco Giuseppe di Mare.
copertina, nave della flotta da guerra davanti l’arsenale della Marina.

Il contrammiraglio torna spesso su questa apertura a “studenti” civili, per apprendere dall’arma navale le lezioni che impartisce ai suoi comandanti. Lo affianca il vicedirettore della Scuola comando, Giorgio Occhetto. Il capitano di vascello lascia però a un video in bianco e nero, la storia di una “istituzione unica nel suo genere nel panorama delle Marine mondiali”, dal 1950 impartiti in pianta stabile ad Augusta. Tocca però a un allievo della sessione numero 300, il pilota Gianluca Rollo ancora appellato “signore” fino a quando non la conclude, raccontare le slide che illustrano il programma didattico. Tuttavia il cuore della conferenza stampa sembra proprio questa sorta di “master nell’arte di comandare”, che al momento appare solo prospettato per sondare gli umori della politica. L’ammiccamento è evidente. Innanzitutto l’anteprima al salone comunale Rocco Chinnici, “sala strettamente legata al mare oltre che alla Marina, quando la rituale cerimonia di inaugurazione della sessione sarà una settimana dopo alla banchina Tullio Marcon. Poi la sottolineatura di Tarabotto che con le autorità cittadine c’è “un connubio destinato a consolidarsi”, non dimenticando nemmeno che “il museo della piazzaforte custodisce il crest della sessione 150, e ora conserverà anche quella della trecentesima”. E infine la prudente disponibilità mostrata del sindaco, assicurando che “avremo modo di approfondire e riflettere”.

Contrammiraglio Tarabotto: da istituzioni e aziende interesse alto su preparazione a comandare.

Gil vicedirettore della Scuola comando, Giorgio Occhetto, e l’allievo Gianluca Rollo.

Il comandante della Divisione navale, che è a capo della flotta di stanza ad Augusta ma non della base di Marisicilia, assicura che “è alto l’interesse” di molti a imparare dalla Marina come gestire uomini e risorse. Un siffatto training teorico-pratico, quindi, può offrire “tanti punti di tangenza” con le necessità di chi occupa ruoli di vertice, in ambiti diversi dalle forze armate. “Questa sede può diventare un futuro polo di formazione della leadership, declinata in tutti i suoi aspetti”, preconizza Tarabotto. Poiché la presenta come una cosa al momento buttata lì, non entra nei dettagli su cosa insegnare a un manager, o a un direttore generale del ministero. Anche perché per i primi ci sono i master delle varie business school, e per i secondi la Scuola nazionale dell’amministrazione, a Caserta. Inoltre delle 5 settimane di corso alla Scuola comando, 3 sono dedicate alle manovre prettamente navali. Comprese quelle relative il delicatissimo ormeggio, in un porto petrolchimico zeppo di petroliere e gasiere. Oltre alle tattiche di “impiego operativo”, fra cui quelle per il combattimento. Sicuramente molto potrebbero imparare i comandanti dei mercantili, grazie ai simulatori col metaverso di ultima generazione. Ma per gli altri civili con l’esigenza di “sviluppare leadership e attitudine al comando, gli insegnamenti dei militari dovranno sostanzialmente essere applicati nella gestione del personale e nelle relazioni sindacali. Realizzando il sogno di ogni “capo”: accantonare il politicamente corretto e mettere tutti sugli attenti.

Foto di gruppo per corsisti della sessione numero 300.
Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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