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Fdi Augusta, le foibe e il suo “compleanno” per il primato fra i sovranisti

AUGUSTA – “Orfani” di una ricorrenza da sfruttare per le comunali del 24 maggio, Fratelli d’italia prende in prestito le foibe per lanciare una polemica su misura. In grado di scaldare i cuori dei nostalgici in attesa del grande botto del 17 febbraio, quando celebrerà il mezzo secolo della sezione Msi. Con un pasticciato comunicato diffuso in due versioni, il 10 febbraio la Federazione giovanile provinciale si è fatta sentire ad Augusta per ricordare le vittime dei partigiani iugoslavi. Gioventù Nazionale, in occasione del Giorno del ricordo, ha fatto dono alla biblioteca comunale del libro che racconta la storia della ventitreenne studentessa istriana Norma Cossetto gettata, ancora viva, nella foiba di Villa Surani dai comunisti titini nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943”, scrive il segretario provinciale Marco Failla, (al centro nella foto di copertina con i dirigenti locali). Una iniziativa che si richiama alla legge del 2004, voluta dal governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Donato un fumetto sulle vittime dei titini.

Con la graphic novel consegnata all’asfittico fondo librario del Comune, “noi ragazzi di Gioventù nazionale Augusta abbiamo voluto porre l’attenzione su una parte della storia, quella che per non conoscenza o, peggio, perché politicamente scomoda, non gode nei fatti della considerazione riservata ad altre vicende storiche”. Failla ammette che “la nostra iniziativa, sicuramente simbolica ma dal significativo valore storico e morale, ha inteso omaggiare e ricordare i fratelli italiani assassinati nelle foibe o costretti all’esilio dall’odio comunista perché colpevoli di essere italiani”. Ma poi il documento dei giovani italiani di Giorgia Meloni, per bocca di Antonio Ranno, ammette che “noi continueremo a raccontare il ricordo di un eccidio, coperto a lungo da un anomalo sentimento anti-italiano della sinistra nostrana”. L’universitario aggiunge che “non passerà in sordina, per timore di associarlo ad uno schieramento politico. Questa ricorrenza dovrebbe andare al di là dei colori politici, al fine di evitare che altre stragi possano ripetersi. Gli atti di violenza, da chiunque perpetrati, devono essere condannati”.

Il Comune 5S mette bandiere a mezz’asta.

Fdi non rinuncia a dare una stoccata ai 5 Stelle, che ad Augusta sono in gran parte provenienti dalla stessa fascia elettorale di riferimento. “Dispiace che l’amministrazione comunale, in quanto istituzione della Repubblica, non abbia inteso celebrare questa ricorrenza”, dice il documento. In realtà, il Palazzo governato da Cettina Di Pietro ha ammainato a mezz’asta le proprie bandiere “in segno di lutto”. Questo almeno è quanto ha fatto notare sui social qualcuno dei “giapponesi” che resistono a difendere il fortino della sindaca, ormai abbandonato dalle sue truppe Facebook. La “presunta” adesione a mezzo bandiere è già molto più di quanto il Comune a gestione pentastellata abbia mai concesso alla ricorrenza del 25 Aprile, dove sono di ben altra entità le ragioni che ne rendono necessaria la celebrazione nel presente. Le foibe furono una tragedia “occultata”, come le violenze dell’esercito russo sulle donne tedesche nella Germania occupata. Hanno segnato un periodo della storia, che nulla porta a pensare possa risorgere oggi in quelle forme ideologiche. A differenza dei rigurgiti di negazionismo sull’Olocausto, e di revisionismo sul fascismo dei repubblichini, che rendono quanto mai “attuale” la Festa della Liberazione.

Sullo sfondo la lotta a Destra con la Lega.

In ogni caso ha ragione la liceale meloniana Giada Maiorca, quando nel comunicato auspica “che nelle scuole si parli sempre più dei tragici eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani, abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, a lasciare le loro case, spezzando secoli di storia”. Negli istituti lo stanno già facendo, anche con il supporto “obiettivo” della prefettura. Ma è anche vero che la storia del Novecento è sempre stata trascurata nei programmi scolastici, per le ovvie implicazioni che si porta dietro un insegnamento “divisivo” da qualunque parte si prenda. Fra l’altro, ad alto rischio di strumentalizzazione elettorale. La dimostrazione è proprio nell’iniziativa di Gioventù nazionale. Negli anni scorsi non ha dato a questa ricorrenza la stessa eco mediatica, come in questo dove si voterà per le amministrative. Solo una coincidenza, o la necessità di farsi vedere come la Destra doc, insidiata dalle sparate della Lega? Perché è forse nell’ambito dei rapporti con gli alleati leghisti, che le iniziative di Fdi vanno lette in questi giorni di convulse trattative.

Pogliese e Cannata ai 50 anni della sezione ex Msi.

Ciò che sicuramente può essere ascritta al braccio di ferro coi fans augustani della Padania, è la celebrazione in pompa magna dei 50 anni della “Ugo Venturini”. La sezione nata con il Movimento sociale italiano, ha seguito passo passo tutto il percorso di sdoganamento dei vecchi post-fascisti verso il moderno conservatorismo. Lo scavalcamento a destra del leghista Matteo Salvini, in Italia li sta riportando verso le caselle di partenza. Ad Augusta, più prosaicamente, ci stanno pensando le ambizioni di sindacatura del “piccolo capitano” Massimo Casertano, a far sbandierare a Fdi un anacronistico e mai sopito orgoglio missino. Va letta come una spinta alla candidatura a sindaco del “figlio d’arte” Pietro Forestiere, la grande kermesse programmata per il 17 febbraio. Ci saranno il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, astro nascente del sovranismo siciliano. E la deputata regionale Rossana Cannata, fresco acquisto della destra-destra strappato al più mite centrodestra di matrice berlusconiana. Un manipolo di eccellenze sovraniste non si mobilita solo per ricordare il mezzo secolo di un circolo. Fra l’altro tenacemente rimasto intitolato a un militante Msi ucciso a Genova nel 1970 da una bottigliata in testa, negli scontri con estremisti di sinistra durante un comizio di Giorgio Almirante. Se ci saranno in forze a questa nostalgica manifestazione, insieme ad altre “eccellenze” dell’area, è perché vogliono dire qualcosa. “Cosa” vorrebbero dire, dipende da chi starà nel tavolo della presidenza insieme a loro.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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