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Ballottaggio: Gulino o Di Mare, sarà il Consiglio a dare la forma dell’acqua

Ultimo aggiornamento Thursday, 22 October, 2020   00:35

AUGUSTA – Conteggi chiusi al seggio unico, incaricato di verificare i risultati delle amministrative. Come già ventilato nei giorni scorsi, durante gli apparentamenti per il ballottaggio di Augusta, in caso di vittoria la coalizione di Pippo Gulino avrebbe 15 seggi. Alle liste dello sfidante Peppe Di Mare, rimaste le stesse del primo turno, andrebbero 4 seggi. Ma sarebbe comunque il gruppo d’opposizione più numeroso, con 5 consiglieri, perché il perdente del confronto a due entra di diritto a Palazzo San Biagio. In caso di risultato favorevole al candidato più giovane e meno apparentato, salirebbero a 5 gli eletti fra i suoi 3 simboli che hanno superato lo sbarramento. Per mettere in piedi una maggioranza, dovrebbe per forza pescare fra gli avversari. Perché il resto della minoranza, rimasta alla finestra dopo il voto del 4 e 5 ottobre, non basterebbe a superare il quorum necessario nell’aula ridotta a 24 posti. I grillini avrebbero infatti 3 “portavoce”, e Augusta coraggiosa occuperebbe solo un paio di poltrone consiliari. E’ in questo scenario che il 18 e 19 ottobre si affrontano due contendenti molto diversi, per storia politica ed elettorato di riferimento. Entrambi però accomunati dalla necessità di un domani consiliare del quale non v’è certezza.

Gulino acchiappa-partiti, da Art1 alla Lega tutti con lui.

L’ex sindaco anni Novanta punta al suo quarto mandato, forte dei suoi 800 voti di distacco con lo sfidante. Nella sua coalizione c’era già di tutto al primo turno: esponenti dei democratici, dei forzisti, dei Gilet arancioni, e dissidenti leghisti. Per il secondo giro ha imbarcato la lista riferimento di Articolouno, e quella “figlioccia” del terzo arrivato Massimo Carrubba. Incassando pure l’appoggio ufficiale del Partito democratico. E quello meno esplicito – ma altrettanto inequivocabile – della Lega. Una coalizione “Frankenstein”, l’ha definita Diem25 dissociandosi dagli alleati del centrosinistra, dentro e fuori la scheda elettorale. Così eterogenea da far dubitare che quei 15 consiglieri sulla carta si muoveranno poi all’unisono. Anche se il potere ottenuto da una vittoria, almeno nei primi tempi, è un collante portentoso per qualsiasi mosaico. 

Di Mare scommette su elettori e eterogeneità avversari.

I calcoli di una mano vincente a Gulino dicono 4 seggi a Nuovo patto per Augusta, 3 ad Augusta 2020, 2 a Civica per Augusta, 2 ad Attivamente e 3 a Democratici progressisti (che scenderebbero a 2 se invece hanno nuovamente sbagliato candidato sindaco). Ma se si va a guardare i nomi dentro quei numeri, allora la storia della prossima maggioranza sembra tutta da scrivere. L’organigramma completo di Palazzo San Biagio si avrà ufficialmente non prima di una settimana. Però già ora i nomi dei sicuri fanno intravedere troppi galli per un pollaio così piccolo. Ed è quello su cui punta Di Mare, che per il ballottaggio non ha chiuso accordi con alcuno. La sua vittoria farebbe immediatamente scollare l’alleanza avversaria, tenuta insieme solo con lo scotch delle convenienze elettorali. Se all’eterno consigliere d’opposizione riesce il grande salto a Palazzo di città, non gli basterebbero i 2 seggi di 100 per Augusta, i 2 di Destinazione futura e quello occupato dal coach della coalizione, Marco Stella, per conto di Cambiaugusta. Dovrà necessariamente rivolgersi a chi oggi – teoricamente – lo osteggia. E c’è da scommettere che troverebbe molte orecchie disposte ad ascoltarlo con interesse.

Sfida generazionale fra giovane moderato e vecchio Dc.

Peppe Di Mare vs Pippo Gulino.
copertina: Andrea Camilleri (foto tratta dal sito “Il superuovo, fate l’umore con il sapere”).

Alla sfida finale i due aspiranti sindaco arrivano con punti di forza e di debolezza. L’anziano democristiano Gulino si è piazzato in testa al primo turno, con 6.100 voti. Ha coagulato praticamente tutto l’arco parlamentare, compreso buona parte dell’establishment grillino, e questo potrebbe essere indice che viene percepito come uno con cui tutti possono dialogare. Ma può essere anche visto come un candidato senza una precisa identità, alla guida di un’amministrazione dove potrebbe avere voce in capitolo sia tutto che il suo contrario. La giovane leva del centrodestra moderato ha invece puntato tutto sulla società civile. Di Mare ha evitato – almeno pubblicamente – di imbarcare pezzi di “costoso” ceto politico. Una scelta – o una necessità, dipende da chi la racconta – che potrebbe essere apprezzata da un elettorato che nell’ultimo quinquennio ha votato gli improvvisati 5 Stelle, laureandoli a ogni competizione come primo partito della città. E confermandogli il primato anche in queste comunali da cui sono usciti molto ammaccati, per il quarto posto cui è stata condannata l’amministrazione pentastellata uscente.

L’incognita astensionisti che ribalta i vantaggi più forti.

Per entrambi i duellanti nelle urne, la vera sfida da vincere è riportare al voto i propri elettori. Al secondo turno l’affluenza è notevolmente più bassa del primo, e la storia dei ballottaggi in provincia annovera diversi casi di clamorosi ribaltoni. In genere, il front runner viene superato sul filo di lana quando la maggior parte dei suoi candidati al consiglio molla la presa, per delusione o disinteresse. Non sempre, quando ci sono, endorsement e apparentamenti riescono a colmare quei vuoti. Alla fine, la maggioranza degli elettori va a votare influenzati solo dalla propria testa. Chi parte favorito è avvantaggiato dalla sindrome endemica “salto sul carro vincitore“, ma chi lo incalza può godere di un “effetto simpatia” che sfugge a qualsiasi previsione della vigilia. Nello scontro fra Gulino e Di Mare, comunque, l’unico dato già certo è che entrambi dovranno ricominciare tutto in consiglio. Sarà a Palazzo San Biagio che, aldilà dei proclami e delle pirandelliane maschere elettorali, la nuova amministrazione assumerà la sua fisionomia. O, per dirla col grande Andrea Camilleri, sarà in quell’aula che l’acqua prenderà la sua forma.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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