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Augusta, la #legalità 5 Stelle che nasconde l’incapacità

EDITORIALE – Si può “morire” di cattiva amministrazione? E’ quanto ci si comincia a chiedere ad Augusta, dopo le due toccanti vicende che stanno scuotendo profondamente la sensibilità collettiva. Perché c’è una responsabilità indiretta del Comune, nella tragica morte di un pedone travolto mentre usciva dalla messa. E c’è una responsabilità del Palazzo molto meno indiretta, nel disumano diniego a un paziente terminale di farsi seppellire nella sua città. Due storie diverse, quella di Roberto Reicherl falciato sulla strada mal illuminata di San Giuseppe Innografo. E quella di Salvatore Patania, a cui il regolamento comunale impedisce di stare al camposanto perché si è trasferito in Calabria per farsi assistere dalla figlia.

Due storie che hanno protagonisti anziani. Due vicende profondamente umane e altrettanto sconvolgenti, per la “risposta” dell’amministrazione cittadina. Specialmente nel caso della sepoltura negata a una vittima del cancro. Cioè quella stessa malattia contro la quale Cettina Di Pietro ha sfilato con la fascia tricolore da sindaco proprio il 4 aprile, insieme a don Palmiro Prisutto e don Angelo Saraceno. In una fiaccolata che ha attraversato la città sotto la pioggia, per chiedere di fermare questa strage silenziosa. La cui entità sfugge alle statistiche ufficiali, perché spesso uccide fuori da casa. Come nel caso di Passanisi, una vita di lavoro come muratore. Rimasto due volte vittima della sua città. La prima, quando “probabilisticamente” gli ha causato il tumore per le condizioni ambientali in cui versa. La seconda, quando ha eletto amministratori buoni solo a infilarsi nei cortei ma incapaci di assumersi responsabilità. Perché l’inadeguatezza dei 5 Stelle locali mai è emersa così lampante, quanto in questa vicenda. La racconta bene un comunicato diffuso il 4 aprile da Giancarlo Triberio, allegato in coda.

Ciò che l’intervento del capogruppo consiliare Centrosinistra non racconta, sono i 12 giorni di inutile attesa dei figli di farsi ricevere a Palazzo. Non racconta della irreperibilità alle telefonate fatte alla collega di Augusta dal sindaco Francesco Cupparo, che voleva dare qualche utile suggerimento. Visto che di situazioni del genere a Francavilla in Sinni ne ha risolte parecchie. Il documento del consigliere non racconta che il problema vero per l’amministrazione è di non avere più loculi al cimitero. Nemmeno per gli aventi diritto ai sensi di regolamento (come spiega lo scritto del capogruppo Peppe Di Mare, pubblicato in coda). I comunicati non raccontano tutto, ma le persone si. Specie chi venerdì mattina ha ascoltato le urla ai Lavori pubblici. Quando, sul problema della famiglia Patania, Triberio si è scontrato con l’assessora Roberta Suppo. Una grillina che del profilo basso ha fatto la cifra del suo mandato, costellato da risposte non date nella speranza che si stufino a chiedere. Come accaduto persino con le sollecitazioni delle scuole, come la “richiesta di incontro urgente riguardo l’utilizzo del campo Carrubba per l’attività ginnica del Principe di Napoli“.

Il capogruppo del Centrosinistra Triberio posta la mozione per cambiare il regolamento. “Spero che su questo non ci siano distinzioni politiche e il consiglio approvi rapidamente”, scrive alla presidente M5S Marturana che lo aveva “pubblicamente sollecitato” a presentarla

Esigenze “minimali” restano in lunga attesa di risposta, persino quella di modificare un punto di raccolta nel piano scolastico di evacuazione. Tutto è trattato come un problema insormontabile. Anche se si nega a un concittadino di spegnersi nella consolazione “di poter giacere nella città dove è vissuto e dove si trovano i propri cari defunti“, come scrive Triberio nella sua proposta di modifica al regolamento cimiteriale. Perché, incredibile a immaginarsi in un Comune “normale”, è la stessa amministrazione pentastellata a chiedere all’oppositore di muoversi per adeguarlo alle necessità dell’umana pietà. Lo ha fatto Sarah Marturana, una grillina che stava in prima fila nei cortei di protesta. Compresi quelli sugli “omicidi” da cancro. Come presidente del consiglio, anziché smuovere i suoi compagni di gazebo, ha sollecitato il capogruppo del Centrosinistra “a proporre una modifica e farla approvare in consiglio, qualora volesse modificare il regolamento datato”.

Una sfida lanciata sui social e la velenosa accusa di “usare le tragedie umane per fare politica”. Questa è la risposta Facebook di Marturana, al consigliere di minoranza che scriveva:“Adesso è il momento di regalare l’ultimo sorriso di speranza a un augustano che ci sta lasciando per sempre”. Post grondanti slogan 5 Stelle invece di soluzioni concrete, sono prassi in una maggioranza che si comporta come un’opposizione all’angolo. Sia pure se si tratta di aggiungere due righe a tamburo battente a un regolamento cimiteriale. O di cambiare una lampada intermittente davanti quella parrocchia del Monte, dove un pedone è stato falciato da un automobilista distratto. Dietro la #legalità di regolamenti che non prevedono eccezioni, dietro la telefonata negata a un sindaco lucano che è pure consigliere regionale, non c’è solo l’indifferenza ai casi umani o la scarsa educazione istituzionale: c’è la sconsolante ammissione di impotenza. Dopo 4 anni a Palazzo, i grillini sanno che “colpa delle amministrazioni precedenti” non regge più. La dura realtà è che non sono riusciti a risolvere nemmeno il problema del camposanto. O quello delle strade male illuminate.

In una di queste tante vie dimenticate dal #cambiamento, Reicherl ha perso la vita. Negli anni Novanta, quando gli amministratori M5S di oggi si occupavano di bambole e figurine di calciatori, era fra i protagonisti delle lotte per ottenere la legge sulla ricostruzione. Era in strada al fianco di don Prisutto quando era un semplice prete di frontiera a Santa Lucia, e non un’icona mediatica che questa amministrazione impopolare appoggia a convenienza per lucrarne la popolarità. Roberto si era candidato sindaco con Vienuove, un movimento nato dalla società civile impegnata nel volontariato cattolico. Voleva il cambiamento, ma i tempi non erano maturi. Poi è arrivato, ma era quello con l’hashtag. E a farlo sono coloro che ancora pensano di stare giocando con Cicciobello e gli album della Panini.

Foto diffusa dal consigliere di #perAugusta Di Mare a supporto della polemica sulla mancanza di loculi

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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