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Augusta, in piazza con maglie bianche contro la notte delle bonifiche

AUGUSTA – Solo una manciata di magliette bianche in piazza Duomo, per la manifestazione nazionale “3 ore per la vita” organizzata il 14 settembre in contemporanea con Gela, Livorno, Taranto, Manfredonia, e Falconara. Augusta però si è dovuta “dividere” gli attivisti della provincia con Siracusa e Portopalo, dove un coloratissimo gruppone si è fatto vedere e sentire nonostante la lontananza dal cuore della problematica. Ma il drappello di tenaci volenterosi riunitosi davanti la Matrice, è comunque bastato a tenere alta l’attenzione sulla questione delle bonifiche nei Siti di interesse nazionale.

Stop veleni al Duomo per il sit in “3 ore per la vita”.

Opere di risanamento già normate da tempo, finanziate e “caratterizzate”, ma che ancora non sono partite. Sulle quali Stop veleni, ma non solo, torna a chiedere che si inizi a mettere mano seriamente. Insieme a tutta una “serie di provvedimenti per la tutela dell’ambiente e della salute”. Perché, anche se i numeri dei manifestanti augustani hanno più che altro un valore di testimonianza, le istanze che stanno rappresentando in pieno pomeriggio sono fortemente sentite. Pure da chi non si è visto “per pigrizia o per altro”, come spiega Giusi Nanè.

Nanè: qui il ricatto occupazionale si fa sentire più forte.

La combattiva portavoce del comitato sottolinea che “qui il ricatto occupazionale si fa sentire più forte che altrove”. A supporto di questa tesi empirica, porta l’oggettività dei numeri. “Fra i Sin d’Italia questo di Priolo è secondo per estensione superato solo da Sulcis, con quasi 6 mila ettari di terreno“. Ai quali si aggiungono gli oltre 10 mila a mare. “E’ quindi comprensibile la difficoltà delle persone a metterci la faccia”, aggiunge l’avvocata ambientalista. Nanè ritiene che molti non usciranno dal loro guscio psicologico, “se prima non non partono le bonifiche“. Cioè, se non si rendono conto che lo Stato fa sul serio. Però, anche senza scendere in piazza, sono comunque tantissime le famiglie che il problema risanamento se lo sentono bruciare.

Cinzia Di Modica e Giusi Nanè, portavoce di Stop veleni.

A quota mille i morti per cancro censiti da don Prisutto.

E’ già arrivato a mille l’elenco che conteggia i morti per cancro, pazientemente raccolti dall’arciprete Palmiro Prisutto. Che pure stavolta era in piazza a sostenere le ragioni di una protesta pacifica, ma determinata. E che può contare su sostegni significativi tanto nella politica cittadina, certificati dalla presenza di alcuni esponenti della Sinistra. Quanto nell’appoggio sostanziale del principale sindacato, la Cgil. Infatti non stava lì per moda la camicia bianca di buon taglio indossata da Lorena Crisci. Perché la segretaria della Camera del lavoro era arrivata per riaffermare l’impegno nella partenza delle bonifiche.

Crisci: la Cgil segue con attenzione partenza bonifiche.

“E’ un problema nei pensieri di tutti”, spiega la dirigente sindacale. Aggiungendo che “sulle tematiche riguardanti i cittadini, ci siamo sempre”. In piena sinergia con la segreteria provinciale di Roberto Alosi“che segue con grande attenzione la partenza delle bonifiche”. E in stretta collaborazione con Legambiente“con la quale siamo in linea sulla questione depuratore“. Crisci aggiunge che “urge una spinta in avanti verso tutto ciò che serve per questo territorio”. E che non bisogna rinchiudersi in paralizzanti distinguo, “perché ad Augusta siamo all’anno zero”. Perciò sta in piazza assieme a Stop veleni“in rappresentanza del sindacato”. Anche se sul “zero raffinerie” che circola in alcune frange dell’ambientalismo di strada, ha idee diverse.

“Ma è un errore pensare di chiudere le fabbriche”.

Lorena Crisci, Camera del lavoro

“Non sono in linea con forme di integralismo dove si mette l’ambiente al posto del lavoro”, sintetizza la dirigente sindacale augustana. Spiegando che la politica deve imporre limiti e vincoli” a tutela del territorio e della salute. Ma che “è un errore pensare di chiudere le fabbriche”. Perché “non bisogna dimenticare si è avuto da vivere per decenni grazie alle industrie”. Ovviamente di industrializzazione non bisogna nemmeno morire, perciò la Camera del lavor“è pienamente d’accordo con chi chiede nuove bonifiche”, oltre quelle già programmate nel Sin di Priolo.

L’iniziativa nazionale chiede energia solo da rinnovabili.

I portavoce di Stop veleni, comunque, sul tema “raffinerie zero” non entrano nemmeno. Anche se “lo sviluppo di un piano energetico nazionale basato esclusivamente sulle fonti rinnovabili”, è parte integrante della iniziativa nazionale. L’obiettivo concreto a breve termine sono le bonifiche che non partono, nonostante siano pronti i progetti sugli interventi da realizzare nei siti contaminati. Quello a lungo termine è invece di infondere il coraggio di sfuggire alla paura del ricatto occupazionale, e alla tremenda equazione “meglio morire di cancro che di fame”.

“Siamo uno dei siti più inquinati: cos’avete fatto finora?”

In piazza erano in pochi, poco più di una trentina, con alcuni arrivati dai paesi vicini. Erano lì coi loro fogli in A4 usciti dalla stampante di casa, portati al collo come una collana per dire “la nostra vita non è un business”. Coi cartelli fatti col plotter della copisteria, montati su legno per affermare che “la salute viene prima del vostro profitto!”. E quelli vergati a mano con le penne colorate dell’astuccio, per scrivere sul cartoncino da disegno che “siamo uno dei siti più inquinati d’Italia: cosa avete fatto finora?”. E poi c’erano quelle magliette bianche. Poche, ma spiccavano. Come un faro che arriva lontano, bucando la notte.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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