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Augusta, consiglio mono Di Mare: esordio con sgarbo a Cannata

AUGUSTA – E nel nuovo consiglio comunale di Augusta targato “Giuseppe Di Mare sindaco 2026”, quello dove 24 seggi su 24 sono occupati dalla coalizione elettorale votata da oltre 8 augustani e mezzo su 10, arriva la prima (timida) stecca nel coro. A farne le spese è stato Biagio Tribulato, campione da 1.200 preferenze rieletto con Grande sicilia, cui una manina dispettosa ha negato l’elezione plebiscitaria alla presidenza. Il franco tiratore, forse per confondere le acque, si è poi ripetuto per la votazione del vicepresidente vicario. Facendosi nuovamente annullare il voto espresso per il designato della maggioranza, Andrea Lombardo, consigliere rieletto nella scuderia delle liste sindacali. Alla fine l’unica elezione all’unanimità che il 13 giugno si è vista a Palazzo San Biagio, dove si è finalmente insediata l’assise cittadina emersa dalle amministrative di fine maggio, è stata quella del dimariano Peppe Tedesco come secondo vicepresidente. Una carica sostanzialmente “ad honorem”, vista che è l’unica a non godere di stipendio, ma che tuttavia ha ottenuto tutti i voti dei 23 presenti. Al rituale del giuramento, formalmente fissato fin dal 29 giugno, non si è infatti presentato l’autonomista Cosimo Cappiello, ufficialmente perché fuori sede. Del primo cittadino era stato assessore designato nel primo mandato 2020, conquistando poi il primato della defenestrazione dalla giunta dopo appena pochi mesi. 

Sindaco plaude al depuratore ma esclude il parlamentare Fdi dal pantheon dei benefattori.

sopra, il nuovo consiglio comunale tutto di centrodestra.
copertina, in primo piano Marco Stella.

Cappiello comunque si insedierà e giurerà da consigliere di Gs alla prima occasione utile, quando si presenteranno i gruppi consiliari e qualche nodo fra i supporter giungerà al pettine visibilmente. Anche se un’anteprima è già stata intravista dagli addetti ai lavori, quando Di Mare ha di fatto dichiarato guerra senza quartiere al deputato meloniano Luca Cannata. Ignorandolo nel pantheon degli onorevoli da ringraziare “perché non hanno mai fatto mancare sostegno a questa città”, dove invece ha collocato il neodemocristiano Carlo Auteri, l’autonomista Peppe Carta e il forzista Riccardo Gennuso. Una dimenticanza significativa, anche perché ha rivendicato come un grande successo del primo mandato proprio il nuovo depuratore, “che dopo le vittorie al Tar a questo punto può fermare solo una sentenza della magistratura. Un risultato che proprio l’avolese Cannata era venuto a battezzare di persona, insieme al commissario governativo Fabio Fatuzzo, protagonista materiale dell’appalto. Con singolare tempismo la consigliera di sospetto riferimento del parlamentare Fdi, Tania Patania, ha abbandonato l’aula appena il sindaco l’ha praticamente avvisata che può pure accomodarsi all’opposizione, perché “non sarà consentita alcuna transumanza”

Niente meloniani in consiglio: Di Mare avverte i consiglieri tentati di “transumanza” dal deputato.

da sinistra: il vicesindaco Pino Carrbino, il sindaco Giuseppe Di Mare, il presidente del consiglio comunale Biagio Tribulato.

Secondo rumors,  la sua ex vicesindaca folgorata sulla via di Avola prima delle comunali, adesso avrebbe sondato qualche collega di maggioranza per far nascere un gruppo Fratelli d’italia a San Biagio. Propedeutico a una sua candidatura alle regionali 2027, col partito che all’ultimo momento ha negato il simbolo all’amministrazione uscente, nonostante l’intuibile rielezione a bomba. Un’eresia, per un primo cittadino che ha definito il suo metodo amministrativo come “un modello negli ambienti politici”, della provincia e non solo. Con la vecchia “creatura” elettorale Auteri dirottata verso una sindacatura nella vicina Sortino, è dai 14 consiglieri della sua confraternita che Di Mare pensa di pescare il prossimo punto di riferimento all’Assemblea siciliana. Nel caso dovesse andargli male il tentativo di farsi candidare alla Camera, obiettivo per il quale pare non disdegnerebbe abboccamenti pure coi vannacciani in ascesa di Futuro nazionale. Quindi non ha sorpreso nessuno che il primo a prendere la parola in questa tornata amministrativa, quasi come apporre un sigillo, sia stato il suo mentore Marco Stella. Al momento solo un consigliere fra tanti, dopo un quinquennio alla guida di San Biagio come alter ego del primo cittadino, “ma chissà cosa avverrà in seguito”. E’ toccato a lui rivendicare “il fatto straordinario” di amministrative che hanno azzerato l’opposizione di centrosinistra, premiando oltre ogni immaginazione “la politica dell’amicizia e degli scambi leali”, affidando al centrodestra egemone in aula il compito di essere “parte e controparte”.

Niciforo avvisa: qui nessuno ha finito il secondo mandato e s’è tirato dietro i collaboratori.

a sinistra l’assessora Rosanna Firrincieli, al microfono Marco Niciforo.

Marco Niciforo propone addirittura di “moltiplicare i consigli comunali aperti, per avere l’importante contributo dei partiti di opposizione”, cancellati dal consiglio perché rimasti sotto lo sbarramento del 5 per cento. Il solitario consigliere di Augusta2020 però ricorda a Di Mare che “la sua coalizione l’ha battuto”, conquistando l’89 cento dei voti di lista contro l’84 espresso sul sindaco. E lo mette in guardia dagli abbagli che si prendono quando si è riconfermati, specie se con un consenso bulgaro. Ad Augusta “tutti hanno concluso il secondo mandato prima del tempo, interrompendo il percorso politico-amministrativo anche delle persone che erano coinvolte nelle loro amministrazioni”. Un riferimento da brividi. Perché Pippo Gulino venne sospeso dopo una serie record di inchieste penali, in larga parte finite con un nulla di fatto. Mentre l’amministrazione Massimo Carrubba fu sciolta per infiltrazioni mafiose, poi risultate inesistenti. “La sfida più grande che l’aspetta ora è consolidare una classe dirigente e lasciare alla città questo testamento politico-amministrativo di persone all’altezza di proseguire un lavoro che parte 5 anni fa”, conclude il riconfermato assessore provinciale.

Campo largo fuori dal consiglio, 5 Stelle e Avs ripartono: petizione contro la discarica senza il Pd.

Filippo Scerra, Salvo Pancari, Roberta Suppo, Giovanni Ranno, Uccio Blanco.

Il quinquennio del Campo largo, invece, alla fine lo ha portato in un vicolo cieco. Per tirarsene fuori, i 5 Stelle ripartono dalle tematiche ambientali. Aggregando Alleanza verdi sinistra, junior partner già prima delle amministrative, da giorni raccolgono firme per una petizione contro la discarica di rifiuti industriali Log service. E scelgono lo stesso giorno in cui il nuovo consiglio celebra la scomparsa dell’opposizione, per presentarla alla stampa. Sull’impianto di smaltimento avevano già fatto battaglia in aula, ma il giorno del voto comunale si è infranta sulla Via accordata dalla Regione con l’assenso del Comune, ignorando persino l’opposizione della confinante Sasol per i rischi largamente argomentati. A sostenere questo risveglio pentastellato utile per le regionali, nella sede di Avs fa un salto l’onorevole Filippo Scerra, autore di un’interrogazione parlamentare sulla questione. “Il ministero dell’Ambiente può agire in queste situazioni, che portano pressione ulteriore su un territorio Sin già fortemente stressato”, dice il vicepresidente della Camera. Aldilà dell’iniziativa, che l’ambientalista Enzo Parisi “apprezza perché vengono coinvolti i cittadini” senza lasciare tutto alla buona volontà di Legambiente, c’è il dato politico evidenziato da Salvo Pancari. Che dopo la batosta come candidato sindaco alternativo, torna sulla scena per dare voce “a quella parte di Augusta che ancora crede si possa fare un’altra politica”. Manca il Pd, “però alcuni suoi esponenti hanno firmato e se si aggrega pure il partito può essere solo benvenuto”. Ma prima dovrebbe uscire dal letargo.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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