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Augusta è da sindaci pop: Fdi va su Casertano, Bertoni coi Gilet arancioni

AUGUSTA – La Lega strappa la candidatura a sindaco del centrodestra, proprio mentre ad Augusta sbarcano i Gilet arancioni. Sta diventando decisamente affollata l’area elettoral-populistica lasciata libera dai 5 Stelle, dopo che la frequentazione dei Palazzi li ha ingessati dentro un doppiopetto su cui si trovano davvero stretti. Il movimento del generale naif Antonio Pappalardo, che ha già attirato per affinità elettive sia “ScatenoDe Luca che Vittorio Sgarbi, sabato mattina presenterà Marco Bertoni come aspirante primo cittadino. Mentre è attesa per lunedì prossimo la ufficializzazione del leghista Massimo Casertano alla guida della coalizione allestita sulla carta insieme coi più composti Fratelli d’italia, Diventerà bellissima e Forza italia

Per il leghista decisivo il tavolo regionale centrodestra.

Massimo Casertano con Stefano Candiani.
copertina, al raduno di Pontida nel 2019
(foto tratte dal profilo Facebook)

La decisione di puntare sul commissario cittadino dei padani è arrivata lo scorso 6 luglio, al termine del tavolo regionale per chiudere sui capoluoghi di provincia e i Comuni più importanti. Una riunione cui ha preso parte anche Salvo Pogliese, coordinatore siciliano dei meloniani, che lo scorso febbraio aveva sponsorizzato apertamente Pietro Forestiere. Il quale, poco prima della riunione palermitana, aveva incassato anche l’appoggio esplicito della sua segreteria provinciale. Alla fine però Stefano Candiani è riuscito a imporre agli alleati il suo nome, un ex consigliere comunale di An che per le politiche aveva flirtato coi berlusconiani. Il plenipotenziario di Matteo Salvini in Sicilia era anche passato in città prima del vertice, per valutare la situazione sul posto. E quanto ha trovato deve averlo entusiasmato, se è riuscito a convincere Fdi a scaricare un giovane dirigente nazionale ritenuto vicino alla stessa Giorgia Meloni.

Lega col nodo liste a supporto, Fi pronta a sfilarsi.

Paolo Amato, plenipotenziario di Forza italia ad Augusta.

Ma trovato il sindaco Casertano, il centrodestra adesso dovrà trovare le liste che supporteranno il leghista. Sui manifesti elettorali intanto non ci sarà lo scudocrociato dell’Udc, che per spaccature interne in Sicilia e traversie giudiziarie locali ha rinunciato a comparire. Un problema sarà anche il logo di Forza italia. Il gestore in house Paolo Amato ha già chiuso un accordo con l’alleanza trasversale di Pippo Gulino, promettendo di portare in dote il marchio di Silvio Berlusconi. Tuttavia gli accordi palermitani prevedono che chi “si pone fuori dalla coalizione lo farà senza simbolo di partito, ma sotto forma di lista civica“. Se i dirigenti provinciali forzisti insistono a comparire sulla scheda accanto i loro alleati naturali, rischiano trovare solo una visibilità senza sostanza nelle urne.

Torna Diventerà bellissima ma sulla sua strada c’è Stella.

Marco Stella, leader di Cambiaugusta e storico punto di riferimento per Nello Musumeci.

Anche Diventerà bellissima è un punto interrogativo. La lista del governatore Nello Musumeci è stata affidata a Francesco Papale. Il quale si deve muovere in una città dove Fdi si è già accaparrato un pezzo della classe dirigente, ignorata dopo le regionali vittoriose. Mentre la fetta più sostanziosa di elettorato è già stata drenata da Peppe Di Mare, il candidato sindaco uscito dal laboratorio di Cambiaugusta creato da Marco Stella, sul quale per anni il presidente della Regione si è appoggiato per i voti augustani. Tuttavia pure la lista della Lega è di consistenza incerta dopo la pesante scissione di Noi per Augusta, la civica di Saro Salmeri confluita coi sostenitori dell’ex sindaco Gulino. Ora resta da vedere se Casertano la rimpolperà col movimento costruito prima della folgorazione padana, Adesso Augusta. O se invece userà quest’ultimo come lista personale d’appoggio, in modo da pesare la propria forza elettorale e togliere alibi all’effetto trascinamento del marchio sul risultato del 4 ottobre.

Lo sconfitto Forestiere jr “obbligato” a fare da spalla.

Pietro Forestiere, partito in grande spolvero e finito a magiare la polvere del padano.

Dopo la scoppola presa dai suoi vertici, Fdi Augusta ora si trova a un bivio. Forestiere junior era già stato vicesindaco designato da Nicky Paci, nella batosta 2015 del ballottaggio contro la grillina Cettina Di Pietro. Di fare l’eterno secondo pare non abbia molta voglia, anche perché le condizioni non sono delle migliori. Ma il suo partito deve assolutamente fare risultato, perché la leader Meloni è pronta col registro presenze su cui annotare i voti necessari a promuovere le candidature alle prossime regionali. Se il primogenito dell’ex deputato Puccio fa da spalla all’ex consigliere comunale del padre, tira il simbolo ma rischia di imbarcarsi su una nave dalla quale già sono scesi i pezzi più consistenti del voto organizzato di centrodestra. Fra cui proprio quel moderato Paci che poteva mettere d’accordo tutti, e ora è stato definitivamente “regalato” al progetto Gulino, nel quale sono coinvolti pure pezzi importanti del Pd.

“Scateno” De Luca, la promessa di Bertoni coi Gilet.

Marco Bertoni.

Anche l’ex sindaco degli anni Novanta, però, qualche pezzetto lo ha perso per strada. L’ex consigliere Bertoni era stato fra i primi ad arruolarsi nel progetto di civismo acchiappa-tutti, imbastito da Augusta2020. Addirittura pare che fosse stato indicato dallo stesso Gulino come possibile assessore alla Protezione civile, della quale è stato il responsabile comunale fino al marzo scorso. Ora invece se lo trova concorrente alla poltrona più comoda del palazzo, con quei Gilet arancioni dalle potenzialità imperscrutabili. Alla presentazione dell’11 luglio, l’unica presenza ufficialmente confermata è quella del segretario regionale Peter Colletti. Ma il loro aspirante sindaco sta lavorando per coinvolgere direttamente quel Cateno De Luca che a Messina l’aspirazione di sindacatura l’ha già fatta diventare realtà, a dispetto di tutte le previsioni. E ora punta a fare il governatore, cullato da una popolarità mediatica che diventerà voti alla Regione solo se nei Comuni pianta bandierine. E’ tutto da scoprire quanto possano attecchire gli slogan degli smanicati antinebbia, fra i fan augustani del populismo destrorso. Sicuramente, se saranno confermate le presenze dei loro istrionici sponsor, in questa campagna elettorale porteranno una nota di colore. Fosforescente.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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