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Augusta, coronavirus a quota 10. In 125 “reclusi” per i tamponi in ritardo

AUGUSTA – Dieci positivi, di cui un asintomatico. Fra loro solo 2 i ricoverati, al Muscatello e all’Umberto Primo, in condizioni definite non preoccupanti. Nonché la guarigione dell’infermiera di Medicina, che si era contagiata fra i primi assistendo l’anziano di Sortino. Ad Augusta la fase 2 sembra già iniziata dalle statistiche, che confermano l’ottimismo mostrato dall’Azienda sanitaria per l’intera provincia. Che nonostante le “criticita” dell’area Sin di Priolo, alla fine è ancora fra le più indenni al Covid-19. L’assessorato regionale alla Salute, comunque, non ha abbassato la guardia. Il titolare Ruggero Razza ha comunicato che l’Asp 8 sarà dotato di un altro laboratorio per i tamponi. Con quello privato già operante ad Avola, e quello attrezzato nell’ospedale del capoluogo, sarebbe il terzo legalmente accreditato per le analisi Coronavirus. La dirigenza sanitaria lo ha confermato il 21 aprile alla Cisl, in un incontro che ha segnato una distensione dei toni dopo le asprezze delle ultime settimane. Ma questa “apertura” al sindacato non si è spinta a spiegare dove verranno messi i nuovi macchinari, per l’esame dei campioni agli infetti. Nè è stato trattato il tema sul futuro prossimo del nosocomio augustano, attrezzato con ben due corsie Infettivi praticamente semivuote. Il cui unico risultato, al momento, è stato quello di “cancellare” una coppia di reparti, fra dei pochi ancora operativi nel presidio ospedaliero della zona industriale.

Passanisi, Cisl: Asp conferma un terzo laboratorio.

Daniele Passanisi, segretario provinciale della Funzione pubblica, scrive che “sulla richiesta di estensione dei tamponi all’intero personale e di maggiore vigilanza sulla tempistica di risposta, ci è stato replicato che nel giro di pochissimi giorni sarà operativo un secondo laboratorio interno all’Asp, terzo compreso quello esterno. Nell’ottica di un potenziamento che dovrebbe realizzare anche la possibilità d’esecuzione di screening sierologico, attualmente in corso di autorizzazione regionale”. Sulla ubicazione dei macchinari d’analisi, racconta a corredo del comunicato stampa diffuso il 22 aprile, “il direttore generale Salvatore Ficarra non ha dato indicazioni”. Lo stesso ha fatto quello sanitario, Anselmo Madeddu, presente all’incontro convocato su una tematica più vasta. Considerato che la zona Sud è già coperta da una struttura privata convenzionata, e Siracusa ha attrezzato l’Umberto Primo, la terza centrale di studio sui tamponi dovrebbe essere nella zona Nord“In effetti la logica vorrebbe così”, commenta il sindacalista. Ma dove? Al Muscatello, dove lo vorrebbe una logica stringente considerato che ha un reparto Covid? O a Lentini, che logica aziendale da anni sta privilegiando per ogni rafforzamento?

Industrie pronte a comprare macchinari ma scoraggiate.

L’ubicazione del nuovo laboratorio non è solo una questione campanilistica. Metterlo ad Augusta potrebbe far pensare l’intenzione di proseguire a tenere questo presidio ospedaliero a “disposizione”, per le eventuali necessità legate all’epidemia. Per un tempo, a questo punto, indefinito. Perché già ora il reparto Covid è ampiamente sottoutilizzato, nonostante una circolare dell’Asp lo avesse classificato come il polmone dove portare tutti i contagiati della provincia, se l’Umberto Primo dovesse saturare i propri posti letto. Nel nosocomio invece sperano che l’allontanamento del picco e l’arrivo della “fase 2” possa far chiudere le corsie Infettivi, e lasciare come eventuale riserva la struttura di Noto, che da tempo è stata praticamente svuotata e ora ha perso solo Geriatria. Fra l’altro, il Muscatello ha già avuto una sua piccola “beffa” proprio sulle analisi dei tamponi. Pare infatti che le raffinerie con impianti nel territorio comunale, fossero disposte a finanziare l’acquisto dei necessari macchinari per i test. Una cifra fra l’altro non proibitiva per i loro bilanci, trattandosi di circa 20 mila euro. Eppure, tutta una serie di problematiche burocratiche legate all’erogazione dei fondi, avrebbe fatto sfumare questa possibilità. Col risultato che l’elevato numero dei campioni ha saturato le capacità di trattamento, portando a tempi lunghi tanto nei risultati quanto nei prelievi.

La quarantena prolungata ai rientrati da fuori.

Enzo Canigiula e Vanessa Fazio

“Ad Avola, ad esempio, non è stato fatto il terzo tampone al personale sanitario risultato fra i cosiddetti negativi-positivi“, dice Passanisi. Ad Augusta invece il problema dei ritardi nelle analisi di laboratorio investe centinaia di lavoratori. Risale al 15 aprile una “interrogazione a risposta scritta e urgente” dei consiglieri Enzo Canigiula e Vanessa Fazio, “sul prolungato isolamento fiduciario per i nostri concittadini in attesa di tampone rinofaringeo”. Un esame importante per riacquistare la “libertà” di poter tornare nei cantieri della zona industriale, dai quali erano stati mandati in trasferta. E che ora, per le realtà imprenditoriali meno solide, rischiano non “frequentare” mai più per le necessità di personale da parte degli imprenditori. Una grossa azienda specializzata dell’indotto petrolchimico aveva anche minacciato il ricorso alla magistratura. L’iniziativa dell’opposizione denuncia “la gravissima e inammissibile limitazione delle libertà individuali e fondamentali dei nostri concittadini, isolati anche da più di un mese“. Una quarantena che si è prolungata ben oltre i canonici 14 giorni, la quale è “oltretutto di non prevedibile durata”. A una settimana dalla presentazione è ancora in attesa di riscontro, da parte dell’amministrazione comunale, questa richiesta “di conoscere quali azioni intende intraprendere per tutelare il diritto di libertà personale”.

La sindaca: sui test ai fuorisede situazione drammatica.

I social sono assaltati da “quarantenati” che non possono tornare al loro posto di lavoro, o rischiano addirittura di perderlo. Secondo quanto ha fatto sapere Cettina Di Pietro, in un video serale del 22 aprile, alla mail coronavirus@comunediaugusta.it sono già arrivate 125 richieste“Le ho mandate all’Asp e all’Assessorato regionale, ha puntualizzato la sindaca. Dicendo chiaro che “mancano i tamponi e i reagenti“, ma di aver tuttavia avuto “garantito che cominceranno a chiamare“. A differenza delle altre volte, però, la pentastellata non ci vuole più mettere la faccia sulle “assicurazioni” dell’Azienda. “Non voglio darvi delle speranze vane, la situazione è veramente drammatica“. Abbandonata la linea comunicativa di considerare allarmismo tutto ciò che esula dalle fonti ufficiali, ammette che la situazione “rischia di sfociare in gravi tensioni sociali“. Palazzo di città, che nel frattempo sta “affogando” nella distribuzione dei buoni spesa di sua stretta competenza, ora prende atto dei buchi neri nella gestione dell’epidemia. Una situazione ampiamente raccontata da settimane sulle tivù e nei giornali online, stranamente osteggiati da irriducibili social-supporter grillini. Chissà se l’impellenza di spostare l’attenzione dalle carenze della “loro” amministrazione, adesso farà velocemente dimenticare le loro shit-storm su cronache che “generano ansia e disorientano i cittadini”, nonostante raccontassero le stesse cose oggi ammesse dal “capo” (al maschile, “perchè non è questo il momento”)

COMUNICATO STAMPACOVID 19, CALL CENTER E POSTA ELETTRONICA DELL’ASP DI SIRACUSA PER RICEVERE INFORMAZIONI

Siracusa 22.4.2020 – Considerata la notevole affluenza di richieste di informazioni, l’Asp di Siracusa ha incrementato le postazioni telefoniche del call center 0931 484980 per l’emergenza Covid 19 del Dipartimento di Prevenzione. Dalle ore 8 alle ore 20, medici specialisti rispondono alla cittadinanza e a quanti sono rientrati in provincia di Siracusa e si trovano in isolamento domiciliare fiduciario, per fornire informazioni utili in ordine agli obblighi, alla valutazione del rischio, alle procedure comportamentali da seguire, alla esecuzione dei tamponi. E’ attiva, inoltre, la casella di posta elettronica siracusacoronavirus@asp.sr.it. I cittadini che si trovano in isolamento domiciliare fiduciario e sono in attesa della convocazione per l’esecuzione del tampone in prossimità della scadenza della quarantena, nel caso in cui abbiano necessità inderogabili di rientrare al lavoro, possono segnalare il requisito di precedenza a mezzo mail o telefonando anche ai numeri 0931 484056-484039 dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18. Si ricorda che chiunque rientra in Sicilia ha l’obbligo di registrarsi al sito regionale siciliacoronavirus.it, informare il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di appartenenza o il proprio Comune di residenza e il medico curante.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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