Tu sei qui
Home > ERROR404.ONLINE > Augusta, ballottaggio: Di Mare va solo, Attivamente tiene in bilico Gulino

Augusta, ballottaggio: Di Mare va solo, Attivamente tiene in bilico Gulino

AUGUSTA – Apparentamenti per il ballottaggio? “Con nessuno, anche se mi hanno cercato tutti escluso i 5 Stelle“. L’avolese Luca Cannata nella sede elettorale durante lo spoglio augustano? “Solo la visita di un carissimo amico di vecchia data, come quella di Fabio Granata presente pure lui la stessa sera”. Un marchio Fratelli d’italia sulla sindacatura Peppe Di Mare? “Esclusivamente quello col logo Comune di Augusta, e del progetto civico presentato agli elettori”. La presidenza del consiglio comunale a un super-votato oppositore per caso come Biagio Tribulato? “I voti non rappresentano tutto, le sue scelte di domani potrebbero essere incoerenti con i proclami di ieri”. A 24 ore dalla chiusura dei termini per collegarsi con altre liste, lo sfidante di Pippo Gulino mette i paletti per il secondo turno. A Palazzo di città, lunedì mattina, non si presenterà nessuno della sua federazione. Con 4 civiche si è presentato alle amministrative del 4 e 5 ottobre, e con gli stessi supporter affronterà il confronto del 18 e 19.

L’ex sindaco rifiuta apparentamento solo a Carrubba.

Di Mare mette i puntini sulle “i”, assicurando “interlocuzioni con tutti i rappresentanti del territorio: dal sindaco di Melilli, che dovrebbe essere quello più vicino a noi, a quello di Lentini, di Sortino, di Siracusa“. Manca, stranamente ma non tanto, quello di Priolo. Cioè quel Pippo Gianni particolarmente “impiccione” sulle vicende augustane, ovviamente sgradito solo se aiuta l’avversario al ballottaggio. Altrettanto ovviamente, nell’elenco ci mette “tutti i rappresentanti istituzionali”. Compreso quel grillino Pino Pisani che dalle sue parti hanno sempre definito senatore per caso”, e ora scopre come il parlamentare della città”. A fargli alzare la cornetta per un’intervista “chiarificatrice”, tuttavia sembrano essere state le voci circolate nella coalizione del terzo arrivato Massimo Carrubba. L’ex sindaco del centrosinistra è rimasto col cerino in mano. L’ultima indiscrezione parla dei Democratici e progressisti pronti ad affiancare le 3 civiche di Gulino se ci sarà pure Attivamente. Un apparentamento opportunistico, più che un progetto politico comune, dettato dalla possibilità di raddoppiare la loro presenza in consiglio. Un accordo dal quale resta fuori Augusta coraggiosa, la lista personale dell’ex sindaco, che dal palco c’era andato giù molto pesante contro chi sarebbe poi arrivato primo fra i 5 concorrenti. Quei comizi ora si sono trasformati in un boomerang, anche per il candidato a lui più vicino.

Di Mare:“Ad Attivamente ho risposto o tutti o nessuno”.

Copertina, Di Mare. Sopra, Tribulato fra il capogruppo e Pasqua. In alto a destra, Triberio.
Attivamente, il candidato, Democratici e progressisti: il nodo apparentamenti in una foto.

“Gli amici di Attivamente mi hanno detto che correvano da soli, che non occorreva parlare con altri perché rappresentano loro stessi, e proposto di fare l’apparentamento solo con la loro lista”, racconta Di Mare. Precisando di aver risposto che apparentamenti solo con la loro lista, non ne faccio: o con tutti o con nessuno. Alla fine ho scelto con nessuno. Anche se mi hanno cercato tutti tranne i 5 Stelle; il partito, perché con le persone è stata altra storia”. Quel “no” iniziale starebbe però gettando in braccio a Gulino gli 844 voti raccolti da Tribulato“Le scelte dell’amico Biagio rischiano di essere quelle dell’ancien regime. Eppure era sul palco a battere le mani al suo candidato sindaco quando faceva certe affermazioni pesanti contro un Sistema; se ora sceglie la strada guliniana si farebbe perciò lui stesso complice”. Prima di pensare alla presidenza consiliare, ragiona uno sfidante che parte proprio con un gap di 800 voti, il consigliere “si deve chiarire le idee insieme al suo leader; perché mi sembra che il legame con Carrubba sia indissolubile”. Lo definisce testualmente “il ragazzo”, anche se dalle comunali 2020 è uscito come il più votato di sempre da quando c’è la preferenza unica di genere. Gli riconosce “il giusto merito” per la performance, “ma i voti non rappresentano tutto nella vita: c’è un discorso di dignità, di percorsi che nel suo caso mi sembrano totalmente incoerenti“.

“Cannata un buon amico, ma non sarò un sindaco Fdi”.

Le dichiarazioni rilasciate da Di Mare sono quelle di un candidato impegnato in un ballottaggio difficile. La ricostruzione storica che propone va perciò maneggiata con cautela, usando la chiave di lettura politica. Come quella quando dice di “aver preso un impegno per 5 anni solo con la mia città”, e perciò non farà alcun ingresso trionfale in Fratelli d’italia. Quel passo, insieme ai fratelli di Avola, potrebbe però farlo qualche suo grande sponsor. Ma su questo, dice di “non poter rispondere per altri”. Semmai, ponendo le premesse di quello che sarà un tema caldo fra i sovranisti dopo le amministrative, gli piacerebbe “capire chi fa votare oggi il circolo Fdi“. Aggiungendo che “si tratta di una domanda retorica, perché fa votare Gulino“. Una affermazione a prima vista azzardata, per la storia politica degli attuali dirigenti meloniani. Che tuttavia viene utile al loro ex “camerata” di Azione giovani per una puntualizzazione. “Quando si dice che è una sfida fra destra e sinistra, è una bugia che qualcuno deve utilizzare per sporcare la competizione elettorale. Di destra ce n’è più in Gulino che nella mia coalizione”. L’aspirante sindaco chiude in maniera tagliente. “Non ci apparentiamo con nessuno perché siamo gente che rispetta i patti. Altri invece vogliono comprare in quel modo la propria poltrona, anziché andare direttamente all’Ikea“.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

Lascia un commento:

Top