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Art1: allucinante il Covid al Muscatello. Ora “voci su spogliatoi nelle scale”

Ultimo aggiornamento Sunday, 5 April, 2020   13:47

AUGUSTA“Inaccettabile, incomprensibile, assolutamente allucinante”. Pippo Zappulla saccheggia lo Zingarelli, per descrivere la situazione del Muscatello trasformato in Covid-hospital. Il coordinatore regionale di Articoluno, il 3 aprile, è intervenuto sulla vicenda dell’ospedale di Augusta. Che l’Azienda sanitaria provinciale ha “riconvertito” a servizio dell’emergenza Coronavirus“per un periodo di tempo indefinito e indeterminato” .Col risultato che sta smantellando di fatto un presidio, destinato a “essere punto di riferimento per le patologie da inquinamento industriale“. Un “tema che si è portato avanti negli anni con tanta fatica”, aggiunge l’ex deputato, ricordando le battaglie da segretario provinciale Cgil di vent’anni prima. Tutto azzerato nel giro di qualche settimana, nonostante la recente inaugurazione del Centro amianto avesse vista la presenza in pompa magna del governatore Nello Musumeci. Adesso “la Regione smentisce sé stessa”, piazzando il reparto contagiati proprio nel cuore del nosocomio. “Rimettendo in discussione l’intera destinazione d’uso della struttura ospedaliera”. La conclusione dell’ex parlamentare è perentoria:“Tutto ciò preoccupa fortemente“.

Zappulla e Landro: emergenza non giustifica.

Pippo Zappulla e Antonino Landro

Nel documento firmato insieme ad Antonino Landro, coordinatore provinciale, Zappulla fa notare che “pur nell’emergenza non si possono abbassare i servizi ospedalieri oltre ogni limite e pericolosità“. I due esponenti di Art1 sottolineano che “in questa fase la sanità va potenziata, non indebolita e amputata”. Chiedono che “si trovino altre soluzioni che impediscano la riduzione gravissima dei servizi“. Aggiungendosi al coro di chi ricorda all’Asp che “il Muscatello è la struttura di maggiore riferimento per l’intera area industriale“. E che per ricoverare i pazienti colpiti dal Covid-19“l’utilizzo dell’ex Villa Salus potrebbe rappresentare la soluzione ideale per Augusta, ma non solo”. Ormai non è solo tutto il mondo scientifico a dire che i contagiati vanno assistiti in ospedali interamente dedicati, senza rischiare la contaminazione degli altri reparti in coabitazione.

Catanzaro, Pd: contagiati in corsie a pressione negativa.

“I pazienti Covid necessitano di cure specifiche in ambienti a pressione negativa, ovvero dove sia presente un sistema di aspirazione dell’aria che impedisca al virus di diffondersi“, scrive Michele Catanzaro. Il deputato regionale Pd, in comunicato stampa del 3 aprile, precisa subito che questo “sistema da solo non può bastare a evitare che il contagio dilaghi”. Perché il virus si può propagare “anche involontariamente attraverso gli operatori sanitari, che svolgono attività clinico-assistenziale e diagnostica a stretto contatto con i pazienti”. Perciò diventano “indispensabili strutture specifiche così da eliminare il problema della gestione ambientale e del contagio intra-ospedaliero“. Non è la valutazione politica di un oppositore all’Ars. Quella raccomandazione sul “distanziamento in strutture specifiche”, è espressamente “indicato dal recente allegato alla circolare del ministero della Salute del 25 marzo”. L’esponente dem sollecita a “fare tesoro delle esperienze negative della Lombardia, dove i focolai infettivi negli ospedali sono stati tra le prime cause dell’epidemia“.

Canigiula: proposto a infermieri di cambiarsi sulle scale.

Eppure, nonostante la tragica lezione del Nord, non si capisce perché a Siracusa si ostinano sul presidio sanitario “ambientale” di Augusta. Con decisioni che ora sembrano sfociare nel paradossale. “Mi è giunta voce che questo famoso Covid-team sia passato dal Muscatello. Una delle cose che ha consigliato sia quella di far spogliare gli infermieri nelle scale. A parte spostamenti vari, Neurologia giù, Medicina su, Oncoematologia ciao, a fine turno gli infermieri devono fare la doccia prima di andare a casa, lo dice il protocollo deciso dal ministero della Sanità“. Lo scrive Enzo Canigiula, consigliere comunale di Augusta2020 da sempre “attento” alle questioni dell’ospedale, in un post su facebook apparso la sera del 3 aprile. I contenuti sostanziali dei suoi interventi, finora non sono mai stati smentiti dai fatti. Per quelli politici – rivolti a non meglio precisati “improvvisatori, arroganti, imbroglioni, cantastorie” – bisogna vedere chi se la sente e gli replica.

AGGIORNAMENTO DEL 5-4-2020 IN CODA ALL’ARTICOLO.

L’Asp, Pisani e il “gioco delle 3 carte” sull’ampliamento.

Comunque arrivano pure da altre fonti interne, le voci su un cambio nei programmi dell’Asp riguardo l’ampliamento del reparto Covid, che si trova al primo piano del vecchio plesso. L’aggiornamento del 31 marzo al piano di emergenza, prevedeva al 15 aprile l’occupazione di Medicina generale, che si trova invece al secondo piano. Ma il giorno dopo, il senatore Pino Pisani aveva parlato di “apertura di 18 posti letto nell’ex Pediatria al primo piano“. Una decisione logica, la quale però fa saltare del tutto Oncoematologia, che si trova proprio in mezzo alle due corsie. Quel reparto per i malati di cancro era già pronto, doveva solo essere inaugurato. Adesso si allontana nel tempo la possibilità di curare i tumori vicino casa, senza sobbarcarsi debilitanti trasferte. “Leggo la dichiarazione del parlamentare 5 Stelle con grande stupore”, commenta Peppe Di Mare, il giorno dopo. Il tenace capogruppo del Misto, famoso per le sue battaglie in consiglio a colpi di documentazioni, pure stavolta ha voluto approfondire prima di pronunciarsi.E il 3 aprile, con una sua nota alla stampa, afferma che non esiste un atto aziendale Asp che confermi quello che dice” l’ex primario di Radiologia. Arrivato a Palazzo Madama grazie alla popolarità lucrata nelle proteste per il Muscatello.

Di Mare: senatore furbo, tace sul personale impiegato.

Peppe Di Mare

“L’ultima modifica al piano dell’altro ieri (successiva al mio esposto guarda caso) proroga la chiusura di Medicina dal 5 aprile al 15 Aprile”, nota Di Mare. Il candidato sindaco di #perAugusta sottolinea che “questo suo affermare che il reparto si farà in Pediatria, è in contrasto con gli atti ufficiali Asp. E anche qualora sia così, Pisani furbescamente non dice con quale personale: perché si intende sempre quello di Medicina, quindi in sostanza non cambia niente“. In effetti la nota firmata dai direttori generale, sanitario e amministrativo dell’Azienda, affida al responsabile di Medicina il compito di “assicurare preventivamente la necessaria informazione/formazione del personale sanitario impiegato nei reparti Covid“. E non è l’unica incongruenza in decisioni di cui resta il dubbio se la genesi sia siracusana o palermitana.

Cisl ricorda che il sindaco è massima autorità sanitaria.

“Rimane, inoltre, incomprensibile la scelta del governo regionale di affidare per Siracusa solo 30 posti letto, su 602 di terapia intensiva in tutto il territorio siciliano”, sottolinea il comunicato di Art1. Il segretario regionale Zappulla osserva che “non c’è rapporto con la popolazione, con i casi di contagio e con le strutture ospedaliere”. La sua conclusione scontata è che “l’unico criterio appare essere quello di considerare la provincia figlia di un dio minore, senza un’adeguata rappresentanza politica nel parlamento siciliano”. In realtà, nella giunta regionale c’è l’assessore siracusano Edi Bandiera. E poi la maggioranza di centrodestra può contare su Rossana Cannata, numero 2 del gruppo Fdi all’Ars e vicepresidente della Commissione antimafia. Eppure sulla questione sanitaria, e sul Muscatello in particolare, tacciono. Ma non sono i soli. All’Umberto Primo del capoluogo, dopo i dottori del Pronto soccorso è toccato a un medico e un’infermiera di Oncologia risultare positivi al Coronavirus. La Cisl ha subito scritto che “abbiamo l’obbligo morale di intervenire in tempo, non possiamo permetterci di pagare leggerezze o disposizioni errate”. Nel comunicato del 3 aprile, Vera Carasi, Vincenzo Romano e Daniele Passanisi, chiedono“si attivi immediatamente il sindaco di Siracusa“. Ricordando che “è lui, in base alla legge 502 del 1992, la massima autorità sul territorio comunale in materia di sanità pubblica“. 

AGGIORNAMENTO DEL 5-4-2020SI RIPORTA PER MERA COMPLETEZZA DI CRONACA E SENZA ALCUN COMMENTO DI CONFERMA O SMENTITA SU QUANTO PUBBLICATO SOPRA IN QUESTO ARTICOLO, L’AGGIORNAMENTO POSTATO DAL CONSIGLIERE COMUNALE ENZO CANIGIULA SULLA DISLOCAZIONE DELL’AMPLIAMENTO DEL REPARTO COVID AL MOSCATELLO.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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