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Stufo di ragusani e gelesi, Munafò lascia la segreteria territoriale Uil

SIRACUSA – “Ho rimesso il mio mandato, per motivi personali, nelle mani della segreteria regionale che farà adesso le sue valutazioni”. Stefano Munafò sceglie l’assolata mattina di una domenica estiva, per aprire la crisi nella Uil dopo 18 anni da segretario provinciale. Lo fa con una breve nota diffusa il 14 luglio dal suo ufficio stampa, appena 14 mesi dopo il congresso che l’ha confermato alla guida della nuova federazione territoriale Siracusa-Ragusa-Gela

Dimissioni per contrasti dopo accorpamento province.

“Si tratta di un passo che un segretario fedele e rispettoso dell’organizzazione che rappresenta deve fare”, scrive il dirigente sindacale originario di Augusta. Aggiungendo che “abbiamo tutti un ruolo delicato e importante, sempre nell’interesse e nel pieno rispetto dei lavoratori, per cui guardarsi dentro e fare delle considerazioni con l’unico scopo di salvaguardare e tutelare l’organizzazione, è un nostro preciso dovere”.

“Culture e modelli organizzativi diversi” con Uil Sud-est.

La dichiarazioni di Munafò certificano il punto di rottura cui è arrivata l’Unione italiana dei lavoratori, dopo la fusione a freddo fra due realtà molto differenti come quella siracusana e ragusana. Cosi come le due province sono radicalmente diverse sotto il profilo economico e sociale, altrettanto lo è la cultura sindacale delle organizzazioni che ne rappresentano le istanze del turbolento mondo del lavoro nel secolo della precarietà. Col risultato che il sindacalista augustano, adesso, ha scaricata tutta la questione sui vertici regionali e nazionali.

Il segretario più anziano della Triplice siracusana.

I primi passi di Munafò nella Uil risalgono al 1972, quando lavorava come operaio nella raffineria Isab. Da quello stabilimento è poi uscito come quadro, mentre nell’organizzazione sindacale ha seguito la strada aperta dagli augustani Francesco La Face e Luccio Saraceno. Diventando un punto di riferimento nella Triplice della provincia, dove è il segretario con maggiore “anzianità di servizio” rispetto i colleghi di Cgil e Cisl. “Mi sono sempre adoperato per l’unità sindacale, e sono orgoglioso dei risultati che insieme abbiamo ottenuto”, dice.

Roberto Alosi, Stefano Munafò e Paolo Sanzaro, segretari territoriali di Cgil-Uil e Cisl.

“Siracusa punto di riferimento per unità sindacale”

Munafò rivendica un ruolo da punto di riferimento nazionale alla ex confederazione unitaria Cgi-Cisl-Uil di Siracusa Proprio per il modo di “fare sindacato uniti”. Una segreteria, la sua, gestita in questi anni “con spirito fortemente unitario”. Un “uomo di squadra”, come si definisce, che si è paradossalmente andato a incagliare nelle secche interne della stessa Uil. “Quando si fanno le unificazioni qualche problema si pone, dovuto a culture sindacali e gestioni organizzative diverse”, ammette il segretario territoriale di Siracusa-Ragusa-Gela.

Verso un incarico regionale o nazionale.

Nonostante i 72 anni e la stanchezza a stare appresso alle “teste” ragusane e gelesi, comunque, sembra non abbia intenzione alcuna di pensionarsi. Dai vertici ora si attende un riconoscimento per il lungo lavoro svolto. L’operaio di Augusta diventato dirigente sindacale col petrolio, ha portato la Uil a compensare nei servizi quei tesseramenti persi con il crollo occupazionale nel Petrolchimico. Quale possa essere questo nuovo incarico per cui assicura “disponibilità”, però non lo anticipa. Munafò lascia 18 mila iscritti, oltre a un mandato da segretario che dovrebbe scadere nel 2022. E che Roma e Palermo probabilmente gli chiederanno di continuare ad adempiere, magari con l’aiuto di qualche incentivo.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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