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Porto, feeling finito con amministrazione. Solarino: ora referendum su Gnl

AUGUSTA – “A questo punto serve un referendum popolare consultivo sul Gnl dentro la rada di Augusta: non si possono continuare ad accettare scelte calate dall’alto senza ascoltare pure chi le deve subire”. E’ Decontaminazione Sicilia ad aprire la prima crepa nel feeling con la popolare amministrazione Peppe Di Mare. Il nuovo sindaco e la vecchia associazione ecologista si erano subito “trovati” nell’approccio alle problematiche ambientaliste. Il primo cittadino era stato pure “ringraziato” apertamente per lo stop lampo all’impianto petcoke dell’Unicem, appena si era insediato. “Ha mostrato grande attenzione ai problemi e ci ha manifestato l’intenzione di dare massima priorità alla questione ambientale e alla salute dei cittadini, aveva scritto il presidente Luigi Solarino, in un comunicato del 12 novembre. La doccia fredda è arrivata un mese dopo, il 10 dicembre. Quando Palazzo di città è stato esplicitamente chiamato a esprimersi sul deposito di gas, che l’Autorità portuale ha avviato in dirittura d’arrivo. Un progetto da 50 milioni di euro, destinato a rifornire le navi col combustibile più ecologico richiesto dalle normative internazionali. Che viene contestato per la sua inquietante vicinanza alle fiaccole delle raffinerie, scartando la più tranquillizzante costruzione in mare aperto. La risposta dell’assessorato al Porto è stata infatti spiazzante:“E’ un’opportunità”.

Decontaminazione Sicilia: gas troppo vicino alle fiaccole.

Era stata la stessa Decontaminazione Sicilia a sollecitare il Comune ad assumere una posizione netta. “Avevamo chiesto, attraverso la stampa, che la precedente amministrazione comunale prendesse una chiara decisione sull’argomento a tutela e salvaguardia della cittadinanza. Ma non ricevemmo alcuna risposta. Ora chiediamo anche alla nuova amministrazione, insediatasi da alcune settimane, di pronunciarsi a tutela e salvaguardia degli augustani“. Il comunicato degli ambientalisti ripercorre i termini di una questione sollevata da tempo. Sulla quale l’ex consigliere Giuseppe Schermi aveva formalmente proposto un referendum consultivo, rimasto a girovagare negli uffici comunali in attesa dei necessari pareri burocratici. “L’Adsp ha approntato il progetto per un deposito di gas naturale liquefatto mediante terminal galleggiante, di capienza minima pari a 400 metri cubi e un massimo di 1200. Sarà allocato nei pressi del pontile consortile di Punta Cugno, in un’area fortemente sismica a pochissima distanza dalle torce delle raffinerie e a poca distanza dal centro abitato di Augusta. Poi basti pensare che nel passaggio dallo stato liquido a quello gassoso, incrementa di ben 600 volte il proprio volume. Essendo il Gnl più pesante dell’aria, la nuvola resterebbe sospesa in balia dei venti. Se raggiungesse le fiaccole degli impianti si avrebbe un effetto domino che coinvolgerebbe altri centri abitati nelle vicinanze”.

Di Mare e Patania: il deposito è opportunità per la città.

Il sindaco Peppe Di Mare con l’assessora al Porto, Tania Patania.
copertina: nave gasiera nella rada portuale.

Il catastrofico quadro tracciato dal professore Solarino, già docente di Chimica industriale all’Università di Catania, è stato sempre contestato dall’Autorità portuale. Sostenendo che lo stoccaggio in 6 piccoli serbatoi e la velocità di propagazione renderebbero praticamente innocue eventuali perdite. Mentre i vantaggi di questa moderna “stazione di servizio” per i cargo del mare, sarebbero innegabili. Sia per i traffici nello scalo commerciale, sia per tutti gli operatori che vi ruotano intorno, oltre che per l’intera economia cittadina. Una tesi che sembra sposare pure la nuova amministrazione. Ci sono volute poche ore appena al sindaco e all’assessora Tania Patania, imprenditrice nel ramo portuale, per rispondere alla sollecitazione di Decontaminazione Sicilia. “La necessità – prevista dalla legge – di dotarsi di un sistema di rifornimento Gnl, deve anche rappresentare un’opportunità e certificare la centralità del porto di Augusta nel quadrante meridionale del Mediterraneo, attraendo nuove imprese di navigazione, anche in ragione della disponibilità di combustibile alternativo offerta dall’impianto in questione”, scrivono nel loro comunicato a firma congiunta. Immaginando i timori di chi sa poco sulla differenza fra le bombole per casa e i “bomboloni” per navi, “questa amministrazione si auspica che l’Adsp, insieme al soggetto selezionato per l’intrapresa, manifestino – come del resto si è visto in altre parti d’Italia – la più ampia disponibilità a promuovere iniziative sociali volte a spiegare i vantaggi di questi progetti presso la collettività augustana, al fine di superare le normali diffidenze e preoccupazioni dell’opinione pubblica”.

L’amministrazione: lavoro per molti e benefici per tutti.

In sostanza, per il Comune è solo una questione di “marketing” adeguato. D’altronde le navi gasiere frequentano da decenni la rada, senza aver mai causato alcun problema. Per il resto, “la giunta sta seguendo con molta attenzione le diverse fasi del progetto avviato dall’Autorità di sistema“. Ammette che “emergono profili meritevoli di valutazione dal punto di vista ambientale e della sicurezza dei cittadini, stante la collocazione dell’impianto in ambito portuale”. Tuttavia, la “conforta il fatto che il progetto vede coinvolti tutti i principali soggetti pubblici, chiamati a valutare la compatibilità dell’iniziativa con i principi della sostenibilità e della tutela dell’incolumità pubblica”. Inoltre il Comune non trascura che “la lotta all’inquinamento atmosferico, specie nella realtà augustana, passa anche attraverso la promozione delle nuove tecnologie e dei carburanti alternativi e meno dannosi rispetto a quelli fossili tradizionali”. Ma, senza dubbio, hanno un peso decisivo “gli aspetti economici che possono emergere relativamente ai servizi diretti (manodopera, manutenzione) che indiretti (traffico marittimo, servizi di bunkeraggio, indotto) e che impattano sul tessuto sociale di Augusta“.

Solarino: lavoro breve e per pochi ma rischi per tutti.

Luigi Solarino

Tuttavia, secondo Decontaminazione Sicilia, questa collettiva ricchezza da Gnl potrebbe evaporare alla stessa velocità del gas. “L’Adsp afferma che il deposito costiero offrirà nuove opportunità di lavoro: 50 posti e 250 nell’indotto. Forse questo sarà vero per il periodo di realizzazione dell’impianto, ma per la gestione dello stesso saranno chiamati tecnici specializzati provenienti da altre parti. Quindi si tratterà di una ricaduta di posti di lavoro esigua e momentanea”. Inoltre – aggiunge il comunicato ambientalista – “se proprio il porto di Augusta dovesse dotarsi di tale infrastruttura, per scelte internazionali e nazionali, sarebbe più opportuno che detto impianto venisse realizzato offshore. Altrimenti si tratterebbe di aggiungere una nuova criticità alle tante altre già esistenti”. Tenendo inoltre presente – aveva già evidenziato in un esposto alla Procura sottoscritto insieme a Stop veleni, Natura sicula e Comitato Sabbuci – “che comunque, per il tempo di ammortamento dell’investimento, lo legheranno altri 30 o 40 anni alle fonti fossili”. Infatti, anche se “l’Autorità portuale parla di ‘azioni mirate a ridurre l’impiego di energie da fonti fossili, privilegiando le tecnologie a minor impatto ambientale e favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili‘”, non è che lo cose stiano proprio così. Il gas è decisamente più pulito del combustibile attualmente usato nei mercantili, ma “sappiamo tutti che il Gnl è una fonte fossile e non rinnovabile“. L’unica cosa di “rinnovabile”, al momento, resta solo la richiesta di un referendum per sapere cosa ne pensano gli augustani.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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