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“Grazie di cuore”, il corale saluto ai giornalisti del GdS che chiude domani

SIRACUSA – Il 5 agosto, sotto la redazione provinciale del Giornale di Sicilia c’erano due parlamentari 5 Stelle, il deputato regionale Stefano Zito e l’onorevole Paolo Ficara. C’era il rappresentante del Pd siracusano all’Assemblea siciliana, Giovanni Cafeo. Non c’era, ma si è fatta sentire con un messaggio l’ex ministra forzista Stefania Pregiacomo, deputata alla Camera. Lo stesso ha fatto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che nei giorni scorsi aveva pure preso posizione con un comunicato stampa. A rappresentare la politica di Augusta è arrivato invece un ex sindaco, Massimo Carrubba. Ed è stato un altro ex primo cittadino, Turi Raiti, a portare il sostegno del mondo politico-sindacale di Lentini.

Sit-in di Assostampa a sostegno del GdS.

Il sit-in organizzato da Assostampa, insieme a redattori e collaboratori del quotidiano, è riuscito a mandare il messaggio che alla vigilia voleva lanciare: quando una grande testata regionale chiude le pagine di una provincia “particolare” come questa, e lo fa dalla mattina alla sera, probabilmente c’è qualcosa che non va per il verso giusto. E sicuramente è un pezzo di democrazia che viene a mancare. Per tutti, nel capoluogo come nei paesi.

Raiti: cronisti patrimonio da non disperdere.

“É proprio così”, conferma Raiti. Che con i corrispondenti e i redattori del GdS ha sempre avuto “un rapporto franco, onesto, schietto e leale”. Proprio “grazie al loro patrimonio di professionalità, sia il sindacato che la mia amministrazione hanno potuto comunicare correttamente ai cittadini le informazioni essenziali alla crescita democratica”. Critiche, specialmente quando è stato alla guida del Comune lentinese, non gliene hanno mai fatto mancare. “Ma sempre con quelle caratteristiche che il buon giornalismo deve avere, e che adesso non bisogna assolutamente disperdere”, dice l’ex sindaco.

“Si torni presto a leggere carta stampata”.

Raiti, da ex sindacalista, ora si auspica che “si torni presto a leggere la carta stampata”. Perché vero è che si è “sempre sentito di casa in quel giornale e con quei giornalisti”. Ma “la scomparsa di una struttura informativa professionale che possa dare voce alla provincia”, specialmente a quella parte più problematica che per intuibili ragioni ora diventerà “notizia” solo per gli aspetti più deleteri, “resta comunque il dato politico essenziale a prescindere dai rapporti umani”.

Carrubba: sconfitta cocente per provincia.

Carrubba parla senza mezzi termini di “sconfitta cocente per tutta la provincia”. Anche lui, come l’ex collega sindaco della zona Nord, dice essergli “sembrato doveroso rendere omaggio ad una testata e ad un drappello di giornalisti che con coraggio hanno raccontato – sempre con equilibrio e massima professionalità – fatti e storie di questa provincia, soffermandosi molto spesso sul mio impegno politico e sulle vicende giudiziarie che ultimamente mi hanno interessato trattandole con obiettività”.

Politica vecchio stile e i nuovi “me ne frego”.

L’ex primo cittadino ricorda “con un velo di piacevole nostalgia i pezzi sulla mia attività di amministratore provinciale, dal 1994 al 2003, e di sindaco di Augusta, dal 2003 al 2012”. Quegli “articoli hanno scandito i tempi della mia carriera politica”. Ed è significativo che oggi sia un uomo politico della vecchia scuola, “massacrato” dalle spietate leggi della cronaca giudiziaria, l’unico a rendere l’onore delle armi a un mestiere sul punto di scomparire. Se sarà la storia a emettere l’ultimo verdetto su tante vicende “oscure” solo per i ciechi, riconoscere la differenza di stile col presente nei Palazzi non ha bisogno tempi così lunghi.

La questione qualità dell’informazione.

Quelli che seguono sono due interventi significativi sulla vicenda Giornale di Sicilia. Il primo è della segreteria provinciale dell’Assostampa, retta da Prospero Dente, ex collaboratore del GdS. Il secondo è di Giulio Francese, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e figlio del cronista siracusano Mario assassinato dalla mafia, che nella redazione palermitana di quel quotidiano ha speso più di una vita. Si pubblicano eccezionalmente in copia-incolla, perché rappresentano compiutamente tutti gli aspetti di una questione che non riguarda solo posti di lavoro e spazi professionali. Riguarda proprio la qualità dell’informazione nel Siracusano.

Diventa afona un intero pezzo della società.

Tre redattori a tempo pieno, col loro cumulo di conoscenza della complessità socio-politica, dal 6 agosto si dovranno occupare di cosa accade in altre province. Ogni giorno una diversa, secondo i buchi in organico da tappare sul momento. Dieci collaboratori in città e una quindicina di corrispondenti dai paesi non potranno invece più far sentire la voce stampata di interi pezzi della società. E quando una collettività resta afona, quanto prima diventa muta.

Comunicato di Assostampa Siracusa.

SIRACUSA“Siracusa dice grazie ai giornalisti della redazione provinciale del Giornale di Sicilia. Politica, istituzioni, associazioni datoriali, sportive e del volontariato sotto la sede di viale Teracati. Il nostro appello non è stato vano: la proprietà ci ripensi. Questo è un territorio fertile che crede nell’informazione professionale.” Questo il commento del segretario provinciale di Assostampa Siracusa, Prospero Dente, al termine del sit in organizzato questa mattina. Insieme a tanti giornalisti, di tutte le testate cartacee, televisive e on line, arrivati da tutta la provincia per testimoniare la loro solidarietà ai colleghi, i rappresentanti del territorio.

Tanti ricordano, molti altri “dimenticano”.

C’era il Comune di Siracusa che, oltre al messaggio inviato dal sindaco Francesco Italia, era rappresentato dall’assessore Fabio Granata; c’erano deputati regionali Giovanni Cafeo, Stefano Zito e Paolo Ficara, consiglieri comunali del capoluogo, il segretario generale della Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, i rappresentanti della Camera di Commercio Catania Siracusa Ragusa, di Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, del Circolo Canottieri Ortigia, i componenti del direttivo del Partito Democratico, Oltre, Siracusa Protagonista con Vinciullo, Prossima, Lealtà e consivisione.

Cicero: ognuno si faccia carico questione.

“Quando un giornale chiude un ufficio di corrispondenza, si chiude un pezzo di territorio – ha detto il presidente di Assostampa Sicilia, Alberto CiceroViene meno una voce di democrazia e uno strumento per garantire quella pluralità dell’informazione libera. Ogni cittadino, tutte le istituzioni, devono comprendere questo e farsi carico di un’azione di difesa forte e convinta di ogni baluardo dell’informazione”.

Gallo: pagine che hanno raccontato 30 anni.

“Da vecchio collaboratore del Giornale di Sicilia sono ancor più vicino a questi colleghi – ha commentato il consigliere regione dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Santo GalloQueste pagine hanno raccontato la città e la provincia. Lo hanno fatto per quasi trent’anni con impegno, sacrificio e grande professionalità. Oggi questa città perde un proprio pezzo vitale.”

Sostegno dalla categoria fuori provincia.

Sotto la sede di viale Teracati, arrivata appositamente da Catania, anche Maria Torrisi, delegata della Commissione Pari Opportunità di Assostampa Sicilia. Ai colleghi del Giornale di Sicilia il messaggio del segretario regionale di Assostampa, Roberto Ginex, quello del presidente regionale del GUS, Francesco Di Parenti, dell’onorevole Stefania Prestigiacomo e di altri esponenti politici delle provincia.

Dente: agli assenti smemorati, ad maiora.

“Le assenze, quelle ingiustificate, hanno nomi, cognomi e sigle – ha concluso DenteDispiace che tra queste ci siano anche alcuni colleghi giornalisti. Non sorprendono quelle di alcuni politici o esponenti di istituzioni varie che non hanno ancora compreso che, buona parte della loro visibilità, è dovuta anche al lavoro dei giornalisti del Giornale di Sicilia. Ad maiora.”

Nota Giulio Francese, presidente OdG Sicilia.

PALERMO – “Quando chiude una redazione scompare un pezzo della nostra identità, della nostra visibilità, della nostra libertà”. Lo scrive il collega Prospero Dente, segretario dell’Assostampa di Siracusa che questa mattina partecipa alla manifestazione nella città aretusea, con giornalisti, istituzioni, sindacati, pezzi della società civile contro la chiusura dell’edizione orientale del Giornale di Sicilia. Sono vicino ai colleghi, avverto tutta la loro delusione e la loro sofferenza per la decisione del Gds che rappresenta una sconfitta per tutti.

“Possibile via diversa da tagli, è stato fatto”.

Possibile che quando le cose non vanno bene per un giornale non si pensi ad altro che ad operare tagli? Anche “La Sicilia” si trova in grandi difficoltà, anche lì era pronto un piano lacrime e sangue ma alla fine gli amministratori giudiziari si sono lasciati convincere dalla “scommessa” di un giornale di qualità che guarda con più attenzione ai problemi dell’Isola, con uno sguardo particolare alle periferie. Una scelta che finora sembra ripagare gli sforzi dei colleghi impegnati a difendere con tutte le energie i propri posti di lavoro. Un’altra via quindi è possibile?

Il caso di La7, risanata con la qualità.

Ho letto con interesse un’intervista a Urbano Cairo, l’imprenditore già proprietario della tv «La7», della Cairo Communication e del Torino calcio, il quale tre anni fa entrava da editore, presidente e amministratore delegato alla RCS, il gruppo di cui fa parte il Corriere della sera. Aveva davanti una montagna enorme da scalare, un debito di 1,3 miliardi che con la nuova gestione, in questi tre anni, è stato più che dimezzato, senza toccare gli organici. Il segreto?

“Bisogna osare e avere coraggio di crederci”.

Ecco cosa dice Cairo: “La mia attenzione diciamo pure maniacale al dettaglio, anche il più piccolo, ha funzionato. Mi pare che i manager, come i giornalisti, gli operai, gli impiegati, tutti abbiano iniziato a lavorare con uno spirito diverso. Che poi l’attenzione a ogni singolo elemento non significa solo rigore o taglio di costi. Vuole dire anche ripensare a ogni aspetto per migliorarlo, dalle cose piccole a quelle più importanti, come i contenuti editoriali”. Sì, sono convinto che un’altra strada rispetto a quella dei tagli esiste, che il futuro della carta stampata non è necessariamente segnato ma che bisogna ritrovare il coraggio di osare e di crederci.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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