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GdS chiude il 6, lunedì sit-in Assostampa con gli ultimi dei mohicani

SIRACUSA– I giornalisti di Siracusa tornano di nuovo in strada. Stavolta però non vanno a cercare la bucatura da rifilare alla concorrenza. Vogliono anzi che abbiano ancora l’ostica concorrenza dei colleghi col tesserino Giornale di Sicilia. Il 5 agosto, alle 10,30, perciò si ritrovano tutti sotto quella redazione provinciale. Per dire che l’editore sbaglia a rinunciare a quei cronisti che danno ancora filo da torcere. SbaglIa a chiudere un presidio di buon giornalismo, costruito in 29 anni di informazione capillare nel territorio. Sbaglia a lasciare una sola voce regionale di carta stampata quotidiana, in una provincia che è strategica sotto moltissimi profili.

Confermato: la redazione scompare martedì.

Il 6 agosto la redazione di Siracusa chiude comunque. Perché l’editore ha deciso così anche per Messina, Catania e Ragusa. Il quotidiano palermitano sparisce da mezza Sicilia come presenza fisica, che è anche sostanza informativa. “Un segnale di presenza, comunque, mi sento di proporlo ad ognuno: ritroviamoci sotto la sede, in via Teracati”, dice Prospero Dente. La sua segreteria Assostampa, appena due mesi fa, per la prima volta nella storia di questo sindacato aveva portato in piazza i giornalisti. In quella occasione, i cronisti manifestavano davanti al tempio di Apollo per stringersi attorno a Gaetano Scariolo (nella foto, intervistato durante la manifestazione). Cui avevano incendiato l’auto proprio per la sua attività di cronista di nera al GdS. Cioè di quello stesso giornale che su due piedi, proprio nel cuore dell’estate, se n’è infischiato del lavoro dei suoi giornalisti, dei sacrifici che hanno fatto, del prezzo che hanno pagato.

Dente: il 5 tutti presenti sotto il Giornale.

“Inoltrerò inoltre l’invito a tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali e anche sportive”, dice ancora Dente. Forse servirà a poco, per cambiare il piano industriale dell’azienda. Ma tutte quelle voci sicuramente servono molto a far riflettere. “Ogni volta che per scelte editoriali si taglia un ramo di un giornale, tutti dobbiamo sentirci coinvolti come comunità locale, come cittadini e lavoratori”, scrive Tommaso Bellavia. Il segretario provinciale del Siulp si dice “fiducioso che la nostra società ha ancora la forza e la dignità morale per evitare un arretramento culturale e di libertà”.

Le solidarietà da Siulp e Diem25.

Ma all’ottimismo del principale sindacato di polizia, purtroppo, il pessimismo della ragione porta ad altre constatazioni. Giuseppe Schermi è nel coordinamento regionale di Diem25. Sulla libertà di stampa e di espressione quel movimento ha fatto la cifra della sua attività politica. Ora il suo portavoce ad Augusta osserva che il GdS smobilita, ma “in compenso le testate online di ragazzi poco più che ventenni, rigorosamente iscritti all’ordine come pubblicisti, crescono. Basta fare copia-incolla da giornalisti professionisti, ma usare titoli più accattivanti, al limite della provocazione e riempire la pagina web di banner pubblicitari. Più condivisioni dagli analfabeti funzionali, più click e quindi più incassi. Il gioco al massacro della professione giornalistica è fatto”.

Volto simbolo del giornalismo che scompare.

Il consigliere comunale si chiede pure “come se ne esce”. In realtà una risposta semplice non c’è. O forse ce ne sono pure troppe, sottintese. Ma il fatto stesso che stavolta una redazione in chiusura apra un dibattito, qualcosa significa per quella società a cui l’informazione democratica serve come il pane. E se alcuni concetti sembrano “sfuggire” ai più, a suggerirglieli c’è sempre il volto del cronista Scariolo. Giornalista che ora non darà più “fastidio”, perché il suo giornale ha deciso così.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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