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Decreto sicurezza, il j’accuse di Perrotta: Pisani peone per la poltrona

AUGUSTA – “Ricandidarmi? Non ci penso affatto. E’ che non ce l’ho proprio fatta a trattenere l’indignazione che mi è montata dentro, dopo il decreto liberticida che chiamano sicurezza: così ho scritto cosa ne pensavo a chi l’ha votato acriticamente, pur rappresentando questa città così distante da certe derive”. L’avvocato Nunzio Perrotta, già segretario cittadino dei Ds nonché assessore provinciale e vicesindaco di Augusta a inizio millennio, spiega il “giallo” politico che ha tenuto banco nel pomeriggio del 6 agosto. Quando sulla pagina Facebook “Pino Pisani senatore 5 Stelle” è apparso un post dove lamentava “i toni di disprezzo usati da personaggi che hanno già dimostrato le loro capacità di governare questa città”.

La “non-replica” del senatore M5s: aria di elezioni.

Il senatore grillino, pur inquadrando tutto con un “capisco che è tempo di elezioni”, rispondeva piccato che “un confronto con me non si potrà mai avere usando toni offensivi”. Scrivendo pure di essere “per il massimo rispetto delle altrui opinioni, ma nei limiti di una reciproca osservanza di tale principio”. Il post non faceva nomi. Né dava altri spunti per dedurre chi e cosa avesse urtato la suscettibilità di questo alfiere del “uno vale uno”. Che da quando è salito a Roma volando sul 52 per cento dei consensi cittadini, sembra non imbroccarne una, visto come viene bacchettato sui social.

L’ESPERIMENTO

L’avvocato manda una mail indignata al parlamentare.

A chiarire con chi ce l’avesse Pisani è stato il commento postato da un noto “portabandiera” dell’amministrazione pentastellata. Che ha inquadrato tutto in una lettera che l’avvocato Perrotta ha inviato alla mail istituzionale del senatore grillino. E per non farla passare inosservata, l’ha pure girata a qualche organo di stampa. Il testo è un pugno nello stomaco “delicato” di un ex primario prestato alla politica del Blog. Apprezzato dall’elettorato per il tono dimesso con cui si presenta per chiedere voti. Ma conosciuto nei vecchi ambienti politici anche per una passata ostentazione “sinistrorsa”, quando il vento tirava da quella parte.

“Si atteggiava a sinistroide e ora fa il peone pro-Salvini”.

“Sicuramente in passato non si è mai rappresentato come un esponente della destra; anzi, ha sempre vantato amicizie e rapporti diretti con esponenti dei Movimenti di sinistra“, dice Perrotta. Spiegando perché la sua condotta parlamentare “da peones mai fuori dalla righe”, stavolta si fosse spinta “a votare l’invotabile”. L’avvocato, uno degli ultimi “padri nobili” rimasti alla sinistra augustana, attendeva “qualche resipiscenza” dal vecchio radical-chic, ridottosi a votare il decreto di Matteo Salvini ispirato alla democrazia autoritaria di stampo putiniano. Perrotta si aspettava “un sussulto”, lo stesso che hanno avuto 5 senatori grillini quando hanno lasciato l’aula pur di non sottostare all’indigeribile ordine di scuderia.

“Prona acquiescenza per restare abbarbicato a scranno”.

Invece la paletta di Pisani si è alzata disciplinata pure questa volta. Perrotta racconta come “l’indignazione già era montata quando ha appoggiato il provvedimento che vieta le manifestazioni sindacali nella zona industriale siracusana”, chiesto dal ministro leghista su sollecitazione dei petrolieri russi attraverso la loro ambasciata. “Sul cosiddetto decreto sicurezza non ce l’ho fatta, ed ho preso carta e penna scrivendo a mano quello che mi rivoltava dentro”. Ricopiato e spedito sulla mail istituzionale del senatore, quel testo parla di “prona acquiescenza con la quale, pur di restare abbarbicato allo scranno, ha votato l’ennesima nefandezza”.

“Sull’ambiente solo comparsate pure da assessore”.

Perrotta accusa Pisani di appartenere “a quella schiera di asseriti parlamentari, che hanno consentito il dispiegarsi del bullismo dell’ultra destra salviniana”. Spaziando“dall’inquinamento alle bonifiche, passando per il depuratore”, gli rinfaccia “le assai dimenticabili comparsate sui temi dell’ambiente prima da assessore comunale poi, ahimè, da senatore. Nel breve lasso di tempo della nuova legislatura ha plasticamente rappresentato, in ottima compagnia peraltro, il nullismo della pseudo-sinistra grillina”.

Il “militante” riflette il travaglio Pd sul dialogo con M5s.

L’avvocato che non si perde le primarie del Pd, e dichiara che nell’ultima ha votato la segreteria di quel Nicola Zingaretti che coi grillini vuole “dialogare”, in sostanza erge il senatore augustano a esempio di un errore che i dem devono assolutamente evitare. E non è solo un anziano “nostalgico” a pensare “mai con i 5 Stelle: con questi nemmeno un caffè, altro che collaborazione parlamentare”. A metterla in questo modo così brutale sono i “trentenni” dem Antonio Rubino e Fausto Raciti. In un comunicato congiunto, i due dirigenti regionali della corrente New Deal scrivono che quanto “è avvenuto, e che avverrà anche sulla Tav, è la dimostrazione di come non esista nulla che ci possa legare ai 5 Stelle. Con buona pace della vecchia guardia che in Sicilia pensava a percorsi comuni, salvo poi smentirsi e far finta di non averlo nemmeno detto.”

Perrotta: i voti d’aula di Pisani alimentano derive.

C’è riflesso il dibattito nazionale dei democratici, nel “j’accuse” di Perrotta a Pisani“La mia indignazione è tale che, spero insieme a tanti altri, testimonierò ogni giorno, in ogni luogo, in ogni momento la mia opposizione di cittadino alla deriva autoritaria, liberticida, al carico di odio e di disumanità che ha contribuito ad alimentare dal suo comodo scranno. Faccio appello a tutti poiché tanti granelli di sabbia inceppino l’infernale meccanismo che sta corrodendo le nostre coscienze, e lacerando il tessuto sociale del nostro sciagurato Paese“.

Specchi nitidi, palmi puliti e mani vuote.

LA NOTA La lettera di Perrotta conclude con un invito a Pisani:“Si guardi allo specchio e si giudichi da solo”. Il senatore replica che “io, nel mio specchio, vedo un uomo onesto e limpido; non so se la stessa nitidezza c’è negli specchi degli altri”. A prescindere dal test Vetril dai risultati alquanto incerti, la risposta del “portavoce” M5s evoca una vecchia parabola del catechismo. Narrava di un uomo virtuoso che non superava l’ammissione in Paradiso. “Signore, le mie mani sono pulite!”.“Si, ma sono anche vuote”.

Il post del senatore Pisani.
Copertina, l’avvocato Nunzio Perrotta.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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