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Carta, guerra totale a Nicita e se la prende pure con le mogli dei Pd

AUGUSTA – Fra Grande sicilia e Partito democratico scoppia la “guerra delle mogli”. A tirare in ballo i congiunti dei consiglieri democratici in provincia, almeno di quelli con una compagna che si guadagna pure lei da vivere, è il deputato regionale Peppe Carta. Per fargli resuscitare l’antico background patriarcale da tempo seppellito pure fra i Monti Iblei, dove la sicula in lutto perenne era considerata semplice appendice del marito anche nella sua vita sociale, è bastata una intervista del senatore dem Antonio Nicita. Rilasciata il 4 ottobre al direttore del settimanale I Fatti Siracusa, Salvo Benanti, il parlamentare si era soffermato su alcuni singolari intrecci nel personale delle amministrazioni comunali guidate dal centrodestra. Specificamente fra Melilli, dove l’onorevole autonomista è sindaco, e Francofonte, dove una commissione prefettizia sta verificando eventuali condizionamenti mafiosi al primo cittadino Daniele Lentini. “Tanto vale fare un comune solo: Mellofonte o Francolilli. Ogni giorno che passa scopro che il sindaco di un comune lavorava nell’altro, che il capo dei vigili urbani è il vicesegretario dell’altro, che l’assessore di un comune lavora nell’altro”, dichiarava Nicita al giornalista. La replica di Carta arriva il 9 ottobre, con un comunicato stampa dal tono “a lui e a tutta la sua famiglia”, reso memorabile dal film Johnny Stecchino. “Condivido e sono pronto a sottoscrivere la richiesta per l’incontro istituzionale col prefetto di Siracusa, ma anche a collaborare per la ricostruzione del quadro delle assunzioni e mobilità sul quale richiede chiarezza”, scrive il deputato regionaleCitando una serie di potenziali commistioni fra ruolo pubblico e interessi personali, che vedrebbero protagonisti alcuni eletti del Pd. Compreso ad Augusta, dove fin dall’inizio sono nella minoranza lasciata “a pane e acqua”.

Augusta, l’onorevole di Gs attacca il capogruppo Pd:”moglie lavora con chi progetta discariche”.

Carta ricorda a Nicita “il caso della moglie del consigliere comunale di Augusta del suo partito, che lavora in una azienda che opera nel settore dei rifiuti, la quale ha presentato un progetto per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi da realizzare nel territorio megarese, su cui né il senatore né tanto meno il marito consigliere ha mai proferito parola”. In realtà negli streaming del consiglio e nei comunicati stampa, di parole sottoscritte dal Pd locale contro il progetto dell’accennata discarica Log service ce ne sono in abbondanza a sostegno del coordinamento ambientalista Salvare Augusta (meno, invece, ne appaiono pronunciate dai consiglieri autonomisti della maggioranza). Fra le firme di dissenso figura sempre quella del capogruppo dem Giancarlo Triberio, messo in mezzo perché la coniuge compare fra i salariati dell’inceneritore Gespi. A trarre le logiche conclusioni su questa “vendetta trasversale” del deputato regionale avversario, è la segreteria cittadina. “Il Partito democratico respinge con fermezza ogni tentativo di buttarla in caciara e ogni volgare strumentalizzazione di situazioni familiari a fini di propaganda”, scrive il segretario Fiorindo Passanisi. Nel comunicato diffuso il 10 ottobre, dice che “non replichiamo a chi arriva a tirare in ballo le mogli degli altri per difendersi dalle accuse di ‘maneggi’: parlano i verbali dei consigli e le iniziative pubbliche. I nostri consiglieri, a differenza di certi improvvisati moralisti, ogni giorno lavorano con impegno e dignità, sostenendo le proprie famiglie senza attendere ‘bandi calati dal cielo’. Se adottassimo il suo stesso metro, allora all’onorevole Carta dovremmo ricordare che anche lui è dipendente di un’azienda più volte citata nelle cronache. E che sui suoi consiglieri e assessori potremmo dilungarci a lungo, già solo con la rassegna stampa”.

Scontro dopo l’intervista del senatore sulla “nebulosa di centro” dove orbitano concorsi dubbi.

Antonio Nicita con Giancarlo Triberio.
copertina, comizio di Peppe Carta.

Il Pd augustano si riferisce al libro paga della raffineria ex Isab, nella quale Carta timbrava il cartellino fino a quando i ruoli politici lo hanno impegnato full time. Mentre il comunicato del segretario provinciale Piergiorgio Gerratana evidenzia che invece “Nicita ha posto un tema sulla possibile sussistenza di relazioni politiche trasversali sistemiche e ripetute, che si estendono a scelte di Enti locali in diverse materie, emerse a più riprese e sulle quali il Pd intende accendere un faro”. Il senatore, infatti, aveva dichiarato di essere “veramente colpito dalla capacità di aggregazione di consiglieri comunali verso l’Mpa: in due anni esercita in provincia un fenomeno attrattivo incredibile, forse unico in Italia. Anche questo da studiare”. Secondo l’intervista, c’è materiale di studio nella vicenda dell’impianto di Trattamento meccanico-biologico a Melilli. Dove Carta è finito in una scabrosa polemica partita da ambienti Fdi, circa terreni comprati da un parente poco prima che il valore schizzasse dopo il si della Regione alla localizzazione del Tmb. Il parlamentare notava che “c’è in atto la creazione di una nebulosa di centro, che dietro il civismo sembra voler realizzare un superpartito locale. La vicenda delle elezioni provinciali, e i primi passi della società mista di gestione dell’acqua, lo dimostrano”. Ma nella capacità attrattiva di questa “nebulosa”, infilava pure il concorso dei vigili urbani al centro di un’inchiesta. “Ho studiato le carte. Faccio notare che la probabilità che in due graduatorie diverse, con criteri diversi, nei posti dal 20 al 25 ci fossero le stesse persone è uguale alla probabilità di tirare per tredici volte un dado e far comparire la stessa faccia. Una coincidenza straordinaria che avrebbe dovuto suggerire maggior cautela”.

“Parentopoli” nei comuni: Partito democratico e Grande sicilia si minacciano querele.

In difesa del leader autonomista scende in campo l’assessore alle Risorse umane di Siracusa, Marco Zappulla. “Da settimane il gruppo Grande Sicilia è al centro di un assedio mediatico mirato e costruito per tentare di indebolire la sua credibilità politica e personale. Un’operazione che si alimenta di insinuazioni, illazioni e letture distorte dei fatti, e che prende forma subito dopo l’elezione dei vertici di Aretusacque“. Nel comunicato diffuso il 10 ottobre si spinge a definire “inquietante l’atteggiamento del Partito democratico, dove alle spalle di chi scrive spuntano le ombre del passato, che preferisce sollevare sospetti con logiche e metodi che pensavamo superati”. Da Augusta gli fa eco il capogruppo Manuel Mangano, “commissario costituente” di Gs. “Le vicende su cui si vorrebbe censurare l’operato dell’onorevole Carta sono tutte datate nel tempo e vengono rispolverate ciclicamente per mancanza di argomenti. E’ singolare che questi attacchi seguano l’elezione del presidente del Libero consorzio, e soprattutto la nomina del Consiglio di sorveglianza della Aretusacque, avvenute con ampie maggioranze dei sindaci della provincia”. Il botta e risposta col Pd occupa le mail delle redazioni tutta la mattinata. Ventila querele Gerratana, a difesa dei suoi consiglieri siracusani tacciati di “parentopoli“, parlando di “accuse in merito alle quale il Pd risponderà nelle sedi opportune”. Minaccia querele Zappulla, scrivendo che “chi parla di irregolarità mente e lo fa con un preciso obiettivo: delegittimare. Il confronto politico non può trasformarsi in un tentativo di distruggere persone e percorsi. Per questo motivo, il gruppo Grande sicilia si tutelerà in tutte le sedi competenti per difendere la dignità delle donne e degli uomini che lo rappresentano, e che da settimane subiscono attacchi inaccettabili”. Come quello al capogruppo dem con la moglie che ha preferito realizzarsi non solo come mamma, ma anche come donna economicamente indipendente, lavorando come biologa fra i fumi della zona industriale?

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

3 thoughts on “Carta, guerra totale a Nicita e se la prende pure con le mogli dei Pd

  1. Che polemiche! La guerra delle mogli ha superato ogni limite. Invece di attaccare le proposte, si scambiano le mogli come se fossero oggetti da contesa tra partiti. Il Pd attacca la moglie del capogruppo dem, che lavora in unazienda dei rifiuti, mentre Grande Sicilia difende le dignità delle donne del suo gruppo. Si fa veramente un bel guaio! Ma forse è ora che tutti si concentrassero sui fatti, invece di tirare in ballo le famiglie. Dopo tutto, le famiglie sono per stare bene, non per diventare il campo di battaglia di una guerra politica. È il classico attacco a vuoto con un tocco personale che fa sorridere (e un po preoccupare).quay random

  2. Questa polemica è un classico esempio di chi se lha prendo a chi. Arrivati a tirare in ballo le mogli dei consiglieri per difendere posizioni, il PdAugustano risponde con le medesime armi. La segreteria democratica attacca lonorevole Carta per i suoi legami con lex Isab, mentre il capogruppo Pd difende la compagna del suo collega. Una danza dei piedi tra insinuazioni e difese, dove lopinione pubblica sembra persa tra polemiche su rifiuti, discariche e… stipendi familiari. Un bello spettacolo di moralità a scatola chiusa, dove ogni giorno si scoprono nuovi parentopoli da entrambe le parti. Chissà se alla fine la verità emerga dalle rassegne stampa o dalle querele reciproche!t?i video YouTube

  3. Questa polemica è un vero spettacolo! Oggi si attaccano le mogli, domani magari si analizzeranno i viaggi di istruzione dei figli. Il Partito Democratico difende le valori… delle mogli, mentre Grande Sicilia promette querele per difendere la dignità di tutti, incluse le mogli dei loro avversari. Che sia la nuova forma di aggregazione dellMPA menzionata dal senatore? In fondo, se non si può attaccare luomo, si attaccano i suoi legami più cari: un classico move against lindiretto, che fa pensare a strategie molto… familiari.h?n gi? online

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