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Augusta:”compagni niente panico”, intesa Pd-Avs-5s su anti Di Mare

AUGUSTA – Scendono in campo i leader provinciali, per una coalizione alternativa alle comunali 2026 di Augusta. I partiti di centrosinistra hanno accelerato sulla costruzione di un avversario elettorale, da contrapporre al destra-centro targato Giuseppe Di Mare. La svolta è arrivata nel fine settimana, quando i parlamentari di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi sinistra si sono consultati con i loro riferimenti augustani. Ne è nata l’intesa di lavorare subito al programma del Campo largo, sotto l’ombrello politico dei rispettivi deputati e senatori. Un’intesa che ha già l’obiettivo  di spalancare la porta a liste espresse dalla società civile, e dalle associazioni ambientaliste che in questi anni hanno dato battaglia, sia sul consumo di suolo che sull’insediamento di nuove attività altamente inquinanti. E’ quasi una mobilitazione di tutte le aree che non si riconoscono nel metodo amministrativo ancillare verso qualunque investitore, quella che Pd, Avs e 5s vogliono lanciare nelle urne. Una sfida tutto per tutto contro la potente alleanza fra Fratelli d’italia, Grande sicilia, Lega, Forza italia e Democrazia cristiana sicilia. Percepita anche dalle anime più candide come un cartello dall’imponente forza clientelare, accumulata in 5 anni di finanziamenti a pioggia arrivati dai governi amici sia a Roma che a Palermo. La quale può inoltre contare su un candidato sindaco “naturale” come l’uscente Di Mare, come ha suggellato la segreteria cittadina Fdi senza nemmeno consultare gli alleati, se non altro per salvare quelle forme che in politica sono pure sostanza. Gli sfidanti devono invece ancora trovare il nome disposto a una sfida impari, ma col peso specifico di onorevoli e senatori in campo, il rischio di “bruciarsi” può essere un gioco che vale la candela.

Guerra di Carta al Pd ha dato la scossa: parlamentari Campo largo s’intestano soluzione Augusta.

Peppe Carta col sindaco Giuseppe Di Mare.
copertina, Antonio Nicita e Giancarlo Triberio.

La scossa è arrivata quando il deputato regionale di Gs, Peppe Carta, si è preso di punta il senatore dem Antonio Nicita. Mettendo in mezzo pure i familiari dei consiglieri comunali Pd nel Siracusano, con accostamenti arditi sull’attività politica dei congiunti. Un’uscita come in provincia non se ne vedevano dai “tempi d’oro” dei meet up di Beppe Grillo, i cui ultras social più accaniti ora fanno propaganda a Di Mare, con lo stesso known how del grillismo prima maniera. Ma utilizzato dal leader di un partito moderato di centro come appunto il sindaco-onorevole di Melilli – artefice pochi mesi fa di un accordo trasversale a Solarino per la sindacatura di Tiziano Spada che all’Assemblea siciliana sta nel gruppo dem – hanno spiazzato persino gli amici più fedeli sin da quando il partito dell’ex governatore Raffaele Lombardo si chiamava solo Mpa. Carta inopinatamente se l’è presa pure col capogruppo consiliare di Augusta, Giancarlo Triberio, immaginando evidentemente che il centrosinistra della città fosse ormai affondato sulla difficoltà di trovare candidati. E tenere sott’acqua il suo centro-boa avrebbe stroncato ogni voglia di riemergere. Una valutazione favorita dal “fuoco amico” che in settimana ha investito la minoranza, con forti prese di posizione arrivate dai critici più intransigenti del sindaco, ma trasformatisi a sorpresa in oppositori dell’opposizione per l’incapacità di questa a trovare la quadra. Il miglior cecchino sulla Croce rossa del centrosinistra è stato proprio il consigliere indipendente Ciccio La Ferla, così fuori dagli schemi da essere ormai considerato dalle segreterie solo “fuori” e basta, che è arrivato persino a proporsi come candidato di riserva.

Tringali nella coalizione ma sfuma la sindacatura: amicizia col leader Gs confonderebbe elettori.

Domenico Tringali.

Il senso di sbandamento della minoranza si è plasticamente concretizzato con la rinuncia di Domenico Tringali a essere competitor del sindaco uscente. Il presidente di Edicola libera, da anni legato a Carta da amicizia personale ma non politica, dopo l’ingresso degli autonomisti nella maggioranza, esattamente un anno fa si era offerto come candidato “sacrificale” se i partiti non trovavano nomi disposti a bruciarsi. Tuttavia, quando è stato tempo di concretizzare, dopo una settimana di riflessione fa un passo indietro. Anche se nel comunicato in cui lo spiega “ai molti che mi spronano giornalmente in questa avventura”,fa capire di lasciare ancora aperta una porta per intestarsi la sindacatura del Campo largo. Tuttavia, il suo documento diffuso in coincidenza con la guerra a tutto campo dichiarata dai lombardiani ai democratici, ha convinto questi ultimi che non ci sono più i presupposti per presentarlo leader della coalizione elettorale. Se non altro perché il loro elettorato l’avrebbe percepito come “l’amico del giaguaro”, astutamente infiltrato fra gli avversari dell’alleanza sostenuta ufficialmente col simbolo di Grande sicilia. Per chi lo conosce personalmente, sa che la sua sottolineata “temerarietà verso i poteri forti“, esclude un calcolo così machiavellico. Ma discorso diverso è per chi a questo punto si aspetta una “figura terza coinvolgente, capace di appassionare l’elettorato meno polarizzato o che ha deciso di non votare”, come la definisce lo stesso “edicolante“.

Area ambientalista di don Prisutto pronta a lista di supporto, La Ferla bocciato: ha votato Lega.

Cinzia Di Modica.

L’esternazione di La Ferla, adesso veicolata a mezzo comunicato stampa del 12 ottobre, secondo la quale “l’ingegnere Tringali, prima di proporre la propria candidatura, dovrebbe dimostrare con i fatti il coraggio e la competenza necessari per cambiare davvero le sorti di Augusta“, è sicuramente infondata. Ma potrebbe attecchire fra i tanti astensionisti che non seguono la politica, nemmeno sui social. Il consigliere ha visto il silenzio che ha accompagnato la sua disponibilità alla candidatura. Nè d’altronde poteva aspettarsi altro, “visto che alle provinciali ha votato il candidato della Lega e dopo non ne ha mai preso le distanze”, sottolinea l’edicolante. Il leghista in sonno comunque si ripropone di nuovo, stavolta guardando altrove. “Se ci si vuole confrontare, sono a disposizione con gente vera e al di la dei partiti che non mi interessano”, scrive nel documento che sembra indirizzato ai movimenti di ispirazione ambientalista. Nel dibattito cittadino sul Campo largo paralizzato, infatti, nei giorni scorsi si è inserita Cinzia Di Modica. “Se non si dovesse trovare nessuno disposto a mettersi in competizione con Di Mare, proverò a candidarmi per riuscire ad avere un’elezione che dia la possibilità di esprimersi a quei cittadini che hanno altre idee”, ha scritto in un post la portavoce di Stop veleni. Che come Comitato resta ufficialmente estraneo alle competizioni elettorali, ma come area dell’ambientalismo vicino a don Palmiro Prisutto non vuole lasciare campo totalmente libero a un sindaco cui ha conferito il “Premio Attila”, insieme al coordinamento ecologista Salvare Augusta. “Deciderò anche per fare capire a qualcuno che non bisogna mai fare i conti senza l’oste”, dice chiaro Di Modica. Che a questo punto potrebbe dirottarsi in una lista della società civile che non si riconosce nel centrodestra, da affiancare alla coalizione Pd-Avs-5s. La quale ora dice di lavorare sul nome contro Di Mare, sempre che non stia ancora aspettando Godot.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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