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Augusta, Titanic Gulino: rifiutate le presidenze elette in commissione

AUGUSTA – “Anche se non le volete, ve le assegniamo lo stesso e vediamo che fate”. Non lo dichiara nessuno apertamente, ma ormai è evidente come sia sfida aperta fra la coalizione del nuovo sindaco Peppe Di Mare e l’opposizione del mancato sindaco Pippo Gulino. Il 14 dicembre, coi soli voti della maggioranza, alle presidenze di 2 commissioni consiliari sono stati eletti altrettanti guliniani. In una, quella Sanità e Ambiente, è stato addirittura votato lo stesso ex primo cittadino; quasi una “ritorsione”, per il radiologo che si è tenuto lo snobbato seggio da consigliere pur di guidare il fronte del “no”. Nella Sviluppo economico, le preferenze dei “maggioritari” si sono invece riversate sull’oppositrice Mariagrazia Birritteri. Eppure, nell’ultimo consiglio dell’11 dicembre, i superstiti delle liste sconfitte al ballottaggio erano stati chiari. “No grazie, non ci stiamo a questa finta apertura, dove le rubriche sono pre-assegnate e i nostri presidenti sarebbero sistematicamente messi in minoranza”, aveva detto Milena Contento. Una posizione che la capogruppo di Insieme per Augusta ha ribadito 3 giorni dopo, interpretando pure l’orientamento del gruppo Nuovo patto per Augusta, di cui fanno parte proprio i due “presidenti a forza”.

Battaglia sul bilancio? Trigilio: mi auguro sia condiviso.

Paolo Trigilio e Marco Niciforo.
copertina: Pippo Gulino.

La querelle iniziata dai guliniani dopo l’ingresso a sorpresa di Augusta 2020 nella maggioranza – che le era costato uno squillante “traditori” dagli ex compagni di strada rimasti col cerino in mano – sembra destinata a proseguire. Approderà sicuramente pure nella strategica seduta consiliare del 17 dicembre, quando a Palazzo San Biagio arriverà il bilancio“Ci auguriamo che sia quanto più condiviso, anche se in buona parte lo ereditiamo dall’amministrazione precedente”, dice Paolo Trigilio, capogruppo di 100 per Augusta. Tocca a lui parlare per conto delle liste Di Mare, dopo che l’elezione alla presidenza del consiglio ha costretto Marco Stella a limitare le esternazioni da puro regista politico. Secondo il nuovo portavoce della coalizione sindacale, lo strumento finanziario portato in aula “avrà solo qualche piccolo aggiustamento tecnico”. Secondo l’opposizione, invece, potrebbe non essere così.

Contento: a minoranza taciuti persino gli emendamenti.

Milena Contento

“Sconosciamo proprio questi emendamenti di bilancio”, dichiara Contento. Raccontando di “una riunione tenuta dalla maggioranza in tempo utile per presentarli, alla quale è stato opposto un diniego alla partecipazione chiesta da noi e dai 5 Stelle“. Il risultato, secondo la consigliera di minoranza, è che “non c’è stato il tempo di presentarne di nostri”. Se ne parlerà il 16 dicembre, a ridosso della seduta in aula, quando si riunirà la commissione Bilancio per esprimere parere. A presiederla sarà Maria Grazia Patti, del gruppo di maggioranza Noi per Augusta. Una sessione che servirà anche per tastare che tipo di opposizione vogliono condurre i grillini. Se i guliniani hanno rifiutato persino le “presidenze a forza”, perché “è venuto meno un discorso complessivo”, i pentastellati avevano rinunciato in partenza a qualsiasi coinvolgimento. Collocandosi in commissioni che l’amministrazione aveva rivendicato per i propri sostenitori, ritenendo strategiche quelle presidenze.

Linea dura per una guerra di nervi sull’incognita Tar.

la conferenza stampa di presentazione della nuova maggioranza Peppe Di Mare.

La sindacatura uscita vittoriosa dalle urne ma minoritaria a San Biagio, faticosamente si sta mettendo in marcia nonostante l’ostruzionismo. Sul quale pesa senza dubbio quel ricorso al Tar per farsi assegnare il premio di maggioranza, presentato da 8 mancati consiglieri delle liste Di Mare. Anche se il sindaco si è giustificato dicendo che “non posso certo impedirgli di esercitare un loro diritto“, e Stella ha garantito che “l’accordo politico coi nuovi alleati resterà inalterato anche con una diversa composizione del consiglio”, non c’è dubbio che il giudizio pendente crea nervosismi negli “amici” dell’ultimo momento. Lo ha plasticamente mostrato il forte ritardo della conferenza stampa di presentazione della neonata maggioranza, anche se poi il fronte ha tenuto dentro l’aula. Nonostante le velenose bordate dell’opposizione, che col gran rifiuto delle presidenze intende alimentare le tensioni latenti. E allo stesso tempo tenere i superstiti dell’armata Gulino al riparo dalla tentazione di cambiare campo. Uno schema che l’amministrazione tenta di contrastare con un piano B.

Il piano B per sostituire i presidenti dimissionari.

Biagio Tribulato e Margaret Amara.

La pec con la rinuncia di Gulino era attesa già nella stessa serata dell’elezione a presidente della Sanità. Perciò è già pronta la “promozione” di Trigilio, attualmente vicepresidente della commissione. La nuova poltrona, tuttavia, lo costringerà a lasciare la guida del gruppo. Che dovrebbe essere assunta da Andrea Lombardo, attualmente “in prestito” a Marco Niciforo per consentirgli di raggiungere la quota minima necessaria a essere capogruppo. Il previsto cambio dello Statuto che ridurrà a 2 i consiglieri necessari a formare un gruppo, risolverà il problema alla radice. Un piano di riserva c’è pure per la prevista rinuncia della guliniana Birritteri, alla presidenza di Sviluppo economico. Anche in questo caso il vicepresidente sarebbe pronto a prenderne il posto. Si tratta di Giuseppe Tedesco, eletto con Augusta coraggiosa, la lista personale di Massimo Carrubba. Dalla coalizione dell’ex sindaco, arrivata terza nel primo turno delle amministrative, è espressa anche la presidenza di Affari generali. La occupa Margaret Amara, che però è arrivata a San Biagio con Attivamente, civica che ha già piazzato Biagio Tribulato alla vicepresidenza del consiglio comunale.

Amato pronto a smarcarsi dall’opposizione Titanic?

al centro, Corrado Amato fra Peppe Assenza e Giuseppe Montalto.

Al netto dei subentri ai guliniani, al momento dimissionari solo preannunciati, la coalizione Di Mare presiede una sola commissione. Si tratta di Urbanistica e Lavori pubblici, affidata al rodato consigliere Ciccio La Ferla. Alla vicepresidenza però c’è il consigliere di minoranza Corrado Amato. Il forzista è stato eletto in sua assenza, ma aveva espressamente chiesto di far parte di quella commissione, e di nessun’altra. Sarebbe perciò strano se rinunciasse a un ruolo che ne valorizza le aspirazioni, per seguire la linea dura di Gulino. Sulla cui ostinata intransigenza qualcuno inizia a chiedersi se non sia la rotta del Titanic. Considerato che nel tracciarla potrebbero pesare fattori strettamente personali, legati al “gran rifiuto” di Augusta 2020 vissuto come un’offesa diretta non solo alla sua leadership politica. Alle minoranze, comunque, sono andate altre 2 vicepresidenze. Ma solo una è appannaggio di un guliniano, Affari generali, occupata da Peppe Assenza. Vicepresidente al Bilancio è invece il grillino Marco Patti. Ora resta da vedere quale forma di opposizione assumerà il suo Movimento. Nell’ultima seduta a San Biagio ha dato segnali di comunanza con gli “intransigenti”, vicini di banco consiliare.

Fuori pure i grillini: proposte solo poltrone di serie B.

le grilline Roberta Suppo e Chiara Tringali.

“Di fronte alla presunta apertura della forze maggioritarie, abbiamo chiesto una più generale rimodulazione degli incarichi che tenesse conto dell’effettivo quadro politico cittadino. All’opposizione sono stati, però, proposti solo incarichi di serie B“, scrive il M5s nella sua pagina social. Aggiungendo che “a noi interessa il bene della Città, non le poltrone”. Però se le poltrone non sono quelle giuste, allora stanno fuori. “Per questo motivo la consigliera Roberta Suppo, votata esclusivamente dai membri della maggioranza – contro la volontà dell’opposizione che si è espressa con la scheda bianca – quale terzo componente dell’ufficio di presidenza, ha immediatamente preannunciato le sue dimissioni”. Ora resta da vedere quanto resterà compatto questo inedito “fronte dei dimissionari”, prima che qualcuno tiri le sue personali somme sui prossimi 5 anni.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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