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Augusta, il cimitero sarà privato ma il crisantemo è già “obbligato”

AUGUSTA – Ditelo con i fiori, ma solo con quelli a termini di regolamento. Dopo il rischio del cimitero privatizzato, ad Augusta ora scoppia il caso del “crisantemo negato” ai sensi di legge. L’amministrazione 5 Stelle ha infatti vietato la vendita ambulante anche durante la commemorazione dei defunti, applicando drasticamente una normativa che negli anni passati veniva informalmente derogata dal buon senso. A sollevare la polemica è il gruppo consiliare di Augusta 2020, con un durissimo comunicato stampa dove si prende di petto l’assessore che i pentastellati augustani hanno destinato all’Annona, Omar Pennisi. Insieme all’assessore semi-grillino Giuseppe Canto, dem siracusano cooptato alle Finanze. E al comandante dei vigili preso in prestito dal Comune di Modica, Angelo Carpanzano.

Augusta 2020 polemica sul divieto ai fiorai ambulanti.

Secondo i consiglieri Marco Niciforo, Enzo Canigiula e Salvatore Errante, il terzetto di Palazzo è responsabile di un tiro mancino ai fiorai senza fissa dimora. Che al momento di rinnovare l’autorizzazione per vendere davanti il camposanto nei giorni dei Morti, si sono visti opporre il diniego per scadenza dei termini. “Infatti tutte le istanze sono state rigettate per il fatto che le richieste dovevano essere presentate almeno 60 giorni prima dall’evento, così come previsto dal regolamento, ed inoltrate online nella piattaforma telematica del SUAP“, racconta il comunicato dell’opposizione. Precisando che “negli ultimi anni l’autorizzazione al posto di vendita al cimitero era stata rilasciata seguendo esattamente le stesse procedure che ora hanno portato al rigetto dell’istanza”.

Applicato senza preavviso regolamento già derogato.

Il gruppo di minoranza si chiede “come mai nessuno dell’amministrazione ha pensato di avvisare per tempo questi signori”. Evitando di “rispondere picche alla loro legittima richiesta che, come consuetudine, tutti sapevano sarebbe arrivata a pochi giorni dall’evento”. Augusta 2020 aggiunge che “si prefigura per gli itineranti pure la beffa. Infatti sarà vietato anche l’ingresso nell’area cimiteriale, il cui accesso avrebbe consentito almeno di sostare per le 2 ore previste dal regolamento per poi spostarsi in altro sito e poter vendere i fiori come fanno quotidianamente; invece no, neanche questo”.

Appello a Di Pietro “per evitare un altro brutto ricordo”.

Il capogruppo Marco Niciforo

Niciforo, Errante e Canigiula si appellano alla sindaca Cettina Di Pietro, affinché “emetta un suo provvedimento risolutivo”. E per invogliarla a sconfessare l’operato dei suoi assessori, e del dirigente da lei stessa scelto, le scrivono che il dietrofront sarebbe “al fine di evitare che questa vicenda diventi l’ennesimo brutto ricordo che i cittadini avranno di questa amministrazione”. Ma la battaglia del terzetto d’opposizione per “crisantemo libero” rischia però di diventare quella del soldato giapponese che continua da solo la guerra mondiale. Perché di “libero”, al cimitero, dal prossimo anno potrebbe non esserci più nulla.

Il caso crisantemo come “preludio” alla privatizzazione.

Infatti, la previsione del Documento unico di programmazione sul project financing finalizzato all’“affidamento della gestione del cimitero comunale”, è molto più di una intenzione di massima messa lì tanto per. Già 3 proposte di “privatizzazione del camposanto” sono finite sui tavoli dell’assessorato Lavori pubblici. La prima, atterrata all’ufficio tecnico subito dopo l’insediamento dell’amministrazione grillina, venne respinta perché in contrasto col piano regolatore cimiteriale. Anche della seconda, arrivata sotto forma di una manifestazione di interesse, non se n’è fatto nulla pur essendo molto più articolata.

All’esame la terza proposta di gestione del cimitero.

La terza proposta sul camposanto, avanzata pochi mesi fa, sembra essere considerata con maggiore interesse dagli amministratori uscenti. Che prima di sottoporsi al giudizio delle urne nella prossima primavera, appaiono intenzionati a mettere in pista la gestione del cimitero a una società privata del circondario. Nella quale, secondo qualche indiscrezione difficile da verificare, figurerebbero pure nomi noti al mondo politico siracusano e provinciale. Dopo aver conquistato il primo, e finora unico, Comune in provincia, i 5 Stelle di Augusta sembra vogliano chiudere con un altro primato: quello del primo camposanto che da comunale diventa “privato”.

Offerti nuovi loculi multipiano e con ascensore.

La società interessata al project financing non solo si proporrebbe di costruire i nuovi loculi come un condominio anni ’70, multipiano e con tanto di ascensore per i disabili che non possono salire le scale. Ma si sarebbe candidata pure alla gestione di tutta la parte già esistente, compresa quella monumentale. Ciò significa che ogni intervento sulle sepolture, di qualsiasi natura, può essere fatto solo attraverso il gestore. A tariffe certamente definite prima, al momento del contratto col Comune. Anche se le vicende del capitolato per la differenziata porta a porta, modificato più volte a colpi di maggioranza consiliare, non sembrano un precedente incoraggiante.

Si profila un canone annuo per tombe e cappelle.

Un “prezzo fisso e calmierato” per tutto ciò che ruota attorno a un business del caro estinto da 300 salme l’anno, sarebbe difficile da mantenere già solo nella parte nuova. Figurarsi se c’è da asfaltare e risistemare tutto l’esistente. Il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. Che in questo caso sono la zona grigia delle manutenzioni. Dal momento in cui il feretro varca il cancello del cimitero, nessuno sarà più “padrone” di onorare il proprio defunto con chi meglio crede. Dal lumino perpetuo alla lapide da restaurare, tutto dovrà passare attraverso il gestore e il suo capitolato. E ci sono alte probabilità che venga anche introdotto un canone annuo per la cura generale a quanti hanno in concessione tombe di famiglia e cappelle, sulla falsariga della tassa per la nettezza urbana.

Nel Dup di settembre l’affidamento in gestione nel 2020.

Al Comune hanno bocche cucite su tutto. Persino nell’opposizione ai 5 Stelle – attuale, perché domani chissà – c’è chi tende a derubricare tutto a una semplice proposta lontana dal concretizzarsi. Se non ci fosse quel piccolo particolare, stranamente fatto notare solo dall’ex sindaco Massimo Carrubba, che i Dup precedenti parlavano soltano di “project financing”. Mentre in quello approvato a fine settembre di quest’anno, appare obiettivo affidamento della gestione“. Con la data 2020.

Il Dup 2019-2021 dove compare l’obiettivo affidamento in gestione del cimitero.

Ma le tasse comunali, per cosa si pagano?

LA NOTA – I famosi debiti stratosferici del Comune si stanno rivelando una favola, utile a giustificare inerzia e incapacità di programmazione. Le tasse comunali sono però ancora ai massimi di legge. Ora spunta che per dare cristiana sepoltura ai propri cari, o per onorarne il ricordo, diventa strada obbligata affidarsi ai privati. C’è da chiedersi come fanno nel resto della provincia a mantenersi i cimiteri. Ma quando parlavano di “reddito di cittadinanza” e di “cittadini al servizio dei cittadini”, esattamente, a cosa si riferivano?

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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