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Augusta, i revisori bocciano scorciatoie sui bilanci: prima vanno approvati

AUGUSTA – Riallineamento, addio. L’amministrazione 5 Stelle di Augusta rischia di esaurire il suo mandato, senza aver mai avuto a disposizione un vero strumento finanziario. Sono stati i revisori dei conti a dare il colpo di grazia alle speranza grilline, di arrivare alle comunali 2020 con capitoli di spesa pienamente operativi. Il collegio dei contabili ha infatti espresso parere non favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2019-2021″. Una decisione adottata “considerato che è stato redatto in contrasto con quanto previsto dal comma 897 della legge 145/2018″. Secondo la quale “gli enti in ritardo nell’approvazione dei propri rendiconti, non possono applicare al bilancio di previsione le quote vincolate, accantonate e destinate del risultato di amministrazione fino all’avvenuta approvazione”.

Un tesoretto da 40 milioni da usare prima delle elezioni.

Si tratta di circa 40 milioni, frutto degli avanzi contabili dei precedenti esercizi finanziari. Somme che si sono accumulate nella casse comunali dopo la dichiarazione di dissesto, grazie alla sproporzione fra introiti derivanti dalla tassazione ai massimi e spese fortemente contingentate imposte ai Comuni in default. Nel 2015 erano già 7 milioni, e sono aumentati mano a mano negli anni successivi. Somme che sono lievitate rapidamente, non potendo essere toccate senza un bilancio stabilmente riequilibrato. Col risultato che il Comune si trova in cassaforte un vero e propri tesoretto, in grado si slegare mani e fantasie di qualunque amministratore. Solo che di tutto questo ne “godrà” politicamente chi verrà dopo le elezioni di primavera. Perché i rilievi negativi dei revisori inceppano il cronometro fatto partire dall’amministrazione Cettina Di Pietro, per arrivare al giudizio degli elettori coi cantieri aperti.

Il parere negativo dei revisori sul preventivo 2019-21.
Copertina, il collegio contabile durante un consiglio comunale.

Di Pietro a fine mandato con casse piene e mani vuote.

A formare il parere negativo dei revisori, infatti, c’è anche il “considerato che alla data odierna non risulta essere stato approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2018“. Poiché mancano ormai poche settimane a San Silvestro, quell’approvazione che tarda rende improba la corsa contro il tempo per chiudere il 2019, con un bilancio che sia in linea con l’anno corrente. Per i consiglieri si sta profilando un’altra convocazione in piene festività natalizie, utile a mettere le carte in regola ma senza effetti concreti. Deve essersene resa conto pure l’amministrazione, che i ritardi accumulati la stanno spingendo verso la conclusione del mandato con le casse piene e le mani vuote. Così a Palazzo di città avranno pensato di aggirare l’ostacolo, e rendere immediatamente “operativi” quei 40 milioni mettendoli subito fra le disponibilità del bilancio di previsione allineato.

Considerato come una formalità il voto del consiglio.

Solo che questo “salto della quaglia” contabile non si può fare nella finanza pubblica. Ed è quanto spiegano i revisori, nel loro parere negativo. Facendo sostanzialmente rilevare che non si può vendere la pelle dell’orso prima di averla. Che in questo caso si sostanzia nella preliminare approvazione da parte del consiglio comunale. Per quanto il voto a Palazzo San Biagio sia di fatto considerato dalla giunta come un passaggio pro-forma, che fa perdere solo tempo prezioso perché il risultato è garantito grazie alla cieca fedeltà dello schiacciante gruppo consiliare di maggioranza, ai sensi della normativa vigente è ineliminabile. Scontata o meno, l’approvazione del consuntivo è necessaria per iscrivere a quello successivo di previsione “le quote vincolate, accantonate e destinate”. 

Collegio scade a febbraio ma non c’è bando per il nuovo.

I revisori stoppano l’espediente dell’amministrazione, complicandogli i calcoli di spesa nel 2020. Fra l’altro, a febbraio il collegio di revisione contabile finisce il suo mandato. Bisognerà nominarne uno nuovo, ma ancora non c’è il bando per trovare i professionisti. Il Comune dovrà farsi mandare il curriculum, fare un primo screening dei requisiti, sperare che non ci siano ricorsi né sviste come l’ultima volta, e infine mandare tutti i nominativi superstiti al consiglio per essere sorteggiati. Adempiere a tutti questi passaggi e rispettare la scadenza per il bilancio di previsione 2020-2022 appare molto arduo. E’ probabile quindi che si andrà alla proroga degli incarichi attuali, in via provvisoria. Un’altra complicazione in più per l’amministrazione della #legalità, ridottasi a cercare scorciatoie impossibili per giustificare il perché dei suoi 5 anni di esistenza.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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